Maxi operazione coordinata dalla Procura di Rieti: sequestrata una struttura dove centinaia di cani vivevano in condizioni drammatiche. La garante Patrizia Prestipino: “Immagini che non dimenticheremo. Ora avanti senza tregua contro i maltrattamenti”

Ponzano Romano (Rm) - Un’operazione complessa, maturata dopo mesi di denunce e segnalazioni, ha portato al sequestro di un canile abusivo a Ponzano Romano.

L’intervento, coordinato dalla Procura di Rieti e condotto con il supporto dei Carabinieri Forestali, della polizia della Città Metropolitana e delle autorità sanitarie, ha permesso di mettere in salvo circa 200 Siberian Husky su un totale di 240 presenti nella struttura.

Un’azione che segna un punto di svolta in una vicenda che da tempo aveva acceso l’attenzione di cittadini e associazioni animaliste.

Le condizioni shock: “cani malnutriti e rassegnati”

A emergere è un quadro drammatico.

“Per anni sono arrivate segnalazioni su degrado, condizioni sanitarie pietose e carenza di cibo e acqua”, racconta la garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino.

Le immagini trovate all’interno della struttura parlano di animali denutriti, feriti e in stato di evidente sofferenza. “La cosa più dolorosa – aggiunge – è stata la loro rassegnazione”.

Il lavoro di squadra: istituzioni e volontari

Determinante è stato il lavoro congiunto tra istituzioni e mondo del volontariato.

Prestipino sottolinea il ruolo della Procura di Rieti, guidata dal procuratore Auriemma, e l’impegno dei Carabinieri Forestali, coordinati dal colonnello Dario Burattini, insieme alla Compagnia di Monterotondo.

Fondamentale anche il contributo della Asl Rm4, delle guardie zoofile e delle numerose associazioni impegnate nella tutela degli animali, protagoniste di una vera e propria operazione di salvataggio.

Il recupero degli animali: cure e nuove prospettive

Dopo il sequestro, i cani sono stati trasferiti in strutture idonee dove riceveranno cure veterinarie e assistenza.

Per i circa 40 esemplari ancora presenti nella struttura, sono già in corso le procedure per il trasferimento e la messa in sicurezza.

Un passaggio fondamentale per restituire dignità a animali che per troppo tempo hanno vissuto in condizioni inaccettabili.

Una battaglia che continua

Il blitz rappresenta un risultato importante, ma non un punto di arrivo.

“La tutela degli animali non può conoscere indifferenza – conclude Prestipino –. Oggi abbiamo fatto un passo avanti, ma la lotta contro il degrado e i maltrattamenti deve continuare ogni giorno”.

Una vicenda che riaccende i riflettori sul fenomeno degli allevamenti abusivi e sulla necessità di controlli costanti, per evitare che simili situazioni possano ripetersi.