Il Comitato ribadisce il no a entrambe le infrastrutture: “Scelte calate dall’alto, con costi ambientali e sanitari enormi”. La posizione è supportata da consulenti e analisi tecniche indipendenti

Fiumicino (Rm) – Quarta pista dell'aeroporto e porto crocieristico: due opere apparentemente distinte ma che, per il Comitato Tavoli del Porto, rappresentano in realtà le due facce dello stesso modello di sviluppo, ritenuto "insostenibile, speculativo e profondamente sbagliato".

Il Comitato torna a intervenire nel dibattito pubblico ribadendo una posizione nettamente contraria a entrambe le infrastrutture, fondata su analisi, studi e pareri di consulenti e tecnici indipendenti, coinvolti da anni nel lavoro di approfondimento civico, nonché delle associazioni ambientaliste tra le quali WWF, Lipu, Italia Nostra.

Un impegno civico fondato su dati, studi e competenze

Tavoli del Porto nasce come esperienza di informazione, confronto e partecipazione sui grandi progetti infrastrutturali che incidono in modo determinante sul territorio di Fiumicino.

“Il nostro impegno – spiegano – è orientato alla tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita dei cittadini: valori non negoziabili, che difendiamo avvalendoci sempre del contributo di tecnici, urbanisti, esperti ambientali e professionisti del settore”.

Due opere, un’unica logica

Secondo il Comitato, quarta pista e porto crocieristico condividerebbero la stessa matrice: consumo irreversibile di suolo; compromissione di ecosistemi delicati; aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico; sovraccarico della mobilità e delle infrastrutture locali; impatti diretti e indiretti sulla salute dei residenti.

“Si tratta – sottolineano – di interventi diversi solo in apparenza, ma accomunati dalla medesima logica estrattiva, che considera il territorio una risorsa da sfruttare, senza una reale valutazione dei costi sociali, ambientali e sanitari”.

Un modello "estrattivo" che scarica i costi sulla comunità

Per Tavoli del Porto, entrambi i progetti rispondono a una visione di breve periodo, che privilegia interessi economici concentrati in poche mani.

Il prezzo di queste scelte – spiegano – viene pagato dai cittadini, oggi e domani: in termini di salute, qualità della vita, diritti e futuro delle nuove generazioni”.

Le criticità tecniche della quarta pista

Il Comitato richiama inoltre le criticità tecniche già evidenziate da consulenti del settore aeronautico e dal Comitato Fuoripista, che mettono in discussione non solo l’impatto ambientale, ma anche le reali finalità della quarta pista.

Secondo Tavoli del Porto, la possibile rimodulazione delle piste e dei coni di volo risulterebbe funzionale anche al progetto del porto crocieristico, in relazione all’altezza delle grandi navi: un elemento che dimostrerebbe lo stretto legame infrastrutturale e strategico tra le due opere.

Aeroporto e lavoro: sviluppo per chi?

Siamo consapevoli del ruolo economico dell’aeroporto – chiarisce il Comitato – ma la gestione sempre più privatistica ne ha progressivamente allontanato la funzione dall’interesse collettivo, peggiorando anche la qualità del lavoro, segnato da precarietà e frammentazione”.

Allo stesso modo, la spinta verso un turismo di massa e l’iperturismo della Capitale non può continuare a scaricare i propri costi ambientali e sociali su Fiumicino, comprimendo i diritti dei residenti.

Opere presentate come inevitabili, senza un vero dibattito

Quarta pista e porto crocieristico vengono spesso raccontati come opere “inevitabili” per lo sviluppo.

Ma – ribadisce Tavoli del Porto – non esiste sviluppo se questo compromette in modo irreversibile ambiente, salute e vivibilità. Serve un dibattito pubblico vero, trasparente e informato, basato su dati e valutazioni indipendenti”.

Unire le battaglie per decidere il futuro del territorio

Il Comitato conclude lanciando un appello: “E’ tempo che le battaglie contro la quarta pista e contro il porto crocieristico si uniscano. Fiumicino deve scegliere che città vuole essere: una piattaforma logistica al servizio di interessi esterni, oppure una comunità fondata su un’economia sana, compatibile con la vocazione naturalistica del litorale alla foce del Tevere, capace di attrarre un turismo lento e sostenibile, che valorizzi le immense risorse ambientali e culturali del territorio”.

Una posizione netta, coerente e ribadita ancora una volta, nel segno di un confronto che Tavoli del Porto continua a portare avanti con il supporto costante di competenze tecniche e scientifiche e del sostegno di associazioni e di alcune forze politiche.