Dopo il crollo del pino centenario, Roma Capitale avvia verifiche straordinarie sulle alberature. Alfonsi: “Serve un confronto scientifico per migliorare i controlli”

Roma - La caduta del grande pino avvenuta nel primo pomeriggio di domenica 1° febbraio in via dei Fori Imperiali ha riacceso l’allarme sulla sicurezza delle alberature storiche della Capitale. L’episodio, che ha provocato il ferimento lieve di tre persone, impone ora misure urgenti: da lunedì 2 febbraio via dei Fori Imperiali sarà chiusa al transito per consentire la rimozione in sicurezza dell’albero e una serie di verifiche approfondite sugli altri pini presenti nell’area.

Un albero monitorato e giudicato sicuro

Secondo quanto comunicato da Roma Capitale, il pino crollato era stato monitorato nel settembre 2025 e classificato in classe B, ovvero con moderata propensione al cedimento. Si trattava di un esemplare di circa 120 anni, in buone condizioni vegetative e con una chioma particolarmente rigogliosa.

L’albero rientrava inoltre nel piano di ulteriori controlli programmati a breve, dopo il cedimento di altri due pini della stessa specie verificatisi sempre lungo via dei Fori Imperiali nei primi giorni di gennaio, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

Le cause: piogge persistenti e radici compromesse

Anche in questo caso, come nei precedenti episodi, la prima ipotesi avanzata dagli agronomi intervenuti è legata all’eccessivo inzuppamento del terreno causato dalle piogge continue che hanno interessato Roma dall’inizio dell’anno. Un suolo saturo d’acqua perde la capacità di trattenere l’apparato radicale, che non riesce più a contrastare lo sbilanciamento dovuto al peso della chioma.

A un esame più accurato, è emerso inoltre che le radici principali risultavano parzialmente compromesse da interventi pregressi, in particolare dalla realizzazione di solette in cemento armato, elemento che avrebbe ulteriormente indebolito la stabilità dell’albero.

Alfonsi: “Un episodio che preoccupa”

"Ancora un pino che cade in un luogo affollato, ferendo tre persone per fortuna in modo lieve" ha dichiarato in una nota Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale.

"Gli uomini del Dipartimento Tutela Ambiente e della Protezione Civile, insieme ai Vigili del Fuoco, sono al lavoro da ore per mettere in sicurezza l’area e procedere alla rimozione dell’albero. Dai primi esami sommari – ha spiegato – non emergono cause diverse da quelle già riscontrate nei casi precedenti. Ma il fatto che il crollo sia avvenuto in una giornata soleggiata e senza vento è motivo di grande preoccupazione".

Controlli da ripensare e confronto scientifico

Secondo l’assessora, l’episodio dimostra come, soprattutto per i pini più anziani, anche controlli con esito positivo possano lasciare margini di rischio significativi. "Attiveremo subito un confronto con tecnici, agronomi e mondo scientifico – ha annunciato Alfonsi – per capire se e come sia possibile migliorare la qualità dei controlli".

L’età avanzata degli alberi, lo stress causato dall’ambiente urbano e dagli interventi antropici e un livello di rischio ormai elevato per la pubblica incolumità impongono una riflessione più ampia.

L’ipotesi della sostituzione delle alberature vetuste

Tra i temi sul tavolo anche una scelta delicata ma sempre più concreta: la sostituzione graduale delle alberature più vetuste, soprattutto nelle aree a maggiore frequentazione. "Dobbiamo iniziare a programmare l’introduzione di esemplari più giovani – ha sottolineato Alfonsi capaci di garantire sicurezza e continuità del patrimonio verde".

Già nelle prossime ore, ha concluso l’assessora, verrà avviato un focus con tutti i soggetti competenti per affrontare in modo sistematico la situazione.

Via dei Fori Imperiali chiusa per sicurezza

Nel frattempo, via dei Fori Imperiali resterà chiusa al transito nei prossimi giorni, per consentire le operazioni di recupero dell’albero caduto e le verifiche approfondite sugli altri pini dell’area, in uno dei luoghi più simbolici e frequentati di Roma.

Una misura necessaria per tutelare cittadini e turisti, mentre la città si interroga su come coniugare la salvaguardia del patrimonio arboreo storico con la sicurezza pubblica.