Roma, Cgil: ritirato il bando “060606”. Scelta coerente, ma ora servono garanzie per i lavoratori
Di Redazione il 03/02/2026
Il Comune di Roma ritira il bando per il contact center Chiama Roma 060606 dopo il confronto con i sindacati. Cgil e Slc Cgil parlano di una decisione coerente con gli accordi sugli appalti, ma chiedono tutele certe, continuità occupazionale e piena applicazione del contratto di settore
Roma - Il passo indietro del Campidoglio. Il Comune di Roma ha ritirato il bando di gara per il servizio di contact center Chiama Roma 060606. La decisione è arrivata a seguito dell’incontro con le organizzazioni sindacali, svoltosi lo scorso 23 gennaio, ed è stata resa nota il 27 gennaio da Cgil e Slc Cgil di Roma e del Lazio.
Un passo indietro che, secondo i sindacati, va nella direzione giusta, ma che non può essere considerato un punto di arrivo.
Una scelta “coerente” con gli accordi sugli appalti
Per Cgil e Slc Cgil il ritiro del bando rappresenta una scelta coerente con l’accordo sottoscritto dall’amministrazione capitolina insieme alle organizzazioni sindacali, finalizzato a garantire lavoro tutelato negli appalti di servizi e forniture.
Nel bando ritirato, spiegano i sindacati, non era prevista l’applicazione del Contratto collettivo nazionale delle Telecomunicazioni, che costituisce il riferimento per gli appalti del settore call center. Un’assenza che avrebbe avuto conseguenze pesanti sulle condizioni di lavoro.
Il rischio: salari più bassi e meno tutele
Secondo la nota sindacale, l’impostazione del bando avrebbe comportato retribuzioni più basse, una riduzione delle tutele contrattuali e il venir meno della clausola sociale prevista dal contratto di settore.
Uno scenario che avrebbe messo concretamente a rischio oltre 100 posti di lavoro, aprendo la strada a forme di dumping contrattuale e a un peggioramento complessivo delle condizioni occupazionali in un servizio pubblico strategico per la città.
“Il ritiro non basta”: le richieste dei sindacati
Il ritiro del bando viene quindi accolto come un primo segnale positivo, ma non sufficiente. Cgil e Slc Cgil chiedono ora al Comune di adottare tutte le misure necessarie per garantire:
la continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti
la piena applicazione di tutti gli istituti contrattuali
il rispetto del contratto collettivo di riferimento del settore
L’obiettivo dichiarato è evitare che la riorganizzazione del servizio si traduca in precarizzazione o impoverimento del lavoro.
Roma come modello di lavoro di qualità
Dal Campidoglio, sottolineano i sindacati, ci si aspetta un ruolo esemplare. Roma, in quanto Capitale del Paese, dovrebbe essere un modello virtuoso nella creazione di occupazione di qualità e nel contrasto al lavoro precario, povero e discontinuo.
Il caso del bando “060606” diventa così emblematico di una sfida più ampia: coniugare l’efficienza dei servizi pubblici con il rispetto dei diritti e della dignità di chi quei servizi li garantisce ogni giorno.

