10/08/2016

Ostia, nuovo sequestro di alimenti scaduti: chiuso un negozio etnico

Inserito in: Cronaca
Nuovo blitz dei caschi bianchi in un’attività di via della Stazione del Lido: sequestrati carni, pesce e scatolame vecchi di anni. Secondo gli agenti diretti dal comandante Antonio Di Maggio i prodotti sarebbero acquistati dagli ambulanti per essere rivenduti in spiaggia agli ignari bagnanti

Ostia – Ancora un ingente sequestro di carni, pesce, scatolame tra cui pasta, zucchero, salse, prodotti da forno in uno dei negozi gestiti da stranieri a Ostia. Gli alimenti, scaduti da anni, dopo essere stati sequestrati dagli agenti del X Gruppo Mare e dello Spe, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, sono stati inviati per la distruzione all’isola ecologica dell’Ama, mentre per l’attività commerciale in via della Stazione di Lido centro sono scattati i sigilli.

LE OPERAZIONI - Nuovo blitz dei caschi bianchi nei negozi alimentari etnici presenti nell’area della stazione di Lido centro e nuovo sequestro penale dopo quelli effettuati nella giornata di ieri ad Acilia, nel corso del quale sono state chiuse due attività e sequestrati oltre 900 chili di prodotti scaduti o che recavano false etichette di produzione e di scadenza degli alimenti, e di domenica 7 agosto quando i vigili, dopo aver seguito gli ambulanti abusivi che in spiaggia vendono bombe e ciambelle, bevande, patatine e anche i cosiddetti menù etnici a base di riso al curry e pollo, hanno scoperto che si rifornirebbero presso questi stessi negozi. Oltre a sequestrare due tonnellate di alimenti ‘vecchi’, scaduti da tempo, il cui consumo mette seriamente a repentaglio la salute degli ignari consumatori, gli agenti hanno posto i sigilli a tre attività, una delle quali in pochi giorni è risultata essere stata chiusa tre volte per gravi carenze igienico-sanitarie.

LE INDAGINI – Per i vigili, ‘inquietante’ la scoperta che gli ambulanti si rifornirebbero presso questi minimarket dove sarebbero poste in vendita merci di dubbia provenienza, scadute da anni, ed altrimenti destinate alla distruzione. E’ su questo aspetto che stanno indagando a trecentosessanta gradi per risalire alla filiera e porre fine ad un fenomeno decisamente preoccupante che mette a repentaglio la salute degli ignari bagnanti e del consumatore finale. Il commissario prefettizio del X Municipio, Domenico Vulpiani, informato domenica scorsa dei fatti, ha organizzato una riunione urgente alla quale ha partecipato il comandante Antonio Di Maggio. Le indagini sono tuttora in corso.
 
Autore: Maria Grazia Stella
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