23/05/2013

Ostia, successione al timone della Ciurma: arriva Mario Castellano

Inserito in: Ostia
Di Tomassi: "Dopo otto anni soffia un vento nuovo, è tempo di cambiare: faccio rotta verso un lido caldo, d'amore, la mia futura moglie e la nostra famiglia”

stefano di tomassi

Ostia – “Dallo scantinato di un palazzo a fare le prove di una commediola  al Castello di Giulio II per firmare la Pergamena "Pacis in Terris" con i Referenti  locali di tutte le Religioni : non posso che essere profondamente felice e continuamente stupito dal "miracolo" di questa nuova e luminosa rotta. Ora è tempo che la Ciurma abbia un altro Capitano, altri marinai, pescatori, pirati e soprattutto una nuova meta. Ricevuto l'incarico successivamente alla prima Presidente Monica Celoni, dopo 8 anni al timone è tempo di cambiare: faccio rotta verso l'Amore, la mia futura moglie e la nostra famiglia”. Così Stefano Di Tomassi saluta la Ciurma e promette di raccogliere in un libro questa importantissima esperienza con tante foto e qualche commento .


Riportiamo la lettera di congedo dalla Missione Sociale : "Cari amici, con questa lettera volevo informarvi che la mia meravigliosa esperienza alla guida della Ciurma, dopo otto anni, volge al termine. Dopo aver ricevuto l’incarico successivamente al primo presidente Monica Celoni , passo il timone al mio grande amico Mario Castellano che prenderà l'incarico ad interim fin quando verrà convocata l'assemblea per l'elezione del nuovo Presidente. Mi auguro che la Ciurma continui a veleggiare nel teatro e spero soprattutto nel servizio. La Redazione del Diario di Bordo verrà affidata al mio fraterno amico Claudio Massarotti nella speranza che al più presto tiri su un suo Giornale, spero al servizio dei giovanissimi. Sono certo di aver dato, in questo tempo, molto al mio gruppo e al territorio. Molti dei miei amici in missione sociale sono già all’opera in associazioni e gruppi del territorio continuando essi stessi a vivere e trasmettere con la loro esperienza e loro motivazioni, valori vissuti insieme. I colleghi della Missione A.P.E.I. confluiranno, quanti più, direttamente nell’Associazione Nazionale organizzandosi nel Gruppo della Regione Lazio. Dopo tanto "navigare ho raggiunto la terra", il mio compito credo sia terminato.


Si sono aperti nuovi orizzonti sul nostro territorio, una nuova rotta si è tracciata. Non è facile rimettere i remi in barca, ma è giusto così perché volere veramente bene significa spesso lasciar andare. Questa è la terza lettera che scrivo nel corso di due anni. Non mi hanno mai consentito di interrompere. La prima la scrissi dopo il Progetto Pacis “Un Ponte tra i Cuori” , credevo di aver concluso, ma l’aiuto che mi veniva chiesto dall’amico Yousseff per la sua Comunità mi ha spinto a continuare, La seconda subito dopo la firma della Pergamena “Pacis in Terris” nel Castello Giulio II, tra le diverse religioni del territorio. Questa è la terza e questa volta i miei più vicini collaboratori accettano di proseguire e di ricevere questa consegna. Sono felice perché gli importanti e bei cambiamenti nella mia vita mi portano a seguire nuove strade; volevo continuare a portare la pace attraverso progettazioni e percorsi associativi ma alla fine mi sono accorto di desiderare io stesso una pace che è necessaria al cambiamento. Il percorso prematrimoniale intrapreso con la mia compagna e il consolidarsi del lavoro personale quasi mi obbligano a scegliere di concludere questa magnifica avventura che ci ha concesso il massimo di quello avrei sperato. La famiglia che spero al più presto verrà sarà una delle cellule di questa società e verso questo nord vorrei orientare la mia bussola. Continuerò il mio lavoro a servizio del mondo della Scuola o in qualsiasi ambito pubblico la Repubblica mi indicherà coltivando la mia professione all’interno dell’Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani come  un semplice artigiano della pedagogia. Darò voce al mio cuore attraverso la mia Fede nella Chiesa di Gesù dove essa avrà la Grazia di esprimersi e spero di poter contribuire affinché Dio Padre avvicini, quando e come Lui vorrà, le religioni nel dialogo. Grazie grande Ciurma  perché ho nel cuore la consapevolezza di avere ed essere maturato tanto e soprattutto di aver vissuto e trasmesso più di quello che avrei mai sognato. Difatti  è quasi un mistero essere riusciti dal semplice teatro di un gruppo di amici impegnati nel sociale ad arrivare a guidare il Progetto della Provincia di Roma P.A.C.I.S. successivamente a far firmare la Pergamena Pacis in Terris  ai referenti delle religioni o a aiutare gli amici dell’Islam a organizzare la prima e storica settimana della loro cultura nel XIII°Municipio di Roma.


Oggi le Pergamene adornano gli uffici delle Chiese del territorio, degli altri Centri Religiosi, delle Istituzioni: la Ciurma non verrà dimenticata perché ha lasciato un segno indelebile con l’aiuto di Dio. Ora tocca ad altri e in tutte le realtà ove vi sia qualcuno di questa grande gruppo o qualcuno che ne abbia compreso il messaggio, fare anche meglio e continuare sulla scia dei valori espressi . Ringrazio Dio per questo Servizio magnifico nel quale il mio essere anche un Capo Scout delle Aquile Randagie in Missione Sociale lo Scoutismo ha potuto esprimersi in una delle forme più alte: grazie anche a questo spirito scout ho avuto la forza di credere in una fratellanza e amicizia universale come “Ponti tra i Cuori” in continuità con il grande Mauro Muzzioli. Grazie a quel Dio che, io credo, ha quasi sempre stravolto i miei piani e, a tratti, mi ha dato l’impressione di prendere Lui stesso il Timone. Lavorerò alla stesura di un Libro che raccolga tutte le fotografie e gli articoli del Diario di Bordo per lasciare agli amici e al territorio un documento, una traccia che rimanga. Mentre il Vessillo verrà consegnato al nuovo Presidente,  alcuni oggetti simbolici della Ciurma (l’orifiamma della Comunità Scout Aquile Randagie, parti della mia Uniforme di Capo, il mio Cappellon Boero, alcuni distintivi, …) verranno inviati ad alcuni amici delle realtà locali del sociale affinché li possano conservare in ricordo delle esperienze condivise. Mi terrò soltanto il fazzolettone scout. Spero al più presto di collaborare con gli amici per vedere l’importante concludersi il percorso del Registro Pedagogico e soprattutto il Progetto in Memoria del piccolo Simeone. Ecco, la mia esperienza nella Ciurma è a disposizione di chi voglia prenderne: adoperate tutto quello che considerate buono e migliorate il suo messaggio nelle vostre realtà lì dove sentirete di fare e soprattutto di essere,Sempre in Missione.Stefano Di Tomassi”  

 
Autore: redazione
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