Fiumicino, maxi sequestro di 50 chili di ketamina all’aeroporto: arrestati tre corrieri taiwanesi
Di Maria Grazia Stella il 23/09/2026
Oltre 50 chili di droga scoperti tra i bagagli di due passeggeri e una camera d’albergo. Arrestati tre cittadini taiwanesi diretti a Hong Kong. Secondo gli investigatori, lo stupefacente avrebbe potuto fruttare fino a 4 milioni di euro

Fiumicino (Rm) – Oltre 50 chili di ketamina sequestrati, tre cittadini taiwanesi arrestati e un carico di stupefacente che, se immesso sul mercato illecito, secondo le stime degli investigatori avrebbe potuto generare profitti compresi tra 3 e 4 milioni di euro. E' il bilancio di un'operazione antidroga condotta all'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino dalla Guardia di Finanza di Roma insieme ai funzionari dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
A far scattare gli approfondimenti è stato un itinerario di viaggio ritenuto anomalo. L'attenzione degli investigatori si è concentrata su un gruppo di cittadini taiwanesi arrivati in Italia dai Paesi Bassi a bordo di pullman di linea, con l'intenzione di proseguire il viaggio in aereo da Roma Fiumicino verso Hong Kong.
Due passeggeri fermati al check-in con 25 chili di ketamina
Sulla base degli elementi raccolti, Guardia di Finanza e ADM hanno sottoposto a controllo doganale due passeggeri taiwanesi, individuati nell'area dei banchi check-in mentre si preparavano alla partenza.
Nel bagaglio destinato alla stiva sono stati scoperti 13 involucri perfettamente sigillati. All'interno, secondo quanto accertato dagli investigatori, erano nascosti complessivamente 25 chili di ketamina in grani.
Il ritrovamento ha fatto immediatamente scattare ulteriori indagini per verificare la presenza di eventuali complici e ricostruire il percorso seguito dal carico.
Il terzo uomo rintracciato in un hotel di Fiumicino
Gli accertamenti hanno portato rapidamente all'individuazione di un terzo cittadino taiwanese, ritenuto dagli investigatori parte dello stesso gruppo.
Anche lui, secondo la ricostruzione, era arrivato in Italia dai Paesi Bassi a bordo di un pullman di linea e alloggiava in una struttura alberghiera di Fiumicino.
La perquisizione della camera ha portato a una seconda scoperta: altri 13 involucri contenenti circa 25 chili di ketamina, questa volta conservata in zolle e cubetti.
Il quantitativo complessivamente rinvenuto ha così superato i 50 chili di sostanza stupefacente, interamente sottoposti a sequestro.
Ketamina per un valore stimato fino a 4 milioni di euro
Le successive attività investigative avrebbero consentito di ricostruire il collegamento tra i tre uomini e di acquisire, secondo gli investigatori, elementi sul loro presunto coinvolgimento nella movimentazione dello stupefacente.
I tre cittadini taiwanesi sono stati arrestati in flagranza in relazione alle ipotesi di reato previste dalla normativa sugli stupefacenti, anche in considerazione dell'ingente quantità sequestrata.
Un carico dal valore potenzialmente enorme: secondo le stime riportate dagli investigatori, gli oltre 50 chili di ketamina, una volta immessi nel circuito illecito, avrebbero potuto produrre profitti compresi tra 3 e 4 milioni di euro.
La rotta Paesi Bassi-Fiumicino-Hong Kong
Uno degli aspetti al centro dell'indagine riguarda proprio il particolare itinerario seguito dal gruppo: dai Paesi Bassi all'Italia via terra, a bordo di autobus di linea, e successivamente la partenza in aereo dall'aeroporto di Fiumicino verso Hong Kong.
E' stata l'analisi di questo schema di viaggio a insospettire gli investigatori e a innescare i controlli che hanno portato prima alla scoperta della droga nei bagagli dei due passeggeri e poi al rintraccio del terzo uomo nell'albergo.
L'operazione rientra nell'attività di contrasto ai traffici internazionali di sostanze stupefacenti condotta nello scalo Leonardo da Vinci dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Tre arresti, indagini ancora in corso
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse e le responsabilità contestate ai tre arrestati dovranno quindi essere verificate nel corso del procedimento.
In base al principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.
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