Riserva del Litorale, gli ambientalisti contro la riperimetrazione dell’area protetta
Di Maria Grazia Stella il 18/01/2026
WWF, Legambiente, Italia Nostra, Lipu e Fai contestano la delibera approvata dal Consiglio comunale di Fiumicino: “A rischio un patrimonio naturale, storico e paesaggistico unico”
Fiumicino (Rm) – Un fronte compatto di associazioni ambientaliste scende in campo contro la delibera sulla riperimetrazione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, approvata dal Consiglio comunale di Fiumicino lo scorso 13 gennaio. WWF, Legambiente, Italia Nostra, LIPU e FAI denunciano quello che definiscono “un grave rischio di riduzione del territorio protetto e dei dispositivi che ne garantiscono la tutela”, con conseguenze potenzialmente irreversibili per l’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini.
Il nodo della riperimetrazione e la quarta pista
Nel mirino delle associazioni c’è la sottrazione di una porzione significativa di territorio protetto, in particolare nelle aree interessate dal progetto di ampliamento dell’aeroporto Leonardo da Vinci e dalla realizzazione della quarta pista. Una scelta che, secondo gli ambientalisti, produrrebbe una nuova e profonda frammentazione ambientale e paesaggistica, compromettendo un sistema delicato fondato sulla continuità tra ecosistemi naturali, paesaggio agricolo e patrimonio storico-archeologico.
“La forza della Riserva – sottolineano – risiede proprio nella complessità delle relazioni tra ambienti naturali e testimonianze storiche. Interrompere questa continuità significa indebolire l’intero sistema”.
La Riserva come presidio di salute e qualità della vita
Le associazioni ricordano che la Riserva non è un vincolo calato dall’alto, ma uno strumento di tutela attiva, capace negli anni di garantire benefici concreti: mitigazione dell’impatto ambientale delle infrastrutture, riduzione dell’inquinamento acustico, salvaguardia della biodiversità e valorizzazione del territorio.
“La Riserva del Litorale Romano – affermano – è una garanzia per la salute dei cittadini e per il futuro di Fiumicino. In trent’anni non ha bloccato lo sviluppo, ma ne ha migliorato la qualità”.
Un’area protetta per legge: la storia della Riserva
Istituita con Decreto del 29 marzo 1996, la Riserva nasce con l’obiettivo di salvaguardare “i lembi residui degli ecosistemi planiziari del delta tiberino e del litorale romano che, assieme ai territori agricoli contigui, costituiscono un unico valido sistema ecologico, da preservare nella sua integrità e nelle interconnessioni”.
Un sistema che include zone umide, aree agricole storiche, paesaggi della bonifica e siti archeologici, e che in questi decenni ha rappresentato un modello di equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo del territorio.
Biodiversità sotto attacco e prestigio internazionale a rischio
Le associazioni pongono l’accento anche sul valore faunistico dell’area, inserita in una IBA – Important Bird and Biodiversity Area, riconosciuta a livello internazionale. Qui trovano rifugio numerose specie di uccelli tutelate dalle direttive europee, rendendo il Litorale Romano una meta di riferimento per il birdwatching internazionale.
Un intervento di tale portata, avvertono, rischia di produrre danni irreversibili all’avifauna stanziale e migratrice, con ripercussioni non solo ecologiche, ma anche culturali ed economiche, minando il prestigio internazionale del sito.
Paesaggio agrario, archeologia e identità del territorio
Nel documento congiunto viene inoltre evidenziato come la riduzione dell’area protetta inciderebbe su ambiti strategici per la mitigazione dell’impatto ambientale dell’hub aeroportuale, sulla continuità del paesaggio agrario di Maccarese e su un’area di altissimo valore archeologico, legata agli antichi stagni e alle saline di epoca etrusca e romana, già emerse negli scavi dell’area dell’Interporto.
“Si tratta di beni infungibili – sottolineano – nessuna opera di compensazione potrà mai risarcire la perdita di patrimoni unici e irripetibili”.
Una perdita che riguarda l’intero Paese
Essendo una Riserva statale, la sua riduzione non rappresenterebbe soltanto un danno locale, ma una perdita irreversibile per l’intera collettività nazionale. Secondo le associazioni, la direzione dovrebbe essere opposta: rafforzare la protezione, in coerenza con il Piano di Gestione della Riserva, e non indebolirla.
L’appello alla politica: “Riqualificare l’esistente, non cancellare la Riserva”
Il messaggio finale è chiaro e diretto: “Chiediamo alla politica di investire sulla riqualificazione dell’esistente e sulla qualità della vita, anziché puntare su una deregolamentazione che rischia di cancellare decenni di storia e di biodiversità. Il futuro di Fiumicino deve fondarsi sulla coesistenza con la sua Riserva, non sulla sua progressiva eliminazione”.
Un appello che rilancia il dibattito pubblico su sviluppo, ambiente e identità del territorio, ponendo la tutela del Litorale Romano come snodo centrale per il futuro della città e del Paese.

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