23/08/2009

LA RUBRICA DE LA CIURMA: PACE VS ORNELI, OPERATORI SOCIALI

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Rubrica settimanale de La Ciurma su Ostia Tv, prima puntata: "Continua il confronto tra i due massimi esponenti politici locali sul tema dei minori nell’ambito dei servizi sociali. La scorsa settimana abbiamo osservato e commentato il Bando sul Centro Diurno Minorile Exrascolastico del XIII°Municipio passato di amministrazione dalla storica Cooperativa Assistenza e Territorio all’Arciconfraternita. Ricordiamo ai lettori che le interviste sono contenute nel nostro blog ciurma associazionelaciurma.wordpress.com e qui potrete, se volete, anche commentare la questione di cui si sta trattando.

Questa settimana, tra le varie domande presentate nella scorsa Rubrica, la scelta dell’argomento cade sul ruolo dei professionisti dell’educazione extrascolastica e di chi dovrebbe tenere le fila della galassia minorile al di là della campanella scolastica, aldilà dei setting psicologici o degli studi medici ma nell’umano vivere, nella quotidianità dell’esperienza: gli educatori professionali e gli operatori sociali pedagogici in genere.

Sappiamo che questa Categoria così importante non è regolamentata localmente, ma apprendiamo sempre più con stupore che nemmeno a livello nazionale, regionale o comunale ci si sia preoccupati, da parte del livello politico, di considerarla all’interno delle piattaforme e degli organici pubblici dei servizi sociali o delle asl; la richiesta della Missione Sociale Ciurma Territoriale - datata ormai Luglio 2008 e consegnata nelle mani della Presidente Monica Picca, del Consigliere Angelo Paletta, dell’ Onorevole Lodovico Pace e lanciata anche all’Onorevole Alessandro Onorato per il Comune di Roma (“indirizzo bipartisan”!) - di costituire un Albo/Registro Locale di Professionisti del Sociale, soprattutto minorile, non ha avuto da nessuno ancora nessun esito (mentre abbondano, a quanto pare, progettini ed eventi occasionali di questo o quel gruppetto nei più dissparati ambiti sportivi , artistici o culturali!) come si sta svolgendo il dibattito politico attorno a questa classe di operatori del sociale emergente? Come regolamentizzare un settore, quello delle realtà per i bambini, spesso alla mercé del commercio, della speculazione e del marketing aldilà della propaganda filantropica laicista o spirituale?  

3- quale può essere il ruolo degli Educatori e Operatori Sociali in genere e le novità in merito a questa classe lavorativa a livello locale e nazionale?

On.LODOVICO PACE (Assessore al Sociale/Scuola XIII°Municipio): Innanzitutto mi preme dire che il valore della competenza professionale all’interno delle aziende sociali deve essere al primo posto: pretendiamo che le Cooperative, le A.T.I. e le Associazioni  formino il loro personale anche internamente in grado di svolgere i servizi assegnati. Nell’ambito dell’Albo/Registro Locale per Opertori Sociale devo dire che ne abbiamo parlato abbondantemente; l’idea è quella di fare una sorta di Albo Certificato dal Municipio per quanto riguarda gli Operatori Sociali, delle persone adeguate e preparate per svolgere una funzione di tipo sociale o di servizio alla persona a cui dovranno attingere le Cooperative Accreditate presso di noi. Per fare una cosa del genere stiamo vedendo dal punto di vista giuridico come impostarla. Perché non sono ancora certo che il Municipio abbia le competenze per fare un’operazione di questo tipo o se debba predisporla il Dipartimento Comunale; forse noi avremmo queste competenze se fossimo delegati dal Comune di Roma a poter Certificare una lista del genere e a sua volta il Comune potrebbe avere questo ruolo se fosse a lui attribuito dalla stessa Regione Lazio. Sono perfettamente d’accordo a dire all’opinione pubblica: “queste persone secondo noi sono brave, assumiamole, inseriamole stabilmente nei servizi sociali o nelle asl in qualche modo”, ma rischiamo di essere fuori legge ovvero non competenti in materia; stiamo verificando quello che ci dice la normativa vigente. Io credo che entro la fine dell’anno avremo sciolto queste riserve e acquisito tutti gli elementi utili per dare una risposta precisa.  Bisogna vedere in sostanza se il Municipio abbia le carte in regola per legittimare la qualità del professionista; di solito non è compito dell’Amministrazione Locale ma ci sono degli Ordini Professionali che fanno questo. In questo caso il grande problema è che non esiste l’Ordine Professionale a livello Nazionale e dovremmo presentare una Proposta di Legge, ma qui non è la sede giusta: se me l’avesse chiesto qualche anno fa forse avrei potuto fare qualcosa.

On.PAOLO ORNELI (Ex Amministratore al Sociale/Scuola XIII°Municipio): Medici, Infermieri, Fisioterapisti, Psicologi vengono pagati profumatamente mentre è negato all’Operatore Socio Sanitario o all’Educatore Professionale il giusto corrispettivo: non può più essere un lavoro di serie B.  Inoltre siamo totalmente contrari alla formazione interna alle Cooperative degli Operatori Sociali; la competenza e la preparazione deve essere certificata in entrata, dai Curricula e prima che un Progetto finanziato parta. Se l’Assessore, come ho sentito, teme che il livello professionale all’interno di qualche  gruppo sia basso o assente non può limitarsi a dirlo, ma deve chiamare quella Cooperativa e cancellarla dall’Albo degli Enti accreditati; se poi la notizia dei corsi interni alle Cooperative risulterà vera noi presenteremo una denuncia sia nei confronti del gruppo sia nei confronti del Municipio che non svolge i controlli dovuti alla certificazione esterna dei lavoratori. Qui non si tratta di cattiva o buona volontà si tratta di rispettare la Legge. Le leggi ci sono e se non fossero complete dobbiamo completarle. Nei Bandi preparati dal Servizio Sociali deve esserci indicata la figura dell’Operatore Sociale o dell’Educatore Professionale non quella dell’animatore che professionalmente non significa nulla e da la possibilità di accesso a tutti; dobbiamo controllare la formazione dei bandi e le risorse umane che questi richiedono. In generale la domanda che rivolgiamo alla Giunta Vizzani e all’Assessore Pace è semplicemente la seguente: secondo l’attuale Amministrazione il Welfare è l’ultima ruota del carro o se invece è la base e il motore per far funzionare la città? Il Registro e l’Albo che so che voi della Ciurma state chiedendo in una battaglia ormai storica rischia di essere l’ennesima melina burocratica se qui non cambia il registro generale dell’attuale amministrazione. Dare assistenza a un disabile, a un anziano o soprattutto ad un minore, mi ripeterò fino alla nausea, non è come rifare un marciapiede della strada e la gara d’appalto non va fatta al ribasso economico nè a quello di risparmiare investendo su basse competenze professionali in nome di un pseudo volontariato pluriennale e motivato; bisogna avere rispetto del lavoro svolto dagli operatori sociali e del loro studio per metterlo in atto, una professione che spesso è sottopagata. Ribadisco che c’è un accordo sindacale scritto l’inverno scorso e che prevede un livello minimo da riconoscere ai lavoratori del sociale competenti: tutte le cooperative e tutte le realtà che lavorano nel welfare devono rispettare quell’accordo. Ci risulta che nella città di Roma non sempre questo avviene; io non voglio per ora entrare in merito ai singoli soggetti accreditati, ma voglio precisarlo come regola generale. Per quanto riguarda un ragionamento circa il lavoro dei Professionisti del Sociale devo dire che la formazione e la competenza è un tema centrale; questo si deve collegare perfettamente ad un giusto riscontro economico. Ora succede che il nostro welfare non è del tutto ben organizzato e questo corrispettivo economico e molto al di sotto della professionalità spesa; tutto questo anche perché se andiamo a fare un’indagine nelle cooperative scopriamo che chi vi lavora non sempre ha in mente di svolgere questa occupazione per tutta la sua vita e questo anche perché economicamente non è un lavoro riconosciuto altamente professionale. Anche se non voglio farne una questione solamente economica voglio dire che comunque senza riconoscimento economico non c’è professionalità e non si può più tollerare nel lavoro educativo extrascolastico la presenza di ragazzi pagati ad ore che magari si mantengono gli studi, di persone che sono di passaggio verso qualche altra occupazione o figure professionali che non centrano nulla con il ruolo che ricoprono: nei centri per minori non ci può stare chiunque.  Un altro punto è non puntare sul volontariato per tenere le redini di progetti professionali ; sebbene il volontariato sia una risorsa straordinaria del nostro territorio in progetti professionali occorre impiegare i professionisti, supportati successivamente dai volontari.  In conclusione devo dire che per quanto riguarda queste figure di cui parli occorre iniziare una battaglia epocale, non solo locale ma comunale, regionale e nazionale; occorre essere molto chiari negli obiettivi che ci poniamo perché attorno al mondo dei minori ruotano interessi inimmaginabili.      

(continua prossima rubrica – per interagire con questo articolo vai sul nostro Blog Ciurma: associazionelaciurma.wordpress.com)

 

COOPERATIVA ED EDUCATORE: IDENTITA’ E QUALITA’

L’Educatore in una Cooperativa è: identità, motivazione , formazione, riqualificazione, scelta metodologica, conoscenza del territorio, impegno e visione sociale

 

Gentile Ciurma, in relazione a quanto pubblicato da voi la scorsa Rubrica, oltre ai  dovuti ringraziamenti per  avere dedicato uno spazio sulla vita sociale del nostro territorio, vorremmo avere la possibilità di chiarire una questione per noi di importanza fondamentale. Nell’articolo/intervista viene citata la vicenda relativa alla gara di appalto pubblica, indetta dal municipio 13 , per la gestione di un centro diurno per minori e di uno  spazio neutro per incontri protetti, gara a cui abbiamo partecipato perché impegnati da dieci anni in questo settore specifico come ente attuatore. Come riportato dal vostro giornale l’aggiudicazione del servizio è stata attribuita all’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e S Trifone con 11 punti di vantaggio rispetto alla nostra proposta progettuale. Non vogliamo commentare questo risultato almeno fino a quando sarà possibile accedere agli atti per verificarne la piena legittimità, ma tuttavia non possiamo non  pensare che l’ente che si è aggiudicato il servizio abbia presentato una proposta migliore della nostra anche per ciò che attiene le figure professionali impiegate e il Know-how territoriale. Ciò che non possiamo rimandare ad un successivo  commento è quanto riportato nell’articolo a proposito di una possibile  ri/occupazione delle figure professionali fino ad ora impiegate nella realizzazione del  servizio presso il nuovo  ente aggiudicatario. Una sorta di “passaggio di cantiere” dei lavoratori precedentemente impiegati . Giudichiamo questa ipotesi un po’ paradossale e assolutamente inappropriata per almeno due fondamentali motivi. Il primo riguarda il fatto che le risorse professionali in una cooperativa sociale sono una risorsa patrimoniale e identitaria fondamentale ed imprescindibile, data la sua natura no profit. Il secondo motivo, in coerenza con il primo, concerne il fatto che la qualità, l’efficacia e la caratterizzazione di un servizio non sono date solo dalle singole figure impiegate, ma da un lungo  e dispendioso processo organizzativo che investe costantemente su elementi fondamentali per il lavoro sociale quali: identità, motivazione , formazione, riqualificazione, scelta metodologica, conoscenza del territorio, impegno e visione sociale. Tutti questi elementi rappresentano la differenza identitaria e qualitativa che distingue e fa la differenza tra i molteplici soggetti operanti nel terzo settore e nel mercato del sociale. Pertanto, è lecito ritenere che non tutti i soggetti siano intercambiabili  e tanto meno che gli operatori possano essere traslocati da un ente attuatore ad un altro, disconoscendo la cornice metodologica , organizzativa e di visione  in cui il loro lavoro si va a collocare e pensando che possano operare sempre nello stesso identico modo “a prescindere”. Nel ringraziare per lo spazio ricevuto, ci rendiamo disponibili ad ogni ulteriore successivo chiarimento nell’ottica di un chiaro e pacato dialogo .

  Dottoressa Rossella Sperati (Assistenza e Territorio Società Cooperativa Sociale Onlus)

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UN PALCO AL PARCO: QUANDO LA  CULTURA CHIAMA IL SOCIALE

Dal 28 Agosto al 6 Settembre, al Parco Pietro Rosa in Ostia Lido, gli Artisti Teatrali del Beau scendono dal Palco per andare in mezzo ai bambini e alla gente.

 

E’ veramente una grande iniziativa e un evento ben congeniato il Progetto del Teatro del Beau / Teatro Nino Manfredi di collegare attorno all’atmosfera artistica tutto un mondo che vi gravita intorno; il teatro non è dunque solamente finzione o irrealtà ma può tramutarsi in elemento sociale e in cambiamento reale. L’aggergazione di cui tanto si parla è garantita dagli spettacoli già da tempo, ma forse non basta: occorre la familiarità, il raccordo tra tante realtà diverse nel segno dell’amicizia e della conoscenza reciproca.

Questo obiettivo culturale che apre al sociale è di esempio ai tanti del mondo dell’arte locale, per altri di rinforzo, ma il monito a tutti è che soprattutto non riconoscano la strada del  loro successo come una spianata ampia e lunga corsia costruita attorno alle logiche della produttività e del mercato, ma invece una pista, un sentiero da condividere insieme nel segno della collaborazione non legata ai soldi ma alla passione e all’ideale.

Queste nuove realtà si affacciano all’esperienza sociale attraverso la cultura; il ringraziamento è d’obbligo per aver considerato quindi le persone prima dei personaggi, l’invito ai tavoli del sociale minori e adulti è necessario per chi vuol fare di un evento e di un’idea una direzione lungimirante e una vera politica sociale dal basso.

Un grande evento dal marchio Estate Romana 2009, un grande Villaggio Estivo sul Litorale Romano dal 28 Agosto al 6 Settembre, aprirà i battenti  al Lido di Ostia con un mix di Teatro, Musica e Danza ma non solo. Il tutto ad ingresso libero.

 “Un Palco al Parco- I colori dell'arte in festa”: questo piccolo spot già riassume in sé la linea artistica seguita dal Teatro del Beau, Associazione organizzatrice dell'evento. La manifestazione è realizzata con il sostegno del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione e in collaborazione con il Municipio Roma XIII. Una festa leggera e frizzante, in piena armonia con la conclusione della stagione estiva già ricca di eventi nei periodi più caldi dell'Estate Romana e di sicuro gradimento della popolazione di rientro dalle vacanze della bella stagione. Attraverso la partecipazione di un nutrito cast di artisti, I colori dell'arte stanno per l'appunto a rappresentare i diversi campi e livelli artistici proposti: Teatro (adulti e bambini), Musica (band giovanili e professionisti), Danza (professionale e non - corsi aperti al pubblico e attività spettacolare - ), Arti Visive (esposizioni di quadri, lavori artigianali), Arti Circensi (trampolieri, statue viventi etc...), Animazione per Bambini (CreAttività, balli, laboratori di diverso genere), Giochi con le Carte (Briscola, Burraco)

Tale Manifestazione prevede l'avvicinamento della popolazione al mondo dell'arte e della cultura, attraverso le diverse Arti per l'incontro tra più linguaggi espressivi e culture. Un avvicinamento in particolare allo sviluppo culturale del territorio attraverso il riappropriamento di uno spazio pubblico, già strutturato e predisposto per eventi di questo genere. In particolare si punta alla cultura popolare e al recupero e alla valorizzazione dell'identità territoriale. Un'iniziativa, la nostra, che punta molto sui giovani, sullo sviluppo, sulla tecnologia e le nuove forme artistiche. Non tralasciando ma valorizzando l'enorme bagaglio culturale che la "Storia" ci lascia, fonte sempre di nuove ispirazioni e di studio. Per dieci giorni consecutivi il Parco “XXV Novembre” al centro di Ostia ospiterà l'arte che fa spettacolo.

Questi alcuni dei grandi nomi che calcheranno la scena: Nicola Pistoia e          Paolo Triestino, Greg e i Blues Willis, Claudia D'Ottavi e Piero Martini e come sempre tanti gli spettacoli per bambini curati direttamente dalla Compagnia Teatro del Beau.

Inoltre la manifestazione non è solo eventi da vedere: per tutti coloro che amano il divertimento, nella fascia preserale ci sarà la possibilità di cimentarsi in diverse discipline artistiche: fitness per tutti, salsa, pilates, yoga , tonificazione, hip-hop e break-dance, ceramica, pittura, arti circensi, canto ed ancora,  tornei di briscola e burraco, faranno da contorno al grande palco che caratterizzerà il Parco più frequentato di Ostia. La manifestazione estiva più grande del litorale vedrà anche un mercatino con stand commerciali di qualità e artigianato, mostre di arte varia, un punto ristoro e la libreria, distribuiti in un percorso-giardino che renderà ancora più piacevole l'ultimo scorcio d'estate, trascorrendo per esempio una serata con musica dal vivo, sorseggiando una bevanda fresca in una magica atmosfera come quella dell'Anfiteatro, arredato per l'occasione con cuscini e candele.

A coronare il tutto, l'evento è lieto di ospitare al suo interno Magica Burla Onlus ovvero l'Associazione di Clown dottori che attraverso la fantasia, la magia e il divertimento rende più vivibile, quotidiano e meno traumatico un posto come l'ospedale, le case di cura, le carceri e gli orfanotrofi, che sono solitamente vissuti come luoghi del terrore.

Sicuri di un felice gradimento di tutta la popolazione,vi aspettiamo dalle 17.00 a 00.30, augurando a tutti  un buon divertimento!

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 StD

Autore: redazione
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Commento di Francesco Castracane


In qualità di presidente regionale dell'ANEP (Associazione Nazionale Educatori Professionali) intendo esprimere le mie forti perplessità in merito alle posizioni espresse inerenti la necessità di costituire un albo degli operatori sociali. A prescindere dal fatto che l'istituzione di tale albo andrebbe contro le normative vigenti, faccio presente che gli educatori professionali sono figure ben definite, che svolgono un regolare percorso di studi universitari e che hanno competenze specifiche per lavorare con i minori. Non si comprende per quale motivo, l'intervento nei confronti di coloro che hanno difficoltà socioeducative possa essere svolto dalle prime persone che passano per strada, senza alcuna preparazione specifica, da riconoscere successivamente con albi il cui valore giuridico è pari allo zero.
Ricordo che in parlamaento sono in discussione alcune proposte di legge per istituire l'albo nazionale degli educatori e che la Regione Lazio sta per licenziare una legge di riordino delle politiche sociali e di applicazione della Legge 328/00 nella quale è prevista la figura dell'educatore professionale. Si desume quindi, che per lavorare con i minori, non servono volontari, servizi civili, operatori sociali più o meno titolati, ma professionisti seri che abbiano studiato le problematiche di cui dovranno occuparsi.

Francesco Castracane
Presidente ANEP Lazio

1/9/2009 17:28

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