Non ce l’ha fatta l’uomo senza dimora rimasto gravemente ferito nel rogo del 25 aprile in un’area verde di Torrino Nord. Deceduto all’ospedale Sant’Eugenio dopo tre giorni di agonia. Indagini in corso sulle cause dell’incendio

Roma - Si è spento dopo tre giorni di lotta tra la vita e la morte il 62enne italiano, senza fissa dimora, rimasto gravemente ustionato nell’incendio della sua roulotte.

L’uomo è deceduto nella serata del 28 aprile all’ospedale Sant’Eugenio, dove era stato ricoverato in condizioni disperate con ustioni di terzo grado su gran parte del corpo.

Un epilogo drammatico che chiude una vicenda iniziata nella tarda serata del 25 aprile e che ha profondamente colpito il quadrante sud della Capitale.

Il rogo nella notte del 25 aprile

L’incendio era divampato intorno alle 22.30 in un’area verde nei pressi di viale dell’Oceano Indiano, nel quartiere Torrino Nord.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero state innescate dal malfunzionamento di un fornello a gas utilizzato dall’uomo per cucinare all’interno della roulotte.

In pochi istanti il mezzo è stato avvolto dal fuoco, trasformandosi in una trappola mortale.

Il tentativo disperato di salvarlo

A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, tra i primi a notare il rogo.

Nel tentativo di salvare l’uomo, hanno aperto la porta della roulotte riuscendo a estrarlo dalle fiamme, prima dell’arrivo dei soccorsi. Un gesto istintivo e coraggioso che, tuttavia, non è bastato a evitare il peggio.

I soccorsi e la corsa in ospedale

Sul posto sono intervenuti rapidamente i sanitari del 118, che hanno trasportato il ferito in codice rosso al Sant’Eugenio.

Contestualmente sono arrivati i carabinieri della Compagnia Roma Eur e della stazione locale, insieme ai vigili del fuoco, che hanno domato l’incendio e messo in sicurezza l’area.

La roulotte distrutta e le indagini

Della roulotte non è rimasto che un ammasso di lamiere annerite.

I rilievi sono stati affidati ai militari del Nucleo Investigativo di Roma, che hanno posto il mezzo sotto sequestro per accertare con precisione le cause dell’incendio.

La pista del guasto al fornello resta al momento la più accreditata, ma gli accertamenti proseguono.