Stop al rincaro dei biglietti Atac, Rotondi (FdI): “Dalla Regione Lazio un chiaro no agli aumenti”
Di Redazione il 16/01/2026
La consigliera regionale: “Già stanziati 260 milioni per il trasporto pubblico. Colpire le fasce più deboli sarebbe un errore”
Roma – Un altolà deciso all’ipotesi di aumento del biglietto dei mezzi pubblici romani da 1,50 a 2 euro, previsto – secondo le indiscrezioni – a partire dal prossimo luglio. A intervenire è Marika Rotondi, consigliera regionale del Lazio di Fratelli d'Italia, che in una nota ribadisce la posizione contraria della maggioranza regionale a qualsiasi rincaro generalizzato delle tariffe Atac.
Il no della Regione all’aumento del biglietto
“Esprimiamo la nostra contrarietà al rialzo del costo dei titoli di viaggio sui mezzi pubblici – afferma Rotondi – da 1,50 a 2 euro, un aumento che Atac vorrebbe applicare dal mese di luglio”.
Una presa di posizione netta, che richiama le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera, il quale ha ricordato l’imponente impegno finanziario della Regione Lazio a sostegno del trasporto pubblico capitolino.
260 milioni di euro per sostenere il Tpl romano
“La Regione Lazio – sottolinea Rotondi – ha investito 260 milioni di euro per i trasporti pubblici di Roma, incrementando di ben 20 milioni lo stanziamento previsto dalla precedente amministrazione regionale a guida Partito Democratico”. Un aumento di risorse che, secondo la consigliera, dimostra la volontà di sostenere il sistema del trasporto pubblico senza scaricare i costi direttamente sugli utenti.
Il nodo del contratto di servizio: risorse già disponibili
Rotondi richiama poi un altro elemento centrale del dibattito: “Il Comune di Roma – spiega – dispone di una somma complessiva presumibilmente superiore ai 22 milioni di euro necessari per la chiusura del contratto di servizio, risorse che derivano dagli aumenti dei ticket giornalieri e settimanali già autorizzati”. Un margine finanziario che, secondo FdI, rende ingiustificabile un ulteriore aumento del biglietto ordinario.
Tutela delle fasce deboli e ipotesi di tariffe differenziate
Il punto politico, però, resta la tutela sociale. “Ribadiamo il nostro ‘no’ ad aumenti generalizzati che colpiscono le fasce economicamente più svantaggiate – conclude Rotondi – mentre continuiamo a sostenere i conti del trasporto pubblico della Capitale”.
La consigliera apre però a una possibile alternativa: una tariffazione differenziata. “Esiste già una nostra delibera regionale – spiega – che il Comune di Roma potrebbe valutare: mantenere il costo del biglietto a 1,50 euro per i residenti nel Lazio e prevedere un sovrapprezzo contenuto per i turisti”. Una soluzione che, secondo FdI, consentirebbe di coniugare sostenibilità economica e giustizia sociale.
Un tema politico destinato a restare al centro del confronto
La posizione di Rotondi e della Regione Lazio riporta il tema del trasporto pubblico romano al centro del confronto istituzionale: da un lato la necessità di garantire conti in equilibrio per Atac, dall’altro l’esigenza di non trasformare il biglietto in un ulteriore peso per cittadini e pendolari. Un equilibrio delicato, che nelle prossime settimane promette di alimentare il dibattito politico tra Campidoglio e Regione.

