Ostia Antica, ascensori inaugurati ma parzialmente accessibili. Pronto un esposto alla Corte dei Conti e una richiesta di chiarimenti a Roma Capitale
Di Redazione il 10/06/2026
Fratelli d’Italia e Ecoitaliasolidale: “Una persona con disabilità in sedia a rotelle elettrica ha rischiato di rimanere bloccata all’interno della cabina. Dopo anni di attese e 450mila euro di investimento, Ostia Antica merita un’accessibilità vera, non un altro problema da giustificare
Ostia Antica (Rm) - “Gli ascensori sul ponte pedonale davanti alla stazione di Ostia Antica dovevano rappresentare la fine di una lunga battaglia di civiltà. Invece, alla prima prova concreta, una persona con disabilità in sedia a rotelle elettrica ha rischiato di rimanere bloccata all’interno della cabina, senza riuscire a manovrare correttamente per uscire. È un fatto gravissimo, che impone verifiche immediate sul piano tecnico, amministrativo e contabile”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Giuseppe Conforzi, Capogruppo di Fratelli d’Italia nel X Municipio di Roma Capitale, Francesca Barbato, consigliera di Fratelli d’Italia all’Assemblea Capitolina, Federico Rocca, Presidente della Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza al Comune di Roma, Piergiorgio Benvenuti, Presidente nazionale di Ecoitaliasolidale, e Gaetano Di Staso, responsabile locale di Ecoitaliasolidale, intervenendo sul caso degli ascensori installati sul ponte pedonale di Ostia Antica, davanti alla stazione della Metromare.
“Da anni – affermano Conforzi, Barbato, Rocca, Benvenuti e Di Staso – cittadini, associazioni, comitati e rappresentanti istituzionali segnalavano la necessità di rendere realmente accessibile il collegamento tra la stazione di Ostia Antica, lo storico quartiere, il Castello di Giulio II e il Parco Archeologico. Non si trattava di un capriccio, ma di un’esigenza elementare: consentire a persone con disabilità, anziani, famiglie con passeggini e turisti di attraversare in sicurezza un’infrastruttura fondamentale per il territorio”.
“Proprio per questo – proseguono – la vicenda assume contorni ancora più gravi. Quegli ascensori erano attesi da anni e sono arrivati dopo ritardi, solleciti, commissioni, sopralluoghi e richieste di chiarimento. Tra il 2024 e il 2025 i lavori si erano anche misteriosamente fermati, alimentando preoccupazione e sfiducia tra i residenti e tra chi quotidianamente vive le difficoltà di un territorio ancora pieno di barriere architettoniche. Oggi, dopo tanta attesa, scopriamo che l’opera inaugurata rischia di non risolvere davvero il problema per cui è stata realizzata”.
Secondo quanto comunicato da Roma Capitale, l’intervento avrebbe comportato un investimento complessivo di circa 450mila euro. “Una cifra importante – sottolineano i cinque esponenti – che impone una domanda molto semplice: come è possibile spendere centinaia di migliaia di euro per un’opera destinata all’abbattimento delle barriere architettoniche, se poi una persona in sedia a rotelle elettrica rischia di non riuscire nemmeno a uscire dalla cabina dell’ascensore? Se il dispositivo non consente un utilizzo agevole, sicuro e dignitoso da parte delle persone con disabilità, allora non siamo davanti a un’opera compiuta, ma a un accesso solo teorico”.
“L’accessibilità non si misura con i tagli del nastro, con le fotografie o con gli annunci social. L’accessibilità si misura con l’utilizzo reale da parte delle persone. Se una carrozzina non riesce a manovrare, se l’utente rischia di rimanere bloccato, se il percorso non è effettivamente fruibile da chi ha una disabilità motoria, allora l’Amministrazione deve fermarsi, assumersi le proprie responsabilità e spiegare cosa non ha funzionato”.
“Per questo – annuncia Giuseppe Conforzi – procederemo con una richiesta formale di chiarimenti agli uffici competenti e valuteremo l’invio di un esposto alla Corte dei Conti, affinché venga verificato se l’investimento pubblico sia stato realizzato con criteri realmente adeguati alla finalità dichiarata. Non possiamo accettare che un’opera presentata come soluzione alle barriere architettoniche si trasformi nell’ennesimo caso di accessibilità incompleta”.
Sulla vicenda interviene anche Francesca Barbato, consigliera di Fratelli d’Italia all’Assemblea Capitolina: “È grave che una struttura installata per superare le barriere architettoniche, all’inaugurazione dimostri di essere inaccessibile per gran parte di quelle persone che hanno una disabilità motoria o sono costrette a spostarsi con ausili come la sedia a rotelle. Scriverò un’interrogazione all’Assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale, per capire come siano stati effettuati questi lavori e soprattutto perché non si è tenuto conto, in fase di costruzione, delle esigenze dei portatori di disabilità con le porte d’ingresso e uscita degli ascensori”.
Anche Federico Rocca, Presidente della Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza al Comune di Roma, annuncia un approfondimento istituzionale in Campidoglio: “Sulla vicenda, mi prendo l’impegno di convocare una Commissione per chiarire il disservizio che si è creato ai danni dei cittadini con disabilità motorie. Inoltre scriverò una segnalazione al Garante della Disabilità Nazionale, in modo che anche lì possano aprire un’indagine sulla vicenda”.
Ecoitaliasolidale, con Piergiorgio Benvenuti e Gaetano Di Staso, richiama anche il valore storico e turistico dell’area: “Ostia Antica non è un quartiere qualunque. È una porta d’accesso a uno dei patrimoni archeologici più importanti di Roma e d’Italia. Il collegamento tra la stazione, il borgo storico e il Parco Archeologico deve essere pienamente accessibile. Non solo per i residenti, ma anche per i visitatori, per gli studenti, per le famiglie e per tutte le persone che hanno diritto a muoversi senza ostacoli”.
“Chiediamo quindi – concludono Conforzi, Barbato, Rocca, Benvenuti e Di Staso – una verifica tecnica immediata sulle dimensioni, sulla funzionalità e sulla reale fruibilità degli ascensori, con prove effettuate insieme alle associazioni delle persone con disabilità e agli utenti che quotidianamente vivono queste difficoltà. Ora servono atti concreti, verifiche formali e responsabilità chiare. Basta propaganda sulle opere pubbliche: servono interventi collaudati nella realtà, non solo inaugurati davanti alle telecamere. Dopo anni di attese e 450mila euro di investimento, Ostia Antica merita un’accessibilità vera, non un altro problema da giustificare”.

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