Impugna un’arma nel centro storico, viene fermato e grida di “nascondere la roba”: arrestati due fratellastri per droga

Fiumicino (Rm) – Una notte surreale, iniziata nel cuore del centro storico della Capitale e conclusa sul litorale romano, si è trasformata in un doppio arresto per droga. Protagonisti due fratellastri, rispettivamente di 26 e 23 anni, finiti in manette dopo una concatenazione di eventi tanto improvvisa quanto rivelatrice.

La minaccia davanti al locale e l’allarme in via Celsa

Tutto prende forma intorno alle tre del mattino di martedì 20 gennaio, in via Celsa, a pochi passi dai locali della movida del centro storico di Roma. Secondo la ricostruzione, un 26enne romano avrebbe improvvisamente estratto una pistola, minacciando gli addetti alla sicurezza di un locale notturno.

La segnalazione fa scattare l’intervento immediato delle volanti dei commissariati Trevi ed Esquilino. Nel frattempo il giovane si allontana a bordo di un’auto, nel tentativo di far perdere le proprie tracce.

Il fermo e il ritrovamento dell’arma

La fuga dura poco. Gli agenti riescono a rintracciare il 26enne a breve distanza dal locale. 

Addosso non ha l’arma, ma una perlustrazione rapida dell’area consente di recuperarla poco lontano: si tratta di una pistola soft air, una scacciacani che, pur non essendo un’arma da fuoco, rientra comunque nella categoria delle armi ai fini del porto abusivo.

L’urlo che tradisce tutto: “Avvisate mio fratello”

E’ a questo punto che la vicenda assume contorni quasi cinematografici. Mentre viene accompagnato in auto verso il commissariato Trevi, il 26enne urla agli amici presenti di avvisare il fratello a Fiumicino affinché nasconda un pacco di “roba” sotto il letto.

Una frase che non passa inosservata e che indirizza immediatamente l’attenzione degli investigatori verso il litorale.

Il blitz a Fiumicino e la scoperta sotto il letto

L’azione si sposta così a Fiumicino, dove entrano in gioco gli agenti del commissariato locale e del X Distretto Lido di Ostia. La perquisizione domiciliare scatta in tempi rapidissimi.

All’interno dell’abitazione, nella stanza del fratellastro 23enne, gli agenti trovano esattamente ciò che temevano e sospettavano: undici panetti di hashish, nascosti sotto il letto, per un peso complessivo di oltre un chilo e 100 grammi.

Le accuse e gli arresti

Per entrambi i fratellastri scattano le manette con l’accusa di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Al 26enne viene contestata anche la denuncia per porto abusivo di armi, dal momento che anche le pistole soft air, in determinate circostanze, sono considerate armi dalla normativa vigente.

La presunzione di innocenza

Come previsto dalla legge, per i due arrestati – trovandosi il procedimento nella fase delle indagini preliminari – vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Una notte iniziata con una minaccia davanti a un locale e conclusa con un sequestro di droga sul litorale, che dimostra come, a volte, basti una parola di troppo per far crollare un intero castello di silenzi.