12/03/2020

Ostia, sequestro preventivo della Pineta di Procoio. Il Comitato: “I sigilli dopo mesi”

Inserito in: Ambiente
“Adesso chiediamo che ci sia la capacità di giudicare i danni effettuati e non più riparabili di tali azioni e che tali azioni siano punite duramente”

Ostia – “Da lungo tempo come comitato abbiamo fatto esposti e richiamato l'attenzione su ciò che stava accadendo all'interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano zona Tenuta Procoio, abbiamo fatto esposti, abbiamo più volte allertato i Carabinieri Forestali ad intervenire perché ciò che stava accadendo all'interno di una zona protetta a livello integrale meritava l'attenzione di tutti. Alcune associazioni ambientaliste ci hanno supportato con esposti e richieste di chiarimenti. Nel più totale disinteresse della parte politica e delle associazioni ambientaliste del territorio un pugno di cittadini si sono attivati per far parlare e discutere della necessità di bloccare i lavori di "utilizzazione forestale" e messa in sicurezza antincendio in una zona di pregio. Sappiamo tutti come è stata devastata quell'area”. Lo dichiara in una nota il Comitato Salviamo la Riserva di Procoio.

“Ora dopo mesi si mettono i sigilli al nostro paese si dice: "chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati". Quell'area pare ora desertica e deprimente sia sul lato ambientale che paesaggistico, molte specie arboree scompariranno per sempre, gli animali restanti soffriranno per lungo tempo i danni irreparabili che sono stati commessi, è stata anticipata la desertificazione tanto paventata per i nostri territori dai cambiamenti climatici. La terra appare, oramai, polverosa ed asciutta, abbiamo avuto un inverno siccitoso e le piante tutte ne risentiranno. Il disboscamento ha lasciato in piedi pochi lecci spelacchiati e danneggiati dai mezzi pesanti che hanno operato all'interno, i pini devastati da potature invasive e distruttive sono i fantasmi di loro stessi”, si legge nella nota.

“Il terreno ha subito danni irreparabili perché gli operai incuranti non hanno posto la minima attenzione al sottobosco, alle piante e agli animali che vi abitavano, sono passati ovunque, un disastro ambientale come pochi, tutto dovuto a chi invece di proteggere l'area ha dato i permessi per la devastazione. Come comitato vorremmo porre attenzione ai ritardi negli interventi dei Carabinieri Forestali e della Direzione Promozione Ambientale e Benessere Animale Commissione Ambiente per la Riserva, il Presidente della Commissione della Riserva che ha autorizzato, ci chiediamo inoltre a cosa serve un rappresentante delle associazioni ambientaliste nella commissione se non fa opposizione a tali scempi. Più volte – prosegue la nota - sono stati fatti sopralluoghi e tutte le volte non sono state trovate irregolarità, evidenti a tutti tranne che a loro. Dopo mesi di scempi i Carabinieri trovatisi costretti a non poter tacere hanno mandato un informativa al procuratore, ma nonostante tutto i lavori non sono cessati. Ora la zona è sotto fermo giudiziario”.

“Come Comitato riteniamo pericolosissimo aver lasciato la Riserva in quello stato, ora c'è veramente pericolo di incendi, a terra ci sono migliaia di frasche secche e legname che potrebbe essere incendiato, immondizia e accampamenti abbandonati sparsi in ogni dove, guardandosi intorno sembra ci sia stato un attacco improvviso una guerriglia. Chiediamo che venga ripristinato l'assetto della zona chiediamo che venga ripulita e messa in sicurezza, operazioni che devono essere fatte rispettando i luoghi senza utilizzo di mezzi cingolati e gommati pesanti. Che vengano indagati i responsabili di tali scempi e messi in condizione di non nuocere più al bene comune Ci auspichiamo inoltre – conclude - che le zone di riserva le aree tutelate i parchi e le foreste tutte non subiscano mai più tali trattamenti, che venga istituito un tribunale di persone competenti che abbia la capacità di giudicare i danni ai beni naturali e gli attentati a Madre Terra. Chiediamo che ci sia la capacità di giudicare i danni effettuati e non più riparabili di tali azioni e che tali azioni siano punite duramente”.
 
Autore: redazione
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