06/12/2016

Ostia, amore&Co al Teatro del Lido

Inserito in: Teatro
Lui e Leila in scena mercoledì 7 allo stabile di via delle Sirene. Venerdì 9 e sabato 10 dicembre Birre e rivelazioni, domenica 11 e lunedì 12 Gino Bartali, eroe silenzioso

Ostia – Al Teatro del Lido di Ostia di scena spettacoli per tutti i ‘gusti’ e le età. Mercoledì 7 dicembre ore 21 il Territorio Narrante presenta Lui e Leila di Claudio Morici e Daniele Parisi con Claudio Morici. Ingresso gratuito. Una storia d’amore nell’era globale. Si evolvono gli strumenti di comunicazione, maturano gli esseri umani, ma i sentimenti restano sempre drammaticamente incomprensibili. Diego ama Leila. Leila non lo sa.

C’è chi dice che l’amore a nove anni è una materia difficile da comprendere. Non certo per Diego, come dimostrano le note sul registro e i piccoli, ma eroici, gesti di vandalismo per dimostrare il suo sentimento. Siamo negli anni ’80 e si parla d’amore su bigliettini lanciati tra i banchi. I due si incontrano nuovamente a liceo. Diego ama Leila. E Leila non lo sa. Il finto braccio ingessato e la mitomania di Diego non sembrano essere lo strumento migliore per conquistare il suo cuore. Negli anni Novanta lunghe telefonate, scritte sui muri e messaggi nei bagni di scuola. Passano ancora gli anni, i due andranno all’università (dove si scambiano email), poi entreranno nel mondo del lavoro (e delle chat), diventeranno adulti con Facebook, invecchieranno. Cambia la società ma non cambia l’amore di Diego. E l’incertezza di Leila.

Venerdì 9 e sabato 10 dicembre ore 21 Teatri Uniti presenta Birre e rivelazioni scritto e diretto da Tony Laudadio con Andrea Renzi e Tony Laudadio direzione tecnica Lello Becchimanzi suono Daghi Rondanini scene e costumi Barbara Bessi Due personaggi in scena e uno continuamente evocato che non compare mai. Nell’arco di otto birre si scoprirà che ciò che si crede di conoscere degli altri, di chiunque ma persino del proprio figlio, è il vero mistero. Birre e rivelazioni è un testo con due personaggi in scena e uno continuamente evocato che non compare mai. Il protagonista è quest’ultimo.

La sua assenza sulla scena, illumina tutto il testo: il figlio, il giovane, la nuova generazione, con i suoi problemi, i suoi turbamenti, le scelte da compiere, la scoperta dei propri anfratti remoti. È per loro, d’altronde, per le nuove generazioni, che gli adulti lavorano, si impegnano, esistono. Ma possono poi gli adulti, i padri, i professori, gli uomini responsabili, avere anche una loro autonomia, un’esistenza individuale, una vita sessuale? E i loro lati oscuri, il pensiero torbido, il dubbio, quanto inficiano il ruolo funzionale? Non c’è altro: personaggi e dialoghi, quindi attori, questo è quanto.

Domenica 11 dicembre ore 18 e lunedì 12 ore 9.30 e 11.30 in scena Gino Bartali eroe silenzioso con Federica Molteni regia Carmen Pellegrinelli scenografia Michele Eynard foto di scena Andrea Crupi – Spazio CAM produzione Luna e GNAC Teatro con il sostegno di Edizioni Coccole Books dagli 11 anni Uno spettacolo per parlare dell’Italia e degli italiani al tempo del fascismo. Per raccontare la vita di un campione, ma soprattutto di un uomo che ha scelto da che parte stare. “Le medaglie sportive te le attaccano sulle maglie e poi splenderanno in qualche museo. Quelle guadagnate nel fare il bene si attaccano sull’anima e splenderanno altrove”. Gino Bartali Nel 2013 Gino Bartali è stato dichiarato ‘Giusto tra le nazioni’ dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’Olocausto, per aver salvato centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Gino Bartali, a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30. Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. Ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo. Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa. Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso. Teatro del Lido, via delle Sirene 22, Ostia.
 
Autore: redazione
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