Roma, notte di violenza in roulotte: sequestrato e stuprato dall’ex compagno, fermato un 50enne
Di Redazione il 23/03/2026
Orrore nella periferia sud della Capitale: un 34enne costretto per ore a subire violenze e abusi. L’uomo, minacciato con un coltello, è stato liberato dopo una segnalazione al 112. Arrestato l’ex compagno. Una notte di terrore lontano da tutto
Roma – Una roulotte parcheggiata, isolata, trasformata in una prigione. E' qui che, tra il 15 e il 16 marzo, si sarebbe consumata una notte di violenze estreme, fatta di minacce, aggressioni e abusi.
Un incubo durato ore, lontano dagli sguardi, che si è concluso con l’intervento della Polizia di Stato e il fermo di un 50enne romano, gravemente indiziato di tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale.
La segnalazione e l’intervento della polizia
A far scattare l’allarme è stata una chiamata al 112 Nue per una persona aggredita nella zona Ostiense.
Gli agenti delle Volanti, giunti in piazzale Elsa Morante, si sono trovati davanti un uomo di 34 anni, di origine brasiliana, in evidente stato di shock e con segni di violenza sul volto.
Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure. Con il passare delle ore, però, le condizioni della vittima sono apparse sempre più gravi.
Il racconto: minacce, sequestro e violenze
Nonostante il dolore e la forte agitazione, la vittima ha ricostruito quanto accaduto.
Secondo il suo racconto, l’ex compagno lo avrebbe raggiunto nella notte e, sotto la minaccia di un coltello, costretto a salire nella roulotte parcheggiata poco distante.
All’interno di quello spazio chiuso sarebbe iniziato il calvario: immobilizzato, l’uomo sarebbe stato picchiato con calci, pugni e oggetti contundenti – tra cui un bastone e un seghetto – e sottoposto a ripetute violenze sessuali.
Un’aggressione protratta per ore, durante le quali la vittima sarebbe stata trattenuta contro la propria volontà, mentre l’aggressore si trovava, secondo quanto riferito, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Le indagini e il fermo
La gravità dei fatti, unita al racconto dettagliato della vittima e ai riscontri raccolti nell’immediatezza, ha portato gli investigatori ad agire rapidamente.
Il 50enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e il patrimonio, è stato fermato e condotto nel carcere di Regina Coeli.
La decisione del giudice
Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura, ha convalidato il fermo.
Tra le misure disposte anche il divieto di avvicinamento alla persona offesa, a tutela della vittima.
Un caso che riaccende l’attenzione
La vicenda evidenzia ancora una volta come episodi di violenza possano consumarsi in contesti isolati e invisibili, spesso all’interno di relazioni già segnate da tensioni.
Un caso che riporta al centro il tema della protezione delle vittime e della tempestività degli interventi.
Per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

