Ex colonia Vittorio Emanuele di Ostia, Conforzi presenta esposto alla Corte dei Conti: “Utenze pagate agli occupanti abusivi”
Di Redazione il 06/07/2026
Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X segnala alla Procura contabile il caso delle bollette pagate da Roma Capitale per l’immobile occupato e il locale al civico 178/B del lungomare Toscanelli dove la Polizia Locale ha scoperto una moschea abusiva, un deposito per ambulanti irregolari e ambienti usati come alloggio
Ostia (Rm) - Il consigliere Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, ha presentato un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Lazio sulla gestione dell’ex colonia Vittorio Emanuele III di Ostia, con particolare riferimento alle utenze pagate da Roma Capitale per porzioni dell’immobile occupate senza titolo e alla situazione emersa nel locale con accesso dal civico 178/B del lungomare Paolo Toscanelli.
L’esposto, trasmesso per conoscenza anche al Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, alla Prefettura di Roma, al Municipio Roma X, alla Polizia Locale, al Dipartimento Patrimonio, alla Ragioneria Generale, all’Avvocatura Capitolina, ai Servizi Sociali e agli altri uffici competenti, chiede di verificare eventuali profili di danno erariale, omissioni nella custodia del bene pubblico e responsabilità amministrative.
Al centro della segnalazione ci sono i dati relativi alle utenze dell’ex colonia: secondo quanto emerso dagli atti e riportato dalla stampa, dal 2020 ai primi mesi del 2026 Roma Capitale avrebbe sostenuto una spesa pari a 553.895,87 euro al netto dell’Iva per bollette riferite a porzioni del complesso occupate senza titolo. Una cifra che, considerando l’imposta, risulterebbe ancora più elevata.
“Parliamo di oltre mezzo milione di euro di soldi pubblici spesi per utenze riconducibili a spazi occupati abusivamente. È una situazione inaccettabile, che merita un accertamento serio da parte della Corte dei Conti”, dichiara Giuseppe Conforzi. “I cittadini romani non possono continuare a pagare il costo dell’illegalità e dell’inerzia amministrativa”.
Nel documento viene richiamata anche la situazione del locale al 178/B del lungomare Paolo Toscanelli, dove nei giorni scorsi un intervento della Polizia Locale di Roma Capitale ha portato alla scoperta di un seminterrato utilizzato come deposito per ambulanti abusivi, spazio di culto non autorizzato e luogo di permanenza, con ambienti adibiti anche a giacigli.
Durante il controllo sarebbero stati individuati materiali e attrezzature riconducibili alla vendita abusiva di alimenti sulle spiagge di Ostia, oltre a bagni dotati di acqua calda e a un allaccio alla corrente elettrica dello stabile dell’ex colonia. Proprio per questo, Conforzi chiede che venga accertato se anche i consumi del locale al civico 178/B siano stati sostenuti, direttamente o indirettamente, da Roma Capitale o da altri soggetti pubblici.
“È necessario chiarire chi abbia pagato luce, acqua, gas o altre forniture utilizzate all’interno di locali comunali occupati e trasformati in spazi fuori controllo”, prosegue Conforzi. “Se un bene pubblico viene occupato, utilizzato come deposito per attività irregolari, trasformato in moschea abusiva e addirittura dotato di servizi funzionanti, il problema non riguarda solo chi occupa. Riguarda anche chi avrebbe dovuto controllare, custodire e impedire tutto questo”.
Nell’esposto vengono chiesti accertamenti sui contratti di fornitura, sulle bollette, sulle determine di liquidazione, sui mandati di pagamento, sugli eventuali atti di sgombero, sui controlli effettuati e sui verbali relativi all’intervento della Polizia Locale del 2 luglio 2026.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia chiede inoltre di verificare lo stato dei sigilli e degli accessi al locale, che secondo quanto emerso sarebbe già stato interessato in passato da chiusure o provvedimenti limitativi, ma sarebbe poi tornato nella disponibilità di soggetti non autorizzati.
“L’ex colonia Vittorio Emanuele non può essere trattata come una terra di nessuno”, conclude Conforzi. “È un bene pubblico di enorme valore storico e patrimoniale, affacciato sul mare di Ostia, che da anni resta ostaggio di degrado, occupazioni e mancata valorizzazione. Roma Capitale deve spiegare perché per anni sono state pagate utenze a favore di occupanti abusivi e perché alcuni locali siano potuti tornare nella disponibilità di soggetti senza titolo. Ora la Corte dei Conti faccia piena luce su questa vicenda”.

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