17/11/2009

MONICA PICCA DELEGATA PER IL PROGETTO EDA PER IL XIII MUNICIPIO

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Monica Picca

È Monica Picca la delegata Eda (progetto di educazione permanente adulti) del presidente del municipio XIII, Giacomi Vizzani. Lo ha ufficializzato lo stesso Vizzani nel corso della presentazione del progetto del Comune di Roma che vede il municipio lidense ancora una volta in primo piano. La neo delegata Picca nel corso del suo intervento, ha ricordato come questa iniziativa abbia due fondamenti importanti “il primo - ha detto il consigliere Pdl - è quello dell’Unione Europea che sancisce il diritto allo studio per tutti, senza distinzioni di età. Un concetto ripreso peraltro anche dalla conferenza di Lisbona e che l’amministrazione capitolina ha fatto suo approntando un elaborato destinato a quanti, nel corso della loro vita, non hanno avuto la possibilità di portare a termine gli studi come avrebbero voluto. Ecco allora che con l’Eda – prosegue Monica Picca – questo è possibile e, inoltre, avremo modo di unire le sinergie del territorio e quindi le politiche economiche, l’associazionismo e l’istituzione scolastica così da creare un tuttuno a vantaggio dei cittadini. In questo modo - ha concluso Picca - avremo una rete uniformata per l’eventuale reinserimento dei frequentatori del progetto”.Il presidente Vizzani ha sottolineato la validità del progetto e l’importanza della formazione, sostanza insostituibile per l’essere umano”. Alla presentazione della branca lidense del progetto Eda, erano presenti Gianna Nicoletti e della coordinatrice responsabile Eda del comitato locale 6 del municipio XIII, Anna Campati. Il sistema cittadino Eda si basa sull’azione di 8 Comitati locali che operano sulla base di accordi intermunicipali per attuare leindicazioni europee in materia di istruzione e formazione permanente. I Comitati locali sono stati costituiti nel mese di marzo 2009 all’interno dei 19 municipi della Capitale e sono formati da tutti gli organismi territoriali che si occupano di Educazione permanente come ad esempio: centri territoriali, diformazione professionale, scuole superiori, centri di orientamento al lavoro, biblioteche, associazioni senza scopo di lucro, università popolari, parti sociali e datoriali. Tra le azioni che i comitati sono chiamati a svolgere: le analisi dei bisogni formativi del territorio e del rapporto tra domanda e offerta di formazione; informazione, diffusione e sensibilizzazione sulle attività di formazione; creazione di servizi integrati territoriali di accoglienza e primo orientamento (sportelli); promozione di interventi finalizzati all’acquisizione delle conoscenze e competenze per l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva; formazione degli operatori delle istituzioni e degli organismi che partecipano ai comitati locali.

 
Autore: Nino Villani
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