Anguillara Sabazia, uccisa Federica Torzullo: fermato il marito Claudio Carlomagno
Di Redazione il 19/01/2026
Il corpo della 41enne trovato interrato vicino all’azienda di famiglia. Il pm Liguori: “Gravi, precisi e concordanti gli indizi”
Anguillara Sabazia (Rm) – E’ stato fermato con l’accusa di omicidio aggravato Claudio Agostino Carlomagno, marito di Federica Torzullo, la 41enne scomparsa dall’8 gennaio e ritrovata senza vita nella mattinata di domenica 18 gennaio. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia al termine di un’indagine che, alla luce del rinvenimento del cadavere, ha ricostruito un quadro indiziario ritenuto “solido e univoco”.
Il ritrovamento del corpo
Alle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ostia, insieme ai militari della Compagnia di Bracciano, della Stazione di Anguillara e al Ris di Roma, hanno rinvenuto il corpo di Federica Torzullo interrato in una buca scavata con un mezzo meccanico, ricoperta da rovi. Il luogo del seppellimento si trova in un fondo adiacente all’azienda di movimento terra della famiglia Carlomagno.
Le incongruenze nelle versioni del marito
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le dichiarazioni fornite da Carlomagno presentrebbero gravi incongruenze. In particolare: non risulterebbe vero che la mattina del 9 gennaio non sia rientrato a casa dal lavoro: le telecamere lo riprendono mentre rientra nell’abitazione. E, inoltre, non corrisponderebbe al vero il percorso dichiarato per quella giornata: la geolocalizzazione dell’auto colloca il veicolo in luoghi diversi da quelli indicati dall’indagato.
L’ultima sera e il silenzio del cellulare
Gli accertamenti stabiliscono che Federica Torzullo non sarebbe uscita di casa dalle 19.30 dell’8 gennaio. Il marito, invece, esce il 9 gennaio alle 7.30, si reca brevemente al lavoro e rientra poco dopo, in contrasto con quanto sostenuto nella denuncia.
Il telefono della vittima non è stato ancora ritrovato.
Il trasporto del corpo e le tracce di sangue
Gli investigatori ritengono che l’omicidio sia avvenuto tra la sera dell’8 e le prime ore del 9 gennaio all’interno dell’abitazione. Successivamente, il corpo sarebbe stato trasportato in auto fino all’azienda di famiglia.
A supporto di questa ricostruzione: la localizzazione dei cellulari di vittima e indagato nell’area dell’azienda, con Carlomagno unico conducente; le tracce di sangue all’interno dell’auto, compreso il bagagliaio, e materiale biologico nel vano, oltre a tracce ematiche sugli abiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso di casa, nella cabina armadio della vittima, sul manico di un badile, su un mezzo meccanico nel magazzino dell’azienda e su un asciugamano rinvenuto in una cava per inerti.
Il fermo per pericolo di inquinamento probatorio
Nel disporre il fermo, la Procura di Civitavecchia ha valutato “attuali e concrete esigenze cautelari”, in particolare il pericolo di inquinamento probatorio. Secondo gli inquirenti, Carlomagno sarebbe in grado di influenzare testimoni – cosa che sarebbe già avvenuta – e di ostacolare il rinvenimento dell’arma del delitto, tuttora non trovata, nonostante il sequestro di abitazione, veicoli e azienda.
La posizione della Procura
Il provvedimento è stato firmato dal Procuratore Alberto Liguori, che ha sottolineato come il quadro indiziario, dopo il ritrovamento del corpo, abbia raggiunto i requisiti di "gravità, precisione e concordanza" richiesti dalla legge.
Presunzione di innocenza e prossimi passi
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. L’indagato avrà modo di esercitare pienamente il diritto di difesa nell’interrogatorio di garanzia, potendo fornire una diversa ricostruzione dei fatti. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. L'indagato si trova nel carcere di Civitavecchia.
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