Con lo spettacolo “Lady & Mr Swing” si è chiusa la stagione 2025-2026 del Museo del Saxofono. Il sindaco Mario Baccini rilancia la vocazione culturale del territorio: “Il Museo è uno dei simboli del nostro percorso e rende Fiumicino una vera capitale del jazz”. Una dichiarazione che conferma il ruolo sempre più centrale della città nel panorama musicale italiano

Fiuumicino (Rm) - Non solo aeroporto, mare e turismo. Fiumicino prova a raccontarsi sempre di più anche attraverso la cultura, l’arte e la musica.

E lo fa puntando su una realtà unica nel suo genere: il Museo del Saxofono di Maccarese, divenuto negli anni uno dei poli internazionali più originali dedicati alla storia del jazz e dello strumento simbolo del Novecento musicale.

La chiusura della stagione 2025-2026 con lo spettacolo Lady & Mr Swing ha rappresentato molto più di un semplice evento artistico: è stata la conferma di una visione culturale che sta crescendo attorno al nome di Fiumicino.

Una serata tra swing, racconti e memoria musicale

Lo spettacolo conclusivo ha accompagnato il pubblico in un viaggio raffinato tra parole e note, ricostruendo l’epoca d’oro dello swing attraverso brani di grandi autori internazionali e racconti dedicati alla storia del jazz.

Un’atmosfera d’altri tempi, capace di intrecciare eleganza sonora e divulgazione culturale, nel segno di una musica che continua a parlare a generazioni diverse.

Alla serata ha partecipato anche il sindaco Mario Baccini, che ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa.

Baccini: “Un’istituzione unica al mondo”

Al termine dell’evento il primo cittadino ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dal fondatore e direttore del museo, Attilio Berni.

“Eventi come questo dimostrano il valore culturale e artistico di una realtà straordinaria come il Museo del Saxofono. I miei complimenti vanno ad Attilio Berni e a tutti i suoi collaboratori, per aver creato un’istituzione unica al mondo, capace di custodire e valorizzare un patrimonio di grande pregio”.

Parole che riconoscono il ruolo decisivo di chi ha trasformato una passione specialistica in un presidio culturale riconosciuto ben oltre i confini locali.

Oltre 400 strumenti e pezzi rarissimi

Il Museo del Saxofono custodisce una collezione di oltre 400 strumenti, tra cui esemplari rarissimi e storici legati a Adolphe Sax, l’inventore del celebre sax.

Un patrimonio di valore internazionale che richiama appassionati, studiosi, musicisti e curiosi, rendendo Maccarese una tappa insolita ma autorevole nelle mappe della cultura musicale europea.

Non molti territori possono vantare un museo così specializzato e al tempo stesso vivo, capace di unire esposizione, concerti, didattica e produzione culturale.

Il riconoscimento ufficiale del Comune

Negli ultimi mesi il rapporto tra il museo e l’amministrazione si è ulteriormente consolidato.

La struttura è stata infatti recentemente istituzionalizzata attraverso una delibera di Giunta con cui il Comune di Fiumicino ne ha riconosciuto formalmente il valore culturale, impegnandosi a sostenerne crescita e sviluppo.

Un passaggio politico rilevante: significa considerare la cultura non come elemento accessorio, ma come asse strategico di identità urbana e attrattività territoriale.

Da città di passaggio a città di destinazione

Per anni Fiumicino è stata percepita soprattutto come porta d’ingresso della Capitale, luogo di transito legato all’aeroporto e ai flussi turistici.

Oggi prova invece a proporsi come destinazione autonoma, capace di offrire eccellenze gastronomiche, patrimonio naturalistico e una proposta culturale distintiva.

In questo percorso il Museo del Saxofono rappresenta un simbolo perfetto: originale, internazionale e profondamente radicato nel territorio.

“Una vera capitale del jazz”

“Fiumicino sta consolidando sempre più la propria identità culturale anche attraverso la musica. Il Museo del Saxofono è uno dei simboli di questo percorso e contribuisce a rendere la nostra città una vera e propria capitale del jazz”, ha concluso Baccini.

Una definizione ambiziosa, certo. Ma non priva di fondamento.

Perché quando una città investe su luoghi vivi, competenze autentiche e programmazione culturale stabile, anche il jazz può diventare motore di futuro.