Nettuno, evasione fiscale nella ristorazione: confisca da oltre 83mila euro a un imprenditore
Di Redazione il 11/04/2026
Eseguito il provvedimento del Tribunale di Velletri dopo una condanna definitiva: sequestrati conti e disponibilità per l’intero profitto dell’evasione Iva
Nettuno (Rm) – Una confisca da oltre 83mila euro chiude un’indagine su evasione fiscale nel settore della ristorazione del litorale romano. I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal Tribunale Ordinario di Velletri, che dispone il sequestro definitivo di beni e disponibilità finanziarie per un totale di 83.822 euro.
Il provvedimento rappresenta l’epilogo giudiziario di una vicenda che ha coinvolto un imprenditore attivo, in passato, nel comparto della ristorazione.
L’indagine: omessa dichiarazione Iva
Al centro dell’inchiesta, una società cooperativa con sede a Nettuno, successivamente fallita. Dagli accertamenti fiscali è emerso che l’impresa aveva omesso la presentazione della dichiarazione Iva relativa all’anno d’imposta 2015.
Una violazione che ha comportato un’evasione quantificata con precisione in 83.822 euro, pari al profitto illecito oggi oggetto della confisca.
Il lavoro delle Fiamme Gialle
Le attività investigative, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno, hanno permesso di ricostruire in modo puntuale le condotte contestate e di individuare le risorse economiche riconducibili al reato.
Un lavoro congiunto di polizia giudiziaria e tributaria che ha portato prima alla condanna e poi al recupero delle somme sottratte al fisco.
La confisca: risorse restituite all’Erario
Con l’esecuzione del decreto, tutti i conti correnti riconducibili all’imprenditore sono stati sottoposti a confisca. Le somme disponibili sono state trasferite nelle casse dello Stato, a ristoro del danno economico provocato dall’evasione.
Un fenomeno che pesa sull’economia
L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e alle frodi economiche.
Si tratta di reati che incidono non solo sulle entrate pubbliche, ma anche sulla concorrenza tra imprese, penalizzando gli operatori onesti e alterando le regole del mercato.
Presunzione di innocenza
Per quanto riguarda eventuali ulteriori profili di responsabilità, vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, come previsto dall’ordinamento.

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