Le minacce durante un servizio di “Fuori dal Coro” costano care a un 63enne: decisivo il video trasmesso in tv. Disposta la detenzione a Rebibbia

Ostia (Rm) – Un gesto impulsivo, ripreso dalle telecamere, si è trasformato in un punto di svolta giudiziario. Un uomo di 63 anni, già agli arresti domiciliari, è stato condotto in carcere dopo aver aggredito verbalmente e minacciato una troupe televisiva durante le riprese del programma Fuori dal Coro.

L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere di Ostia Levante, dove l’uomo stava scontando la pena presso un’abitazione riconducibile a un familiare.

Dai domiciliari all’aggressione: cosa è successo

Il 63enne, sottoposto dal 2024 alla misura alternativa dei domiciliari per precedenti legati a reati di droga e contro il patrimonio, si trovava già in una posizione delicata.

Durante un servizio televisivo dedicato al tema degli affitti non pagati, l’uomo è sceso in strada, assumendo un atteggiamento aggressivo nei confronti dei giornalisti. Le minacce rivolte alla troupe hanno costretto gli operatori ad allontanarsi per motivi di sicurezza.

Il video in onda e l’intervento degli investigatori

Le immagini trasmesse nel programma non sono passate inosservate. Il servizio è finito sotto la lente degli agenti del X Distretto Lido, che hanno immediatamente avviato gli accertamenti e informato la Magistratura di sorveglianza.

Proprio la documentazione video ha rappresentato un elemento determinante nella valutazione della condotta dell’uomo.

Revocati i domiciliari: scatta il carcere

Alla luce dei fatti, l’Autorità giudiziaria ha ritenuto il comportamento incompatibile con il regime degli arresti domiciliari, disponendone la sospensione e sostituendolo con la detenzione in carcere.

Un provvedimento che segna il passaggio da una misura alternativa a una restrizione più severa, motivata dalla violazione delle prescrizioni e dal comportamento ritenuto pericoloso.

Il trasferimento a Rebibbia

Sono stati gli stessi agenti del X Distretto Lido a eseguire l’ordinanza, conducendo l’uomo presso la casa circondariale di Rebibbia, dove è stato associato al termine delle procedure di rito.

Presunzione di innocenza

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza definitiva, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza.