Strage di Casalotti, la polizia diffonde la foto del sospettato e lancia un appello: "Aiutateci a trovarlo"
Di Maria Grazia Stella il 27/06/2026
Proseguono senza sosta le indagini sul triplice omicidio avvenuto in un appartamento di via Montiglio, tra Pineta Sacchetti e Casalotti. Uccisi padre, madre e la figlia di 8 anni, gravemente ferito il figlio ventenne. La Squadra Mobile, su autorizzazione della Procura di Roma, ha diffuso un appello pubblico corredato dalla fotografia e dalle generalità dell'uomo sospettato del delitto, chiedendo la collaborazione dei cittadini per rintracciarlo
Roma- Roma continua a interrogarsi sulla drammatica strage avvenuta nella serata di venerdì 26 giugno in un appartamento di via Montiglio, nel quadrante tra Pineta Sacchetti e Casalotti, dove tre persone della stessa famiglia sono state uccise con estrema violenza e un quarto componente è rimasto gravemente ferito.
La Squadra Mobile della Questura di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica, è impegnata in un'intensa attività investigativa per ricostruire l'esatta dinamica del massacro e individuare il responsabile.
Le vittime e il figlio sopravvissuto
Le vittime sono Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosnejahan Momotaj, di 38 anni, e la loro figlia Arowa, di appena 8 anni. La famiglia, originaria del Bangladesh, non aveva precedenti di polizia.
Gravemente ferito anche il figlio maggiore della coppia, che aveva compiuto vent'anni da pochi giorni. Il giovane ha riportato numerosi traumi e una grave ferita alla testa ed è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Gemelli. Secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita.
Le salme delle tre vittime sono state affidate alla Sezione di Medicina Legale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove nei prossimi giorni saranno eseguite le autopsie.
Ritrovata la presunta arma del delitto
Nel corso dei rilievi effettuati nell'abitazione, gli investigatori hanno rinvenuto una mannaia, ritenuta la presunta arma utilizzata per compiere il triplice omicidio.
L'arma sarà sottoposta agli accertamenti tecnico-scientifici disposti dalla Procura, insieme agli altri reperti raccolti sulla scena del crimine.
Diffuso un appello pubblico con la fotografia del sospettato
Per imprimere un'accelerazione alle ricerche, la Polizia di Stato, su autorizzazione della Procura della Repubblica di Roma, ha diffuso un appello pubblico corredato dalla fotografia e dalle generalità dell'uomo ritenuto sospettato del triplice omicidio.
Si tratta di Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983, connazionale e conoscente della famiglia uccisa.
La diffusione dell'immagine rappresenta uno strumento investigativo volto a favorire il rapido rintraccio dell'uomo, consentendo ai cittadini di riconoscerlo e fornire eventuali indicazioni utili agli investigatori.
L'appello della Squadra Mobile: "Chiunque lo veda ci contatti"
Nel comunicato diffuso insieme alla fotografia, la Polizia di Stato invita cittadini e mezzi di informazione a collaborare.
"Quest'uomo ritratto nella foto, la cui divulgazione è stata disposta dalla Procura della Repubblica di Roma, è sospettato di essere l'autore del triplice omicidio avvenuto ieri sera a Roma", si legge nell'appello diffuso dagli investigatori.
Chiunque abbia informazioni utili o ritenga di aver visto il sospettato è invitato a contattare immediatamente la Squadra Mobile della Questura di Roma al numero 334 6903295, fornendo qualsiasi elemento possa agevolarne il rintraccio.
Proseguono le indagini
Nel frattempo gli investigatori continuano ad acquisire testimonianze, analizzare i reperti raccolti nell'abitazione e ricostruire i rapporti tra il sospettato e la famiglia.
Tutti gli elementi raccolti saranno fondamentali per chiarire il movente della strage e ricostruire con precisione quanto accaduto all'interno dell'appartamento.
Si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che la persona ricercata è da ritenersi soltanto sospettata. La responsabilità penale potrà essere accertata esclusivamente con una sentenza definitiva di condanna.

