03/07/2012

Saldi, a Ostia scatta il conto alla rovescia

Inserito in: Commercio
Nonostante la crisi, le vendite di fine stagione potrebbero rappresentare un’occasione di rilancio per il settore. Qualche polemica alla vigilia tra Confesercenti e Regione Lazio che intendeva avviare un progetto sperimentale di liberalizzazione. Pugliè: “Sono un evento di cui approfittare per far circolare il denaro, altrimenti dalla congiuntura non si esce. Basta con il terrorismo psicologico”. Grande attesa da parte dei negozianti e degli amanti dello shopping

Saldi estate 2012

Ostia - Saldi, è iniziato il conto alla rovescia. Sabato 7 luglio gli amanti dello shopping, crisi permettendo, si dedicheranno agli acquisti. Con buona pace dei commercianti che quest’anno, a causa della sfavorevole congiuntura economica, hanno visto diminuire vendite ed entrate.

 

 

La vigilia dei saldi è stata caratterizzata anche da qualche polemica tra Confesercenti, contraria ad anticipare le vendite di fine stagione al 30 giugno, e Regione Lazio, favorevole all’anticipo di una settimana.  “Anticipare ancora i saldi? Assolutamente no”, aveva dichiarato lunedì 25 giugno Valter Giammaria, presidente Confesercenti di Roma e del Lazio, durante i lavori della X commissione consiliare piccola e media impresa contro “liberalizzazioni” selvagge e demagogiche.

 

 

“Siamo  nettamente contrari a ulteriori “liberalizzazioni” nel settore del commercio”, aveva detto chiaro e tondo Giammaria al presidente Francesco Saponaro, intenzionato a promuovere un emendamento di “liberalizzazione” sperimentale dei saldi.  “Siamo stanchi  di sentire che tutte le possibili riprese del Paese passino quasi  esclusivamente per ulteriori deregolamentazioni del settore commerciale quando invece il vero problema è  restituire capacità di spesa e risorse alle famiglie”, aveva puntualizzato il presidente a nome della categoria: “si ritorna sempre, con cadenza ciclica, a parlare di anticipo, liberalizzazioni o altro dei saldi per smuovere i consumi”.

 

Secondo la Confesercenti di Roma e del municipio XIII, le liberalizzazioni non favorirebbero affatto il rilancio dell’economia ma anzi farebbero registrare continui cali nei consumi e nelle vendite anche in presenza di sconti.

 

 

Decisamente contrario si era dichiarato anche Ginetto Pugliè, presidente Confesercenti di Ostia-Litorale, il municipio che con i suoi 300mila abitanti è una città nella città. E dove, purtroppo, come nel resto della Capitale, i negozi continuano a chiudere, strozzati dalla crisi e dalla concorrenza dei grandi centri commerciali. “Riteniamo da sempre i saldi un evento, una importante occasione di rilancio sia per i cittadini sia per i commercianti che attraverso le vendite di fine stagione hanno la possibilità di recuperare”, dichiara Pugliè. “Ma ormai ci sono saldi tutti i giorni!”. In effetti, sia che si tratti di vendite promozionale, o di fine serie, o per rinnovo locali tutto l’anno si trovano abiti, scarpe e borse a prezzi concorrenziali. E sono ormai pochi quelli che, come un tempo, li aspettavano con ansia. Reggono, tuttavia, le grandi firme e le catene monomarca di consolidata esperienza, che possono contare su una clientela affezionata.

 

 

 

Per Ginetto Pugliè, inoltre, i politici farebbero  del “terrorismo psicologico” parlando troppo di crisi. “E’ proprio in un momento delicato come questo che occorre far circolare il denaro perché, se è vero che c’è chi non può acquistare, c’è anche un sacco di gente che i soldi ce l’ha ma ha paura di spendere. Il risultato? Lo stallo totale. C’è bisogno di far circolare il denaro altrimenti dalla crisi non si esce ed alla fine gli esodati saranno i commercianti”, afferma. A via delle Baleniere, la nota strada dello shopping lidense, i proprietari di boutique e negozi fino ad oggi hanno lamentato le scarse vendite. Ma sperano in una ripresa proprio grazie ai saldi.

 

 

 

 “Saldi? Ma chi ce l’ha i soldi da spendere per vestiti e maglie? Una volta, forse”, risponde una signora: “adesso non si arriva a fine mese. Bisogna pagare le bollette che aumentano e fare la spesa: lo shopping è un vizio che non mi posso permettere”. “Magari! Mi piacerebbe”, dice un ragazzo: “ma, a parte le scarpe, preferisco spendere per uscire con gli amici a mangiare una pizza”. “Sì, saldi sì”, risponde una giovane: “sto aspettando perché ho visto (e fa il nome di un noto marchio di accessori) una borsa che proprio mi piace. Il 7 luglio vado all’attacco”. Così, tra chi lamenta e commenta la drammaticità del momento, c’è ancora chi sogna l’acquisto dell’oggetto desiderato. E aspetta con impazienza.

 

 

 

 
Autore: Maria Grazia Stella
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