La Capitale presenta una strategia senza precedenti per affrontare le ondate di calore. Più alberi, rifugi climatici, aree verdi, servizi per le persone fragili e interventi urbani per contrastare l'effetto "isola di calore". Gualtieri: "Il caldo estremo non è più un'eccezione, dobbiamo adattare la città al cambiamento climatico"

Roma - Le temperature record degli ultimi anni non rappresentano più un fenomeno eccezionale, ma una nuova realtà con cui le grandi città devono imparare a convivere. Per questo Roma compie un passo inedito a livello nazionale, presentando il primo "Piano Caldo" adottato da una città italiana: una strategia organica pensata per ridurre gli effetti delle ondate di calore, proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione e rendere gli spazi pubblici più vivibili.

Il progetto è stato presentato in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri, insieme agli assessori Sabrina Alfonsi, Ornella Segnalini, Maurizio Veloccia e Barbara Funari, con il contributo di climatologi, epidemiologi, tecnici e rappresentanti delle principali aziende pubbliche cittadine.

Temperature sempre più elevate: Roma cambia strategia

Alla base del nuovo piano ci sono dati climatici ormai inequivocabili.

Il secondo Report di monitoraggio climatico di Roma Capitale evidenzia come il 2025 sia stato il terzo anno più caldo dal 1991, mentre il 2024 resta l'anno record. Crescono le ondate di calore, aumentano le notti tropicali — arrivate ormai a 101 in un solo anno — e diventano sempre più rari perfino i giorni di gelo. Anche il Mar Tirreno registra una temperatura media superiore di 0,85 gradi rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020.

Un fenomeno aggravato dall'effetto "isola di calore urbana", provocato dalla concentrazione di asfalto, edifici, automobili e superfici impermeabili che trattengono il calore soprattutto nei quartieri più densamente edificati.

Gualtieri: "Ridurre il caldo nelle città è possibile"

Per il sindaco Roberto Gualtieri il cambiamento climatico impone un nuovo modo di progettare la città.

"La maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore non è più un'eccezione, bensì la regola. Siamo la prima città italiana a dotarsi di una strategia organica perché non possiamo restare fermi davanti a fenomeni che mettono a rischio la salute delle persone, la vivibilità urbana e il funzionamento delle infrastrutture".

Il primo cittadino ha ricordato come interventi di depavimentazione, nuove alberature e aree ombreggiate possano abbassare la temperatura percepita anche di dieci gradi, sottolineando che Roma ha già avviato importanti opere di forestazione urbana, ampliamento del verde pubblico e adeguamento del regolamento edilizio ai criteri di adattamento climatico. Il nuovo Piano Caldo punta ora a dare continuità e sistematicità a queste azioni.

Più servizi per anziani, persone fragili e senza dimora

Uno dei pilastri del Piano riguarda la tutela delle persone maggiormente esposte ai rischi delle alte temperature.

Sono stati potenziati i centri diurni, le unità di strada, le stazioni di posta per i senza dimora e le tensostrutture realizzate per il Giubileo. Restano inoltre attivi numerosi servizi sociali, tra cui la consegna dei pasti a domicilio, i tradizionali pranzi di Ferragosto, gli screening sanitari gratuiti attraverso Farmacap, i soggiorni estivi al mare, i centri estivi per i minori e 5.000 ingressi gratuiti nelle piscine comunali destinati agli anziani.

Un ruolo centrale continuerà ad averlo anche la Protezione Civile comunale nelle attività di prevenzione e assistenza durante le emergenze climatiche.

Alberi, parchi e meno asfalto: la città cambia volto

Il Piano punta anche a trasformare concretamente lo spazio urbano.

Dal 2022 il patrimonio arboreo cittadino è aumentato di 38.000 nuovi alberi, mentre sono previste ulteriori centinaia di migliaia di piantumazioni grazie anche ai fondi del Pnrr.

Parallelamente Roma ha incrementato di 187 ettari le proprie aree verdi, realizzando nuovi parchi, aree attrezzate nei quartieri e cinque parchi d'affaccio lungo il Tevere.

Sul fronte della lotta all'isola di calore sono già stati depavimentati e riqualificati oltre 44.500 metri quadrati di superfici urbane attraverso quaranta interventi tra piazze, strade e marciapiedi, mentre Ama ha intensificato il lavaggio delle strade arrivando a oltre 13.260 chilometri di pulizia mensile nei primi cinque mesi del 2026.

Rifugi climatici, fontanelle e scuole più fresche

Tra le principali novità figura la nascita della rete dei Rifugi Climatici di Roma, una mappa digitale che consentirà ai cittadini di individuare rapidamente i luoghi pubblici dove trovare sollievo durante le giornate più calde.

La rete comprende oggi 178 spazi climatizzati al chiuso e 482 aree all'aperto, tra biblioteche, centri culturali, case di quartiere, musei gratuiti, chiese, parchi urbani e strutture dedicate all'accoglienza delle persone senza dimora.

Accanto ai rifugi climatici restano disponibili 3.294 fontanelle ("nasoni"), 59 Case dell'Acqua, le piscine comunali e una nuova mappa interattiva consultabile online.

Il Piano prevede inoltre il completamento della climatizzazione di tutte le scuole dell'infanzia e degli asili nido entro il 2027, nuovi impianti nei centri anziani e la progressiva installazione di 475 moderne pensiline alle fermate degli autobus, delle quali 413 sono già operative.

Dieci linee d'azione e 50 milioni di investimenti

La strategia si sviluppa attraverso 10 linee di intervento e 30 misure operative, ispirate a quattro principi fondamentali: tutela delle persone, equità sociale e territoriale, approccio scientifico e resilienza urbana.

Gli obiettivi sono ridurre gli effetti del caldo sulla salute, mantenere vivibili piazze, strade e fermate del trasporto pubblico anche durante le ondate di calore e rafforzare la tenuta delle infrastrutture energetiche, idriche e della mobilità.

Per realizzare queste misure Roma Capitale propone un investimento di 50 milioni di euro nei prossimi cinque anni, destinato principalmente alla forestazione urbana, alla depavimentazione, all'incremento dell'ombreggiatura, alla gestione dell'acqua e all'ampliamento della rete dei rifugi climatici.

Parte il confronto con cittadini e istituzioni

Il Piano Caldo entra ora nella fase di consultazione pubblica.

Roma Capitale avvierà un percorso di confronto con Municipi, università, enti di ricerca, associazioni, imprese, gestori dei servizi e cittadini per raccogliere osservazioni e contributi prima dell'approvazione definitiva da parte dell'Assemblea Capitolina.

Successivamente il documento sarà accompagnato da un sistema permanente di monitoraggio, con verifiche periodiche e aggiornamenti quinquennali, affinché la Capitale possa misurare i risultati raggiunti e continuare ad adattarsi a un clima destinato a diventare sempre più caldo nei prossimi decenni.