Dramma nel tardo pomeriggio: un ragazzo di 26 anni è morto dopo essere stato travolto da un treno regionale. Indagini in corso per chiarire la dinamica. L’episodio riaccende l’attenzione sul disagio giovanile e sulla necessità di ascolto e prevenzione

Civitavecchia (Rm) – Un silenzio improvviso, rotto dalle sirene dei soccorsi, ha avvolto nel tardo pomeriggio di lunedì 26 gennaio la stazione ferroviaria di Civitavecchia. Intorno alle ore 18 si è consumata una tragedia che ha scosso l’intera comunità: un giovane è caduto sui binari ed è stato travolto da un treno in transito, perdendo la vita.

I soccorsi e l’intervento delle autorità

Tra i primi a intervenire i vigili del fuoco di Civitavecchia, allertati per un soccorso a persona all’interno dello scalo ferroviario. Sul posto è giunto anche il personale sanitario del 118, ma per il ragazzo non c’era ormai più nulla da fare: il medico ha potuto soltanto constatarne il decesso.

La vittima è stata identificata come Andrea Minervino, 26 anni. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il giovane sarebbe caduto dalla banchina del terzo binario finendo sotto il treno regionale 4511 Grosseto–Roma, diretto verso la Capitale.

Binari chiusi e traffico ferroviario sospeso

Per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi, il secondo e il terzo binario sono stati immediatamente chiusi al traffico. La circolazione ferroviaria lungo la linea è stata sospesa per diverse ore, con inevitabili disagi e rallentamenti sia per i treni regionali sia per quelli a lunga percorrenza.

Sul posto è intervenuto anche il personale della Polizia Ferroviaria, incaricato di effettuare gli accertamenti necessari a chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Un dolore che interroga la comunità

Le circostanze della tragedia sono ancora oggetto di indagine. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella di un gesto volontario, che – se confermata – riporterebbe drammaticamente al centro il tema del disagio giovanile, spesso silenzioso e difficile da intercettare.

Un dolore che va oltre il fatto di cronaca e che interroga la comunità tutta: famiglie, istituzioni, scuola e servizi sociali. Episodi come questo ricordano quanto sia fondamentale non lasciare soli i più giovani, offrire spazi di ascolto, sostegno e prevenzione, prima che il disagio diventi irreversibile.

Indagini in corso

Le autorità competenti proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto. Nel frattempo, Civitavecchia si stringe in un silenzioso cordoglio, segnato dallo sgomento e da una domanda che resta sospesa: come riconoscere, in tempo, il dolore di chi fatica a chiedere aiuto.