14/10/2012

Castellucci: “Spese per le strade: una discriminazione verso il Consorzio Axa”

Inserito in: Territorio
In una intervista il presidente del consiglio di amministrazione spiega le ragioni del ricorso presentato al Tar contro la delibera capitolina che ha assegnato al quartiere una percentuale del 35% delle spese per la manutenzione stradale, mentre alla maggior parte degli altri Consorzi è stato riconosciuto il 50%

Donato Castellucci

Axa – Un ricorso al Tar contro la delibera capitolina che prevede una percentuale “iniqua” per le spese di manutenzione delle strade al Consorzio Axa.

 

 

“Nonostante gli ottimi rapporti tra il municipio XIII ed il Consorzio Axa, il Campidoglio, o per meglio dire la burocrazia capitolina, persisterebbero in una discriminazione, così come si evince con la delibera di giunta n. 207 del 22 giugno 2011, con la quale, nel quantificare per ogni singolo consorzio il contributo per l’anno 2011 dovuto per legge, ha assegnato all’Axa una percentuale pari al 35% delle spese per la manutenzione delle strade, mentre  alla maggior parte degli altri consorzi è stato riconosciuto il 50%”, spiegano al consorzio.

 

 

 

In una intervista il presidente del consorzio, Donato Castellucci, spiega la situazione che si è venuta a creare e le ragioni del ricorso al Tar contro questa delibera.

 

 

Con quale motivazione la giunta capitolina ha attribuito al Consorzio Axa, che peraltro è il maggiore di Roma, una percentuale inferiore ad altri?

 

 

Nessuna motivazione. Ed a rilevarlo è stato lo stesso Tar che nel corso del giudizio – cito testualmente dall’ordinanza  emessa il 13.12.2001 - ha “ritenuto necessario ai fini del decidere di acquisire documentati chiarimenti” circa i “i criteri” adottati dalla giunta per la diversificazione delle percentuali tra i diversi Consorzi, e ha ordinato al Comune che tali chiarimenti venissero depositati “entro il termine perentorio di trenta giorni”.

 

 

 

E il Comune  ha ottemperato a tale richiesta?

 

 

I “chiarimenti” li ha forniti, ma sostanzialmente senza chiarire e documentare un bel niente. Secondo il Dipartimento mobilità e trasporti di Roma Capitale, infatti, al Consorzio Axa sarebbe stata attribuita la percentuale del 35%, invece del 50% come alla maggior parte degli altri Consorzi, perché lo stesso già in passato aveva fruito del contributo in misura ridotta e richiamava al riguardo una delibera consiliare risalente al 1983, con la quale il consiglio comunale riconosceva al Consorzio un contributo del 20% sulla spesa annuale di manutenzione delle strade consortili.

 

I “chiarimenti”, quindi, non erano  rispondenti alle richieste del Tar?

 

 

Assolutamente no. Tanto che i giudici hanno ritenuto fondata la domanda cautelare di sospensione della delibera avanzata dal Consorzio. Infatti  con un’ordinanza del 23 febbraio del 2012 il tribunale ha detto testualmente  che “i criteri utilizzati dal Comune per determinare le percentuali del contributo dovuto ai Consorzi stradali … non appaiono ancorati ad effettive esigenze manutentive delle strade consortili”, ed  ha accolto la domanda cautelare del Consorzio, condannando il Comune al pagamento delle spese della fase del giudizio ed ordinando allo stesso  – com’è scritto nell’ordinanza -  “di riesaminare la decisione assunta con la deliberazione n. 207 in data  22 giugno 2011 alla luce dei motivi del ricorso”.

 

Un risultato soddisfacente?

 

 

Sì, se solo il comune avesse ottemperato nel senso richiesto dal Tar. Invece, siamo venuti a conoscenza che la giunta capitolina l’8 agosto 2012 ha deliberato la conferma della ripartizione impugnata dal Consorzio. Infatti in tale delibera, che tra l’altro ancora non ci è stata notificata, si legge  che “il Dipartimento Mobilità e Trasporti ha provveduto (come richiesto dal TAR)  a riesaminare la decisione  assunta con la deliberazione di Giunta Capitolina   n. 2007/2011” ed ha  ritenuto “di confermare per l’anno 2011, le percentuali di contributo riconosciute ai Consorzi stradale con la deliberazione…”. Insomma, la stessa  già impugnata dal Consorzio.

 

Sembrerebbe che il Comune voglia  sfidare il Tar. Con quale motivazione il Dipartimento ha lasciato immutata la ripartizione che il tribunale aveva ordinato di riesaminare accogliendo le ragioni del Consorzio?

 

 

Una motivazione, se tale può dirsi, assolutamente sconcertante, che testualmente è la seguente: “dal riesame si è potuto constatare che nessuna variazione funzionale dal punto di vista urbanistico e territoriale è intervenuta  successivamente al riconoscimento del contributo, rimanendo peraltro invariati l’importanza e l’uso pubblico delle strade consortili, tenuto anche conto dello sviluppo urbanistico ed edilizio del territorio circostante”.

 

 

 

Se il  riconoscimento del contributo  pubblico al Consorzio risale al 1983, quando la delibera dell’epoca richiamata dal Comune attribuiva al Consorzio il contributo in misura del 20%, è impensabile che da allora non sia intervenuta alcuna  variazione funzionale dal punto urbanistico e territoriale. Per giunta sarebbe rimasto invariato l’uso  pubblico delle strade consortili, come afferma il Dipartimento Mobilità e Trasporti?

 

 

 

Esattamente. Un’affermazione paradossale ed assurda. E’ un dato di fatto che all’epoca della delibera consiliare del 1983, soltanto le 18 strade elencate nella stessa delibera erano assoggettate a servitù di pubblico transito, mentre attualmente  lo è l’intera rete consortile, costituita da 43 strade.

 

 

Sono poi  sotto gli occhi di tutti i mutamenti intervenuti nel frattempo sull’assetto urbanistico delle zone limitrofe, che incidono pesantemente sull’uso delle strade consortili. Quanto poi all’ostinato richiamo alla situazione del 1983, è del tutto priva di senso, considerato che dal 2000, ossia da quando l’intera rete stradale consortile è stata assoggetta al pubblico transito, al Consorzio  AXA è stato sempre riconosciuto il contributo nella misura massima, cioè del 50%.

 

 

Il Dipartimento dovrebbe spiegare perché mai nel 2011 si è passato al 35%, se perché la manutenzione stradale all’AXA è meno gravosa o perché viene  eseguita in modo meno efficiente, rispetto agli altri Consorzi ai quali è stato riconosciuto il 50%.

 

 

 

Presidente Castellucci, che pensa di fare per evitare questo “ sopruso”  nei confronti dei consorziati?

 

 

Purtroppo il consiglio di amministrazione sarà costretto ad impugnare anche la delibera capitolina dello scorso 8 agosto e ad affrontare quindi altre spese. Le ragioni del Consorzio sono sacrosante e vanno fatte valere. Non è in alcun modo accettabile che i consorziati, i quali concorrono in minima parte all’usura della rete stradale consortile, debbano farsi carco del 65% delle spese per manutenerla, mentre il Comune pagherebbe solo il 35% a fronte della fiumana di veicoli, di ogni tipo e provenienti da ogni dove, che giornalmente circolano nel nostro comprensorio, causando peraltro anche continui danni sia alle strade che alle altre infrastrutture.

 
Autore: Maria Grazia Stella
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