Aneurismi cerebrali, al San Camillo la rivoluzione dell’AI: sistema 3D riduce rischi, tempi e costi
Di Maria Grazia Stella il 22/03/2026
A un anno dall’introduzione della piattaforma con intelligenza artificiale, l’ospedale San Camillo Forlanini traccia un bilancio: oltre 120 interventi eseguiti con maggiore precisione e sicurezza. Tecnologia già punto di riferimento nel Lazio
Roma – Più precisione, meno rischi e interventi sempre più personalizzati. A un anno dall’introduzione del sistema di simulazione 3D potenziato dall’intelligenza artificiale, l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini traccia un primo bilancio di una tecnologia che sta cambiando l’approccio al trattamento degli aneurismi cerebrali.
Attivata nel maggio 2025 presso l’Unità Operativa di Neuroradiologia diretta dal dottor Enrico Pampana, la piattaforma ha già supportato il trattamento di oltre 120 casi, rendendo il San Camillo il primo centro nel Lazio e il secondo in Italia a integrarla stabilmente nella pratica clinica.
Come funziona: la chirurgia diventa “su misura”
Il cuore dell’innovazione è un software che utilizza i dati delle angiografie rotazionali per creare una ricostruzione tridimensionale dell’aneurisma.
Su questo modello digitale, i medici possono simulare diverse strategie terapeutiche prima dell’intervento, scegliendo quella più efficace e meno invasiva.
Il risultato è una chirurgia “su misura”, che consente di aumentare la precisione e ridurre la probabilità di complicazioni o interventi successivi.
Un nemico silenzioso: il rischio degli aneurismi
L’aneurisma cerebrale è una dilatazione di un’arteria del cervello che, nel 90% dei casi, non dà sintomi.
Proprio per questo rappresenta un rischio insidioso: la rottura può provocare un’emorragia cerebrale con conseguenze spesso gravi o fatali.
Da qui l’importanza di intervenire in anticipo, attraverso tecniche chirurgiche o procedure endovascolari mini-invasive.
Simulazione dei dispositivi: più sicurezza e meno errori
La piattaforma consente di testare virtualmente diversi dispositivi – spirali, stent e sistemi intracranici – valutando la loro compatibilità con la specifica anatomia del paziente.
E' possibile anche prevedere il comportamento delle spirali all’interno dell’aneurisma, riducendo il rischio di riperfusione e la necessità di ulteriori interventi.
I benefici sono concreti: tempi operatori ridotti di circa il 10% e una diminuzione dell’esposizione alle radiazioni per il paziente fino al 25%.
Riduzione dei costi e dei rischi
Oltre agli aspetti clinici, emergono vantaggi anche sul piano economico.
“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale consente di ridurre significativamente il rischio di utilizzare dispositivi che poi non vengono impiantati – spiega il dottor Enrico Pampana –. Questo significa meno sprechi, meno necessità di dispositivi aggiuntivi e un abbattimento dei costi che può arrivare tra i 9mila e i 10mila euro per singolo caso”.
Un risultato che si traduce anche in maggiore sicurezza per il paziente.
Una tecnologia ormai integrata nella pratica clinica
Non si tratta più di una sperimentazione, ma di uno strumento ormai parte integrante del lavoro quotidiano.
La piattaforma affianca l’esperienza dell’équipe neurovascolare, migliorando la pianificazione degli interventi e rendendo il percorso terapeutico più efficiente e sicuro.
Verso una medicina sempre più personalizzata
L’esperienza del San Camillo rappresenta un passo significativo verso una medicina sempre più tecnologica e centrata sul paziente.
L’intelligenza artificiale, in questo caso, non sostituisce il medico, ma ne potenzia le capacità decisionali, aprendo nuove prospettive nella cura delle patologie complesse.

