21/03/2012

Associazione nazionale polizia di Stato, Tommasi: ' Fiumicino ha paura'

Inserito in: Cronaca
21/03/2012 Tommasi: "E' incredibile ma la criminalità ha compiuto il sorpasso sulla disoccupazione in cima alle preoccupazioni dei cittadini del comune di Fiumicino".

Un'immagine della polizia

Fiumicino - "E' incredibile ma la criminalità ha compiuto il sorpasso sulla disoccupazione in cima alle preoccupazioni dei cittadini del comune di Fiumicino

FIUMICINO HA PAURA

Tornare stanchi dal lavoro o rilassati da una vacanza e trovare casa devastata.- Uscire dal portone per andare a lavorare e non trovare più l’autovettura nel parcheggio della sera prima.- Essere assaliti per strada per un portafoglio o un telefono cellulare.


Svegliarsi la mattina con l’amara sorpresa di non trovare più gli oggetti preziosi che la sera prima avevamo lasciato sul comodino al fianco del nostro letto, asportati da ignoti ladri che notte tempo sono penetrati all’interno della nostra abitazione.- Attraversare sulle strisce pedonali ed essere investito da un’autovettura priva di assicurazione condotta da un extracomunitario privo del regolare permesso di soggiorno.


Essere costretti ad accettare proposte “assicurative” all’interno del proprio negozio per non vederlo bruciato.- Subire la sopraffazione e le continue angherie di bande minorili che scorazzano impunemente libere tra le strade del nostro comune.- Essere rapinati all'interno della propria abitazione mentre stai riposando nel tuo letto insieme a tua moglie, cn la costante paura che i due criminali non si accontentino del contante e degli oggetti in oro ma possano violentare tua moglie.- Non sono solo ipotesi, ma fatti concreti realmente accaduti ed è questo l’incubo dei cittadini del comune di Fiumicino, il terzo in grandezza territoriale in tutta Italia, la paura che fa novanta più della povertà sociale, più dell’essere senza lavoro.

La criminalità ha compiuto il sorpasso storico sulla disoccupazione nell’hit parade delle preoccupazioni del cittadino “fiumicinese”.- La sicurezza è il tema più sentito, da tutti, ma si presenta in forme e urgenze diverse, chiede risposte variegate da cittadino e cittadino, misurate non solo sul tasso di criminalità ma sul sentimento sociale.- Dalla generale richiesta di sicurezza degli ultimi anni, nei quali la criminalità è stata, come paura, seconda solo a quella della disoccupazione, oggi si passa a una richiesta diversificata sul territorio.


L’interesse e la preoccupazione si concentrano sul particolare, sul controllo geografico di appartenenza che coinvolge certamente maggiormente.- Un sintomo molto evidente: preoccupa più la microcriminalità della grande criminalità.- Eminenti personaggi, grazie ad una certa stampa, che potrei definire compiacente, non perdono occasione per cercare di convincere l’opinione pubblica che i reati sono in forte calo, che la criminalità è sotto controllo e che, soprattutto, le Forze di Polizia stanno sviluppando il massimo dell’efficienza perfettamente coordinate tra loro.


Le statistiche attestano che la microcriminalità è diminuita, che i quartieri costieri sono più sicuri, che la qualità della vita è migliorata.- La verità è che assistiamo ad un forte calo delle denunce dei reati da parte dei cittadini, sempre più sfiduciati e rassegnati, i quali formalizzano l’atto di denuncia quasi esclusivamente per motivi assicurativi.- Questo è un segnale negativo per la Polizia di Stato e per le forze dell’Ordine in generale, insieme impegnati a prestare servizio con abnegazione e grande senso del dovere.- E’ chiaro quindi che l’urgente problema della sicurezza è male affrontato.- Non si vuole capire che non è possibile far fronte all’emergenza criminale con saltuari e spettacolari “blitz”, magari a volte suggeriti da abili criminali, i quali con tali “soffiate”, si liberano le zone di commercio da “concorrenze”.- In tali circostanze i poliziotti vengono quindi utilizzati e sottoposti ad inutili stress psico-fisici, lasciando subito dopo il territorio del tutto sguarnito; una prassi ormai consuetudinaria, che non produce in alcun modo risultati apprezzabili che possono discendere solo dalla adeguata programmazione della presenza sul territorio, da politiche locali costanti mirate alla prevenzione, all’intelligence, attraverso una ottima repressione.- I sintomi della mancanza di polso nella repressione del crimine sono rappresentati dalla decorrenza dei termini di custodia cautelare, da pene raramente scontate fino all’ultimo giorno, da leggi non adeguate che consentono facili scappatoie e da condanne inadeguate.


Quello che non si vuole comprendere è che non sono necessarie astruse formule, ma sarebbe invece opportuno cercare di far funzionare meglio “le forze in campo”, fornendo loro mezzi ed attrezzature adeguate, unificando le forze, disponendole in maniera più ottimale, cercando quindi di dare potenzialità e funzionalità completa a tutti i Commissariati, che rappresentano l’essenza, l’anima della Polizia e che dovrebbero avere pari dignità, ed essere dotati di dirigenti esperti, personale adeguatamente motivato, strutture efficienti e con tutte le attrezzature necessarie.- Questa semplice ricetta potrebbe essere la maniera giusta per offrire sicurezza e certezza a cittadini, dando finalmente una forte risposta alla criminalità!.


Non è possibile combattere il crimine pensando solo virtualmente ad un coordinamento delle forze di Polizia mai realizzato, alle proposte di unificazione delle cinque forze di Polizia, mai preso seriamente in considerazione oppure, cosa ancora più grave, alla mancanza della certezza della pena, negata da leggi permissive, a garantismi esasperati, alla carenza di organici della Magistratura.- Non è possibile continuare ad ignorare il drammatico aumento dei disoccupati, ai quali si è voluto far perdere ogni fiducia nelle Istituzioni, nelle regole democratiche, ogni speranza, buttandoli nelle braccia delle varie organizzazioni criminali, i tantissimi minori che evadono l’obbligo scolastico, che, nell’indifferenza generale, sono obbligati al lavoro nero, ad una vita di sfruttamento e di emarginazione, uguale a quella destinata all’esercito di cittadini extracomunitari clandestini!.


A questi drammatici problemi, che gravano sui cittadini dell’hinterland romano, occorre dare risposte chiare e certe, a partire da una seria politica locale di sviluppo, negata proprio dalle varie opposizioni e da alcuni guru della finanza, che stanno strangolando il territorio e la sua economia.- La propagandistica iniziativa del Poliziotto di Quartiere, che potrebbe garantire un forte impulso alla lotta alla malavita, grazie ad una organica presenza, ad una adeguata e specifica conoscenza del territorio, ad un grande senso del dovere e dell’etica professionale di agenti instancabili, che continueranno a sacrificarsi nelle ”difficili” zone abitative, a nostro parere, non potrà sortire alcun effetto positivo, anzi, per il momento, deleterio per alcuni aspetti per gli stessi operatori di polizia, costretti giornalmente a fare i conti principalmente con la carenza dei mezzi a disposizione, quando dall’altra parte il nemico da combattere, la criminalità, si trasforma in holding, in società sofisticate dotate di strumenti all’avanguardia.


Si è parlato molto anche del piantonamento degli agenti di Polizia in prossimità delle scuole, per cercare di arginare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti e della pedofilia, per evitare gli adescamenti dei nostri figli.- E’ giusto, ma non è mai stato chiarito da quale cilindro magico verrebbe fuori il personale necessario, impegnato come al solito all’effettuazione di inutili scorte o servizi di ordine pubblico.- Ed è così che noi dell'associazione nazionale della polizia di Stato abbiamo deciso di metterci in discussione offrendo i nostri servizi volontari al servizio della cittadinanza tutta all'unico fine di migliore lo status di tutti noi cittadini, non solo evidenziando le problematiche ma soprattutto offrendo varie valide possibilità risolutive.- Unitevi a noi e renderti artefice del futuro di tutti noi, perchè la vita va dove tutti noi vogliamo." Lo dichiara in una lettera aperta  il Dirigente Sindacale - Consigliere Provinciale S.A.P. - Consigliere A.N.P.S. Antonello Tommasi. 

 

 

 
Autore: Veronica Polini
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