Ostia Antica, donna denuncia una presunta violenza sessuale in una baracca: indagini della polizia
Di Maria Grazia Stella il 11/06/2026
La vittima, una quarantenne senza fissa dimora, ha chiesto aiuto al 112 ed è stata soccorsa dagli agenti del X Distretto Lido. Trasportata all’ospedale Grassi, è stata presa in carico con il protocollo “Codice Rosa”. Un uomo di 46 anni è stato indicato come presunto responsabile
Ostia Antica (Rm) - Una telefonata al Numero Unico per le Emergenze e una richiesta di aiuto arrivata in condizioni di estrema difficoltà. E' da qui che ha preso avvio l’intervento degli agenti del X Distretto Lido di Roma che, nella mattinata del 9 giugno, hanno soccorso una donna di 40 anni a Ostia Antica.
La donna, cittadina italiana e senza fissa dimora, è stata trovata all’interno di una tenda lungo viale dei Romagnoli. Secondo quanto riferito agli investigatori, sarebbe stata vittima di una presunta violenza sessuale avvenuta durante la notte precedente.
Gli agenti intervenuti l’hanno descritta in stato confusionale e dolorante, condizioni che hanno reso necessario l’immediato trasferimento in ospedale per gli accertamenti sanitari del caso.
Il racconto della vittima
Secondo la denuncia presentata dalla quarantenne, l’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 giugno all’interno di una baracca situata tra la vegetazione, nelle vicinanze di un albergo in via Gastone Maspero.
La donna ha riferito agli investigatori di essere stata indotta a consumare bevande alcoliche prima di subire la presunta aggressione da parte di un uomo, che conosceva da tempo.
Il racconto fornito alla polizia è ora al centro delle verifiche investigative finalizzate a ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti alla richiesta di soccorso.
Il trasferimento al Grassi e l’attivazione del Codice Rosa
Dopo il primo intervento sul posto, la quarantenne è stata accompagnata all’ospedale Grassi di Ostia, dove è stata immediatamente inserita nel percorso protetto del Codice Rosa.
Si tratta del protocollo sanitario dedicato alle vittime di violenza, che prevede assistenza medica urgente, supporto psicologico specializzato e l’attivazione di una rete multidisciplinare composta da operatori sanitari, forze dell’ordine e professionisti dedicati all’accoglienza delle persone più vulnerabili.
L’obiettivo è garantire cure tempestive e un ambiente protetto nel quale raccogliere elementi utili sia sotto il profilo clinico sia sotto quello investigativo.
Gli accertamenti degli investigatori
La donna ha formalizzato la denuncia indicando come presunto autore dei fatti un cittadino romeno di 46 anni.
Secondo quanto emerso, i due si conoscevano da tempo. Gli investigatori stanno ora verificando ogni elemento utile per ricostruire l’esatta dinamica della vicenda e accertare eventuali responsabilità.
Sul luogo indicato dalla denunciante sono intervenuti anche gli specialisti della Polizia Scientifica, incaricati di effettuare rilievi tecnici e repertare eventuali tracce utili alle indagini.
Le indagini in corso
L’attività investigativa prosegue sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze, analizzando gli elementi acquisiti e verificando il racconto della vittima attraverso tutti gli accertamenti necessari.
Al momento il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e nessuna responsabilità è stata ancora accertata in via definitiva.
Presunzione di innocenza
Si ricorda che la persona indicata dalla denunciante è da considerarsi presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dall’ordinamento vigente.

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