Maxi intervento di Polizia Locale, Nas e servizi sociali nel quadrante est della Capitale. La struttura per anziani è stata chiusa per assenza dei titoli autorizzativi previsti dalla normativa. Garantita assistenza sanitaria, psicologica e sociale agli ospiti durante le operazioni di trasferimento

Roma - Una lunga giornata di interventi, trasferimenti e assistenza per mettere al sicuro 24 anziani ospitati in una struttura risultata priva delle necessarie autorizzazioni. A Torre Maura si è conclusa con la chiusura della casa di riposo “Casa Carlotta” un’operazione complessa coordinata da Roma Capitale e dalle forze dell’ordine, svolta sotto il segno della tutela delle persone fragili.

Le attività, iniziate martedì 12 maggio e proseguite per tutta la giornata di mercoledì 13 maggio, hanno dato esecuzione alla determinazione dirigenziale emessa dal Municipio VI di Roma Capitale, che ha disposto la chiusura della struttura a causa della mancanza dei titoli autorizzativi richiesti dalla normativa vigente per l’assistenza agli anziani.

Un intervento complesso con 70 operatori coinvolti

L’operazione è stata condotta dagli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale con un dispiegamento significativo di uomini e mezzi.
Circa 70 unità operative hanno preso parte alle attività, coinvolgendo l’Unità SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale), il GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana), il VI Gruppo Torri e il reparto specializzato del NAE, il Nucleo Assistenza Emarginati.

Accanto alla Polizia Locale hanno operato anche il NAS Carabinieri, i servizi sociali e il Dipartimento Politiche Sociali e Salute di Roma Capitale.
Un’azione interistituzionale costruita per affrontare contemporaneamente gli aspetti amministrativi, sanitari e assistenziali legati alla chiusura della struttura.

La priorità: proteggere gli anziani ospiti

Fin dalle prime fasi dell’intervento, il focus delle operazioni è stato rivolto alla tutela degli anziani presenti nella struttura.
Secondo quanto riferito dalle istituzioni coinvolte, ogni attività è stata svolta garantendo assistenza sanitaria, psicologica e sociale continua agli ospiti, considerati soggetti particolarmente vulnerabili.
Gli operatori hanno mantenuto un dialogo costante con gli anziani, accompagnandoli durante tutte le fasi del trasferimento e cercando di ridurre il più possibile il disagio emotivo legato allo spostamento improvviso.

Alcuni ospiti accolti dalle famiglie, altri trasferiti in strutture idonee

All’interno di Casa Carlotta erano presenti 24 anziani.
Una parte degli ospiti è stata presa in carico direttamente dai familiari, mentre gli altri sono stati trasferiti in strutture individuate dai servizi sociali di Roma Capitale attraverso procedure di emergenza attivate per garantire continuità assistenziale e condizioni adeguate di accoglienza.
Due persone, invece, sono state affidate alle cure ospedaliere per ulteriori controlli clinici e assistenza sanitaria specialistica.
Le autorità hanno sottolineato come tutti i trasferimenti siano stati effettuati nel rispetto della dignità e del benessere degli anziani coinvolti.

Scattano i sigilli e il sequestro preventivo

Al termine delle operazioni, la struttura è stata sottoposta a sequestro preventivo su disposizione della Procura della Repubblica di Roma.
Gli agenti hanno quindi proceduto all’apposizione dei sigilli, chiudendo definitivamente la struttura nell’ambito del provvedimento giudiziario collegato alle irregolarità riscontrate.

Il tema delle strutture per anziani e dei controlli

La vicenda di Casa Carlotta riporta al centro il tema della sicurezza e della regolarità delle strutture destinate all’assistenza delle persone anziane.
Le istituzioni coinvolte hanno ricordato come il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa rappresenti un elemento fondamentale per garantire qualità dei servizi, sicurezza sanitaria e tutela dei diritti delle persone fragili.
La presenza di autorizzazioni, controlli sanitari e standard assistenziali adeguati non viene considerata soltanto un adempimento burocratico, ma una garanzia concreta per gli ospiti e le loro famiglie.

Un intervento tra legalità e assistenza umana

Accanto all’aspetto amministrativo e giudiziario, le operazioni di Torre Maura hanno avuto anche una forte dimensione umana.

Operatori sociali, agenti e personale sanitario hanno accompagnato gli anziani durante tutte le fasi del trasferimento, cercando di contenere paure, disorientamento e difficoltà emotive inevitabilmente legate alla chiusura della struttura.

Un intervento delicato, nel quale la legalità si è intrecciata con la necessità di proteggere persone fragili e garantire continuità assistenziale in un momento particolarmente complesso per gli ospiti coinvolti.