Acilia e Infernetto, inaugurati Ospedale e Casa della Comunità: quasi 10 milioni per la sanità del Municipio X
Di Redazione il 23/09/2026
Nuovi presidi sanitari ad Acilia e Infernetto: inaugurati l’Ospedale e la Casa della Comunità, quasi 10 milioni di euro per cure e assistenza più vicine ai cittadini

Acilia (Rm) – Due nuovi presidi per rafforzare l'assistenza sanitaria territoriale nel Municipio X, con un investimento complessivo vicino ai 10 milioni di euro. Sono stati inaugurati nel pomeriggio di martedì 22 settembre l'Ospedale di Comunità di via Morelli, ad Acilia, e la Casa della Comunità San Tommaso di via Liviabella, all'Infernetto.
Al taglio del nastro ha partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, insieme al direttore generale della Asl Roma 3, Laura Figorilli, e al direttore del Distretto Sanitario del Municipio X, Roberto Morello.
Le due strutture, già operative prima dell'inaugurazione ufficiale del 23 settembre, completano gli interventi finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per le Case e gli Ospedali di Comunità della Asl Roma 3.
Ospedale di Comunità di Acilia, assistenza tra ricovero e domicilio
L'Ospedale di Comunità di via Morelli ad Acilia, operativo dallo scorso luglio e inaugurato ufficialmente il 22 settembre, è destinato ai pazienti che hanno bisogno di assistenza, monitoraggio sanitario e continuità delle cure, ma le cui condizioni non richiedono il ricovero in un ospedale per acuti.
La struttura rappresenta quindi un livello assistenziale intermedio tra l'ospedale e il domicilio, con l'obiettivo di accompagnare il paziente durante una fase della cura nella quale resta necessaria un'assistenza sanitaria continuativa.
Possono essere accolte persone provenienti sia dagli ospedali sia dal territorio. L'accesso può essere proposto dai medici e dai servizi sanitari ospedalieri e territoriali competenti, compresi i medici di medicina generale.
L'obiettivo è garantire continuità nel percorso assistenziale e, quando le condizioni lo consentono, favorire il successivo ritorno del paziente nella propria abitazione.
Casa della Comunità San Tommaso all'Infernetto: quali servizi offre
Inaugurata ufficialmente anch'essa martedì 22 settembre, la Casa della Comunità San Tommaso, in via Liviabella all'Infernetto, era già attiva da alcune settimane.
All'interno della struttura sono disponibili specialistica ambulatoriale e cure primarie, Punto Unico di Accesso (PUA), assistenza infermieristica e domiciliare, diagnostica di base e punto prelievi.
La Casa della Comunità offre inoltre il servizio di prenotazione collegato al Cup aziendale e l'integrazione con i Servizi Sociali, con l'obiettivo di riunire in un unico presidio differenti livelli di assistenza e facilitare l'orientamento dei cittadini nella rete sanitaria.
Quasi 10 milioni di euro per Acilia e Infernetto
Per realizzare i due presidi è stato stanziato un investimento complessivo di 9.962.268 euro.
Nel dettaglio, 4.115.135 euro sono stati destinati all'Ospedale di Comunità di Acilia, mentre 5.847.132 euro hanno finanziato la Casa della Comunità San Tommaso dell'Infernetto.
Con l'inaugurazione del 23 settembre viene completato il programma di interventi Pnrr della Asl Roma 3 dedicato a Case e Ospedali di Comunità, strutture chiamate a rafforzare l'assistenza sul territorio e a creare un raccordo più stretto tra ospedali, medici, servizi domiciliari e rete sociosanitaria.
Figorilli: “Una sanità più accessibile e vicina ai cittadini”
A sottolineare il ruolo dei nuovi presidi è Laura Figorilli, direttore generale della Asl Roma 3, che pone l'accento soprattutto sulla presa in carico delle persone con maggiori necessità assistenziali.
“Con queste due strutture completiamo gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per le Case e gli Ospedali di Comunità. Rafforziamo così una sanità più accessibile e vicina ai cittadini, in grado di rispondere soprattutto alle esigenze delle persone fragili, degli anziani e dei malati cronici”, spiega Figorilli.
“Questi servizi offrono cure, assistenza e orientamento nei momenti di maggiore bisogno, favorendo una presa in carico più continua e integrata”, conclude il direttore generale.
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