20/02/2018

Ostia, ‘Ferocia’ (fateci smettere questo spettacolo) di scena al Teatro del Lido

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Mercoledì 21 e giovedì 22 febbraio di scena al Teatro del Lido tre storie di donne, tre diverse vite che si incrociano sul palco, acidamente e beffardamente


Ostia – Mercoledì 21 e giovedì 22 febbraio ore 11 di scena al Teatro del Lido di Ostia Ferocia (fateci smettere questo spettacolo) di Betta Cianchini con la regia di Gabriela Eleonori con Lucia Bendia, Betta Cianchini, Elisabetta De Vito assistente alla regia Teodora Mammoliti produzione 369gradi in collaborazione con Teatro Valmisa e con Le Funambole. Tre storie di donne, tre diverse vite che si incrociano sul palco, acidamente e beffardamente. Tre vicende diverse che si identificano in una barbarie “tra le mura poco domestiche”.

Ferocia porta in scena tre storie di donne, tre diverse vite che si incrociano sul palco, acidamente e beffardamente. Una giovane donna innamorata, una professionista alto-borghese e una madre. Tre donne che vogliono raccontarsi, vogliono ricordare e colpire la nostra attenzione. Un arabesco pulsante di “necessità e urgenza di parlare”. Tre vicende diverse che si identificano in una barbarie “tra le mura poco domestiche”.

Il Focus di questo progetto è la condivisione di impegno e partecipazione attiva nella lotta contro il fenomeno del femminicidio e l’obiettivo è portare alla ribalta il problema da un punto di vista troppo spesso ignorato: gli uomini violenti sono stati prima di tutto figli, fratelli, alunni, mariti, compagni e padri; è soprattutto a loro che bisogna parlare; per questo la collaborazione con BeFree e C.A.M. Centro Ascolto Uomini Maltrattanti nella fase di scrittura e per la messa in scena è stata fondamentale. Ferocia è tratto dal Format: “Storie di donne”, un Progetto formativo/performativo ed informativo sulla violenza contro le donne ideato da Betta Cianchini.

“Le storie raccontate sono storie italiane. Ogni storia messa in scena è un puzzle di tante storie. Questo perché mai avrei messo in scena una storia unica, così com’ è. Questo modo di raccontare la crudeltà del fenomeno mi ha sempre permesso di non profanare una vita che già di suo di soprusi e dolorosa profanazione ne era intrisa. Purtroppo il paradigma mentale femminile (e a volte anche maschile) è molto spesso lo stesso. Il sentirsi improvvisamente in un film horror, (lo dicono molto spesso le donne, durante la denuncia) in una gabbia mentale e la paura di uscire dalla stessa.

Quindi l’impotenza e soprattutto l’incapacità di riuscire a raccontare agli altri la verità. Più l’estrazione sociale, culturale ed economica della donna è alta, più il disagio nel raccontarsi è prepotente, potente e invalidante. E più alta è la percentuale delle donne che mettono piede in caserma o in centro antiviolenza e scappano. Ma non si vuole assolutamente intellettualizzare un Progetto che ha per obiettivo quello di trattare il tema e soprattutto di parlare agli uomini attraverso le donne. Normalmente dietro queste “operazioni” c’è il crogiolamento nel dolore “tout court”. Questo sarebbe troppo facile e non servirebbe a nessuno, anzi servirebbe ad allontanare l’attenzione della società civile dal problema. Bisogna parlare con “semplicità emotiva nella narrazione” che è cosa ancor più difficile ma tanto più urgente. E bisogna raccontare queste storie perché “spesso anche quando si denuncia… c’è qualcosa che si inceppa… che non va avanti”. Perché tanti casi di donne uccise nonostante la denuncia?”

Betta Cianchini
Autrice, attrice, dialoghista TV. Dal 2005 è una delle voci di Radio Rock. Vincitrice Premio RadioRai 2 Festival Nazionale di Teatro/Cabaret di Modena (autrice/attrice con Attori di Prosak) Co-autrice ed Attrice del fortunatissimo Format Dignità Autonome di Prostituzione che condivide con Luciano Melchionna (regista dello stesso). Nel 2008 vince il Premio Siae come miglior testo con “La storia di Anya” (il primo monologo italiano ad esser raccontato in una macchina) e il Premio Golden Graal migliore attrice (per la stessa interpretazione di Anya la prostituta slovacca). Vince il Festival DonnaMostraDonna con “Post Partum Lei” che viene presentato anche a Rebibbia femminile. Nel 2007 deposita il Format SpettacoliADomicilio. Grandissimo impatto, da anni, ha avuto il suo Format di Teatro Sociale sul tema della violenza sulle donne: Storie di donne (morte ammazzate) da cui è tratta “Ferocia”.

Gabriela Eleonori Si è diplomata nel 1983 presso il Triennio della Scuola di Recitazione Comunale diretta da Saverio Marconi e nel 1983 è tra i soci fondatori della Compagnia della Rancia, con cui debutta come attrice, prendendo parte a numerosi spettacoli; sempre per Compagnia della Rancia ha collaborato come assistente alla regia dei musicale A ChorusLine, La Cage Aux Folles e Il giorno della tartaruga, tutti diretti da Saverio Marconi. Ha inoltre lavorato con altre compagnie teatrali e ha avuto esperienze cinematografiche al fianco di attori come Valeria Valeri, Paolo Ferrari, Isa Danieli e Andrea Occhipinti. Ha tenuto laboratori di Recitazione presso vari istituti della Provincia di Macerata e corsi di dizione e lettura espressiva presso l’Università di Camerino. Dal 1997 è insegnante di Dizione e Recitazione presso il Centro Teatrale Sangallo diretto da Saverio Marconi. Cura e ha curato le regie di numerosi spettacoli e per il Festival “Opera Aperta” anche diverse regie liriche.

Lucia Bendia
Attrice diplomata al Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dopo aver debuttato con “Il potere sottile” al festival di Venezia inizia a lavorare per quattro stagioni con la Compagnia dei Giovani del Teatro Brancaccio di Roma diretto da Gigi Proietti. Lavora in diverse produzioni televisive di lunga serialità come “Un posto al sole” e in tv movie tra cui “Puccini” di Capitani, “Preferisco il paradiso” di Campiotti e “Vip” di Vanzina. L’ultima lunga produzione è “l’Isola” e la recente uscita nel “Restauratore”. Nel 2014 interpreta “Lettera di una sconosciuta” di Stefan Sweig. A settembre 2015 realizza lo spettacolo dedicato a Valeria Moriconi in collaborazione con Festival Pergolesi Spontini e Fondazione Teatro Pergolesi.

Elisabetta De Vito Si forma artisticamente al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti nel biennio 1983-1985. Inizia il suo percorso da professionista lavorando con Gigi Proietti, Ingrid Thulin, Luigi Magni, Nicola Piovani, Micha Van Hoecke, Gianni Bonagura, Elena Cotta, Ciro Scalera, Paolo Triestino, Nicola Pistoia, i fratelli Vanzina, Gianni Clementi, Edoardo Erba, Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Remo Remotti, Luigi Burruano, Claudio Caligari, Valerio Mastandrea e altri. È impegnata nell’insegnamento al cantiere teatrale di Francesca Reggiani e ha avuto nel 2016 una nomination come migliore attrice non protagonista per il film Non essere cattivo di Claudio Caligari.

369gradi È un organismo di produzione riconosciuto dal MIBACT che sostiene e produce arti performative nell’ambito dell’innovazione, della sperimentazione e della multidisciplinarietà. Il progetto nato sotto la direzione artistica di Valeria Orani è strettamente legato alla costruzione di strategie che permettano sia la crescita e la valorizzazione del talento e della creatività delle formazioni artistiche prodotte, sia la promozione e la diffusione della drammaturgia e delle arti performative italiane contemporanee in Italia e all’estero. Teatro del Lido, via delle Sirene 22, Ostia.
 
Autore: redazione
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