11/07/2014

Ostia antica, al via la mostra ‘Maschere male-dette’ del Toscanaccio

Inserito in: Arte
Sabato luglio l’esposizione nella Sala Riario della chiesa di Sant’Aurea dell’artista Giuseppe Vittorio Scapigliati organizzata dall’associazione Risus

Ostia antica - “Maschere Male-dette” dà il titolo alla mostra di Giuseppe Vittorio Scapigliati, alias Toscanaccio, promossa dall’Associazione Risus con il patrocinio di Roma Capitale-Municipio X, che si terrà sabato 19 luglio dalle ore 10.00 alle 22.00, nella splendida cornice della Sala Riario della Chiesa di Sant'Aura, presso il Borgo Medioevale di Ostia Antica, affrescata dai meravigliosi dipinti di Baldassare Peruzzi.  Un’intensa, caratteristica e provocatoria esposizione artistica attraverso una serie di Maschere che altro non sono che volti, anzi “stravolti” come li definisce l'Artista, espressione di una tormentata ma vissuta vita da genio: “Non maledetti, ma diversi, raccontati male. Il mondo è pieno di questi angeli del male. Gente silenziosa, che non ha voce, sconfitta. Io mi sento uno di loro”. E ancora: “L’Arte non ha niente di Mitico, di Magico, di Morale. Essa è soltanto il grande inganno attraverso il quale l’Uomo si illude di poter percepire l’idea dell’eterno, dell’assoluto, di Dio”.

 

Questo il pensiero dell’artista  nato il 1 aprile 1946 a Piancastagnaio in provincia di Siena e che da oltre 40 anni risiede, lavora, dipinge, scrive e crea a Roma. Tante vicissitudini ed una salute non eccellente gli fanno condurre una vita tormentata “fuori da qualsiasi contesto culturale e politico…fuori dalle mode e dalle pose”. Ma è da questa stessa sofferenza e dal suo anticonformismo che riesce a trovare le energie per creare le sue meravigliose opere: “nel mio deserto infuocato coltivo fiori bellissimi ed è sempre primavera”.  Vive l'arte come una pura ingannevole invenzione ma che soddisfa il suo bisogno di sognare e di pensare che esista uno spazio poetico dove incontrare, parlare, volare e magari perdersi con le altre persone, illudersi di comprendere l’Universo e Dio attraverso opere che spaziano dall'astratto al figurativo, dal classico al disegno puro, dalle installazioni al materico, includendo anche l'assemblaggio e la pittura di manichini, tubi, scatole, valigie e bambole. "Un personaggio poliedrico, caparbio, anticonformista, generoso e affascinante - dice di lui Giuliana Mosca, presidente dell’Associazione Risus nonché curatrice  della mostra - capace di  sognare e di farci sognare, di viaggiare e di farci viaggiare…senza partire mai".  La sua produzione "schizofrenica" nell'ultimo periodo si è concentrata sulla creazione di questi volti “male-detti”, appunto, di gente che non è riuscita a raccontarsi, sconosciuta, ma che esiste. Volti che interpretano la sua idea dell’Arte: “Nuova, Coraggiosa, Vera, impopolare, difficile da comprare, da capire, da guardare…” e  nella quale egli stesso si nasconde, silenzioso, in attesa che Dio lo salvi: “Il male-detto è colui che è innocente e aspetta un Cristo che lo riscatterà. Del valore artistico delle opere, lascio a voi l’ardua sentenza”.

 

 
Autore: Maria Grazia Stella
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