L’esemplare rinvenuto sulla battigia davanti allo stabilimento Liboclà. Guardia Costiera, Zoomarine e Tartalazio in azione per il recupero. La carcassa sarà esaminata dall’Istituto Zooprofilattico del Lazio per raccogliere dati utili alla tutela dell’ecosistema marino

Torvaianica (Rm) - Una nuova segnalazione richiama l’attenzione sul delicato equilibrio dell’ambiente marino del litorale laziale. Nella giornata di giovedì 28 maggio una tartaruga marina è stata rinvenuta priva di vita sulla spiaggia di Torvaianica, davanti a uno stabilimento balneare, nel territorio comunale di Pomezia.

La presenza dell’animale sulla battigia è stata immediatamente segnalata alle autorità competenti, facendo scattare la macchina degli interventi prevista per la tutela della fauna marina protetta.

L’intervento della Guardia Costiera e dei veterinari

Sul posto sono intervenuti i militari della Guardia Costiera di Torvaianica che hanno effettuato i primi accertamenti e avviato le procedure previste in questi casi.

Successivamente è giunto il personale veterinario di Zoomarine che, in coordinamento con l’associazione Tartalazio, ha provveduto al recupero dell’esemplare.

L’operazione si è svolta seguendo i protocolli scientifici e sanitari necessari per garantire la corretta conservazione della carcassa e consentire agli esperti di svolgere gli esami diagnostici.

Il trasferimento al centro specializzato

Dopo il recupero, la tartaruga è stata trasferita presso la struttura di Tartalazio, centro di riferimento impegnato nelle attività di monitoraggio, soccorso e tutela delle tartarughe marine nel Lazio.

Da qui l’esemplare sarà preso in carico dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, che procederà con gli approfondimenti scientifici necessari a stabilire le cause della morte.

Le analisi potranno fornire indicazioni preziose sulla presenza di eventuali patologie, sull’impatto dell’inquinamento, sulle possibili collisioni con imbarcazioni o sull’interazione con attrezzi da pesca, tra le principali minacce che mettono a rischio la sopravvivenza delle tartarughe marine nel Mediterraneo.

Un contributo alla ricerca e alla tutela del mare

Ogni ritrovamento di questo tipo rappresenta una fonte importante di informazioni per la comunità scientifica. Gli esami condotti sugli esemplari rinvenuti lungo le coste consentono infatti di raccogliere dati fondamentali sullo stato di salute delle popolazioni di tartarughe marine e più in generale sull’equilibrio dell’ecosistema marino.

Le informazioni ottenute contribuiscono ai programmi di monitoraggio e conservazione della specie, permettendo di individuare criticità ambientali e adottare strategie sempre più efficaci per la protezione della biodiversità.

Una specie simbolo del Mediterraneo

Le tartarughe marine, e in particolare la Caretta caretta, sono ormai presenze sempre più frequenti lungo le coste del Lazio, dove negli ultimi anni si sono registrati numerosi avvistamenti e persino eventi di nidificazione.

Un segnale positivo per il mare italiano, ma che rende ancora più importante il lavoro quotidiano svolto da Guardia Costiera, centri di recupero, veterinari e associazioni impegnate nella salvaguardia di una delle specie più affascinanti e vulnerabili del Mediterraneo.

Anche da un episodio triste come questo, infatti, può nascere un contributo prezioso alla conoscenza e alla difesa del patrimonio naturale che vive nelle nostre acque.