Operazione della Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo di Roma coordinata dalla Procura della Repubblica. In tre mesi eseguiti arresti per reati che spaziano dal traffico internazionale di droga alle violenze sessuali, fino a furti, estorsioni e associazioni criminali. Decine i provvedimenti portati a termine tra il litorale, la Capitale e il resto d’Italia

Acilia (Rm) - Da Acilia a Ponte Galeria, passando per Casal Bruciato, Casalotti, Montespaccato e numerosi altri quartieri della Capitale, i Carabinieri hanno portato a termine una vasta attività di ricerca e cattura che ha consentito di assicurare alla giustizia quindici persone condannate in via definitiva e un ricercato inserito nei circuiti investigativi internazionali.

L’operazione è il risultato di un intenso lavoro investigativo coordinato dalla Procura della Repubblica di Roma, attraverso il Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave e il Gruppo Esecuzione, e condotto dalla Sezione “Catturandi” del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, in stretta collaborazione con l’Arma territoriale.

L’obiettivo è chiaro: garantire che le sentenze definitive trovino concreta esecuzione, anche nei confronti di soggetti che tentano di sottrarsi alla giustizia cambiando domicilio, utilizzando residenze fittizie o rendendosi irreperibili per anni.

Traffico internazionale di droga: arrestato a Ponte Galeria

Tra gli arresti più significativi figura quello di un 49enne romano rintracciato nella zona di Ponte Galeria.

L’uomo deve scontare una pena di 9 anni, 6 mesi e 8 giorni di reclusione per reati legati alla produzione, al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti, oltre che per associazione finalizzata al traffico internazionale di droga.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe operato all’interno di una rete criminale transnazionale attiva sull’asse Marocco-Spagna-Italia, specializzata nell’importazione di marijuana.

Le operazioni di ricerca si sono rivelate particolarmente complesse poiché il soggetto risultava domiciliato presso una residenza ritenuta fittizia e disponeva di una rete di protezione che ne rendeva difficile il rintraccio.

Casal Bruciato e la “bisca-fortino” dello spaccio

Di rilievo anche la cattura di un cittadino libico di 49 anni, individuato dopo prolungati servizi di osservazione e pedinamento nei pressi di una nota piazza di spaccio di Casal Bruciato.

L’uomo dovrà scontare una pena di 5 anni, 6 mesi e 20 giorni per associazione finalizzata al traffico di crack e cocaina.

La sua posizione è collegata a una vasta indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante tra il 2023 e il 2024. Gli investigatori avevano individuato la base operativa dell’organizzazione all’interno di un’ex sala giochi comunale occupata abusivamente e trasformata in una vera e propria “bisca-fortino”, protetta da cancellate e vedette incaricate di segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.

Violenze sessuali e maltrattamenti: arrestato un 78enne

Tra le operazioni più delicate figura anche quella che ha portato all’arresto di un 78enne romano rintracciato in un domicilio d’appoggio nella zona di Casalotti.

Gli accertamenti hanno permesso di verificare che la residenza ufficiale a Rocca di Papa fosse soltanto formale. L’uomo deve scontare una pena di sette anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e per gravi e reiterate violenze sessuali commesse tra il 2010 e il 2013.

Un arresto che chiude una lunga vicenda giudiziaria e che testimonia il lavoro svolto dagli investigatori anche nei confronti di soggetti che cercano di sottrarsi all’esecuzione delle sentenze sfruttando situazioni abitative difficilmente tracciabili.

Ad Acilia il rintraccio di un cittadino srilankese

Tra i destinatari dei provvedimenti eseguiti figura anche un cittadino srilankese di 43 anni, individuato e arrestato nel quartiere di Acilia.

L’uomo deve espiare una pena di due anni e sei mesi di reclusione per associazione per delinquere. Secondo quanto accertato, avrebbe fatto parte di un gruppo dedito a truffe ed estorsioni aggravate ai danni di clienti di una nota azienda capitolina.

La sua cattura rappresenta uno dei risultati ottenuti sul territorio del Municipio X nell’ambito delle attività coordinate dalla Procura romana.

Da Livorno a Montespaccato: la rete investigativa nazionale

Le indagini della Sezione Catturandi hanno avuto riflessi ben oltre i confini della Capitale.

Particolarmente complessa è stata la localizzazione di un 32enne napoletano arrestato al momento dello sbarco da una nave da crociera nel porto di Livorno. L’uomo deve scontare otto anni di reclusione per un grave episodio di violenza risalente al 2013, quando, insieme ad altri quattro giovani, accoltellò un 21enne romano durante una lite avvenuta nei pressi dello Stadio dei Marmi.

A Montespaccato, invece, è stato arrestato un 57enne romano destinatario di un provvedimento di cumulo pene per reati commessi tra il 2018 e il 2019, tra cui violenza e minaccia a pubblico ufficiale, furto aggravato, ricettazione e utilizzo indebito di carte di credito.

Ricercati nascosti per anni

Uno degli aspetti più complessi dell’attività svolta dai Carabinieri riguarda la capacità di rintracciare soggetti che, in alcuni casi, erano riusciti a rendersi irreperibili per lunghissimi periodi.

Le operazioni hanno richiesto settimane di osservazioni, pedinamenti e verifiche sul territorio, aggravate dalla precarietà abitativa di alcuni ricercati e dalla loro capacità di confondersi nel tessuto urbano.

In uno dei casi esaminati dagli investigatori, l’irreperibilità si era protratta addirittura per quattordici anni.

Quaranta ulteriori provvedimenti eseguiti

Il bilancio complessivo delle attività coordinate dalla Procura di Roma va oltre i quindici arresti annunciati.

Nello stesso trimestre, infatti, l’Arma territoriale e la Sezione Catturandi hanno eseguito altri quaranta provvedimenti emessi dall’Ufficio Esecuzioni del Tribunale di Roma.

Nella maggior parte dei casi, i destinatari sono stati localizzati e arrestati entro 48 ore dall’attivazione delle ricerche, confermando l’efficacia di un sistema investigativo che punta a garantire l’esecuzione delle sentenze definitive e a ridurre gli spazi di impunità per chi tenta di sottrarsi alla giustizia.

Presunzione d’innocenza

Si precisa che le persone coinvolte nelle attività descritte risultano destinatarie di provvedimenti esecutivi conseguenti a sentenze definitive di condanna. Per eventuali ulteriori procedimenti ancora pendenti resta fermo il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile.