Ostia, la Lega alza il muro: “Stop ai lavori sul lungomare e ritiro immediato della delibera sulle roulotte”
Di Redazione il 25/02/2026
Diffida formale al Municipio X e Dipartimento Lavori Pubblici: chiesto lo stop immediato ai lavori e il ritiro della delibera che dovrebbe approdare in Consiglio il 26 febbraio
Ostia (Rm) - Continua lo scontro politico sull’area sociale-emergenziale prevista sul lungomare Amerigo Vespucci. La Lega diffida formalmente Municipio X e Dipartimento Lavori Pubblici: chiesto lo stop immediato ai lavori e il ritiro della delibera che dovrebbe approdare in Consiglio il 26 febbraio.
Il fronte del no non si ferma
Non accennano a spegnersi le polemiche sul progetto dell’Amministrazione del Municipio X di trasferire circa dieci roulotte e camper da piazzale Mediterraneo a un’area di parcheggio sul lungomare Amerigo Vespucci, davanti all’ex stabilimento dell’Esercito, per realizzare un’area definita “sociale” destinata a nuclei fragili.
A intervenire con toni durissimi è ora la Lega, che annuncia un atto formale di diffida e chiede lo stop immediato dei lavori già avviati.
La diffida al Municipio e a Roma Capitale
"La Lega ha notificato una diffida formale al Municipio X e al Dipartimento Lavori Pubblici di Roma Capitale chiedendo lo stop ai lavori e l’immediato ritiro della delibera che prevede lo spostamento delle roulotte sul lungomare Amerigo Vespucci".
A dichiararlo sono Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, Monica Picca, capogruppo in Municipio X, e il consigliere municipale Alessandro Aguzzetti.
Un atto che segna un ulteriore irrigidimento dello scontro istituzionale e politico su una scelta che, secondo l’opposizione ma non solo, anche tra la maggioranza ci sono 'perplessità', rischia di cambiare in modo irreversibile il volto del lungomare di Ostia.
“Il lungomare è il cuore turistico, non un’area emergenziale”
Per i rappresentanti leghisti la questione non è solo amministrativa, ma strategica: "In qualsiasi città europea il lungomare rappresenta il cuore turistico e identitario del territorio: si investe in servizi, accoglienza, qualità urbana e sviluppo economico. A Ostia, invece, si sceglie di collocare un’area emergenziale proprio sul fronte mare. E' una decisione che va nella direzione opposta rispetto al rilancio annunciato".
Un giudizio netto che punta il dito contro quella che viene definita una contraddizione evidente tra gli obiettivi di sviluppo e le scelte concrete dell’Amministrazione.
La delibera in Consiglio, ma i lavori già partiti
La Lega contesta duramente anche il metodo seguito dall’Amministrazione: "Abbiamo denunciato per primi un progetto portato avanti senza un reale confronto con il territorio e senza un percorso trasparente nelle Commissioni competenti. Mentre è in corso la discussione istituzionale e giovedì 26 febbraio è previsto il Consiglio municipale per l’approvazione della delibera, già passata in Giunta, i lavori sono già partiti".
Un’accelerazione che, secondo l’opposizione, "mortifica il ruolo del Consiglio municipale e ignora le legittime preoccupazioni dei cittadini".
Urbanistica, paesaggio e legalità: le criticità dell’atto
Nel mirino finiscono anche i contenuti del provvedimento: "Questa delibera presenta criticità evidenti sotto il profilo urbanistico, paesaggistico e amministrativo. Non si può trasformare un’area del lungomare in una soluzione emergenziale permanente senza un piano gestionale chiaro, senza garanzie normative e senza una visione complessiva per Ostia".
Per la Lega, il rischio è quello di istituzionalizzare un’emergenza anziché risolverla: "La dignità delle persone non si tutela spostando le fragilità da una strada all’altra".
La richiesta finale: ritiro dell’atto o battaglia istituzionale
La conclusione è un ultimatum politico e amministrativo: "Chiediamo la sospensione immediata dell’iter e il ritiro della delibera. In assenza di risposte adeguate, attiveremo ogni strumento consentito dall’ordinamento per fermare questa forzatura amministrativa".
E il messaggio finale è diretto: "Il lungomare Vespucci non può diventare l’ennesima emergenza trasferita. Ostia merita sviluppo, legalità e rispetto".
Lo scontro è ormai aperto e destinato a proseguire dentro e fuori l’aula consiliare, mentre la delibera si avvicina al voto e il territorio resta diviso.

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