2 Giugno, da Ostia a Rimini prima giornata di mobilitazione delle imprese balneari
Di Redazione il 02/06/2026
Oltre 5.000 stabilimenti balneari hanno aderito alla protesta indetta dal Sib in favore di una legge che applichi la direttiva europea e salvaguardi la balneazione attrezzata italiana
Ostia (Rm) - Nella giornata di oggi, martedì 2 giugno, in tutti gli stabilimenti balneari italiani aderenti si è svolta la prima delle giornate di mobilitazione della categoria indetta da SIB-FIPE aderente a Confcommercio, la sigla sindacale maggiormente rappresentativa dei balneari italiani.
La locandina e l’attesa della legge
“In ogni stabilimento balneare è stata affisso un manifesto/locandina in cui, nel celebrare la Festa della Repubblica, si ricorda che da ben 16 anni si è in attesa di una legge che applichi correttamente la direttiva Bolkestein” ha dichiarato Antonio Capacchione, presidente del S.I.B.-FIPE aderente a Confcommercio.
L’adesione di 5mila imprenditori alla mobilitazione
Sono stati oltre 5mila gli imprenditori balneari che hanno affisso il manifesto nei propri stabilimenti balneari. Dalla Sicilia alla Liguria; dalla Toscana alla Puglia; dal Lazio alla Sardegna; dall'Abruzzo alla Campania; dalla Calabria all'Emilia Romagna. Dappertutto i bagnanti sono stati accolti con questo manifesto di protesta dell’Organizzazione sindacale di categoria: ‘Anche noi balneari italiani festeggiamo gli 80 anni della nostra Repubblica assicurando i servizi di balneazione che abbiamo creato fiduciosi delle nostre leggi che garantivano la continuità aziendale. Per difenderli contro l’errata applicazione della Bolkestein continua la nostra mobilitazione’.
La direttiva Bolkestein
La direttiva Bolkestein, così come chiarito dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea, presuppone l'accertamento della scarsità della risorsa. L'impossibilità, cioè, del rilascio di nuove concessioni. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha certificato che nel nostro Paese vi è la possibilità del rilascio di nuove concessioni e che, quindi, nuovi operatori possano svolgere questa attività.
“Non c'è, pertanto, necessità di "terremotare" un modello di balneazione attrezzata di successo e che il mondo ci invidia – ha aggiunto Capacchione. Questa è solo la prima di una serie di iniziative di mobilitazione che abbiamo in programma per spingere il Governo a fare il proprio dovere: emanare una legge di tutela di 30.000 aziende prevalentemente a gestione familiare. Si tratta di un settore costituito non da ‘capitani d'industria dai forzieri ricolmi’ come, purtroppo, viene da tempo maliziosamente descritta, ma di onesti imprenditori che rischiano di perdere il lavoro insieme alle aziende, spesso costruite dal nulla, e che oggi costituiscono il ‘fiore all’occhiello’ dell’offerta turistica balneare italiana”.

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