Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d'Italia nel Municipio Roma X, sollecita chiarimenti e interventi sulla gestione della spiaggia libera di Punta Ovest, chiedendo il ripristino dei servizi essenziali e maggiori garanzie per la sicurezza dei bagnanti

Ostia - «L’assessore capitolino Tobia Zevi viene a Ostia per partecipare agli incontri promossi dai Giovani Democratici e raccontare la nuova visione delle spiagge, il Piano di utilizzazione degli arenili (PUA) e il futuro Parco del Mare. È legittimo discutere dei progetti per il futuro, ma non si può ignorare ciò che sta accadendo oggi sulle spiagge pubbliche del territorio».

Lo dichiara Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio del Municipio Roma X, intervenendo nuovamente sulle condizioni della spiaggia libera Punta Ovest, sul lungomare Amerigo Vespucci a Ostia.

Nei giorni scorsi, durante un incontro pubblico promosso dai Giovani Democratici del Municipio X presso il Marabù, gli assessori capitolini Tobia Zevi e Maurizio Veloccia hanno illustrato la nuova visione dell’Amministrazione per il litorale, soffermandosi sul Piano di utilizzazione degli arenili e sul progetto del Parco del Mare.

«Non contestiamo il confronto con i cittadini e con le forze politiche – prosegue Conforzi – ma troviamo singolare che l’assessore Zevi riesca a trovare il tempo per parlare dell’Ostia che verrà e non senta invece il dovere di intervenire pubblicamente su una situazione concreta, urgente e potenzialmente pericolosa come quella di Punta Ovest».

La spiaggia, nonostante la piena stagione balneare e la presenza quotidiana di famiglie, bambini, anziani e turisti, è stata segnalata per la mancanza del servizio di assistenza e salvataggio, l’assenza o l’inadeguatezza della cartellonistica informativa, la carenza dei servizi igienici e le criticità relative alla pulizia e alla fruizione dell’arenile.

La vicenda ha assunto anche un rilievo istituzionale. Con una nota del 21 luglio 2026, la Prefettura di Roma ha chiesto al Municipio Roma X di fornire informazioni aggiornate proprio sull’assenza del servizio di salvataggio e sulla mancanza di un’adeguata cartellonistica rivolta ai bagnanti.

Il Municipio ha successivamente trasmesso la pratica alla struttura centrale di Roma Capitale competente sul litorale, ricordando che la gestione e l’amministrazione delle spiagge capitoline non dipendono più direttamente dal Municipio, ma dalla Direzione capitolina competente in materia di litorale e patrimonio.

«A questo punto – sottolinea Conforzi – non sono più ammissibili rimpalli tra Municipio, Dipartimento e Assessorato. Le competenze sono state chiaramente individuate e fanno capo alle strutture centrali di Roma Capitale. L’assessore Zevi, che ha la responsabilità politica del settore, deve dire con chiarezza chi sta gestendo Punta Ovest, chi deve garantire il bagnino, chi deve assicurare la pulizia e quali provvedimenti siano stati adottati».

«Il Campidoglio presenta il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili come una svolta storica, con più spiagge libere, nuovi accessi al mare, concessioni pluriennali e maggiori servizi. Ma la credibilità di un nuovo modello non si misura soltanto attraverso i convegni, le conferenze e le dichiarazioni pubbliche. Si misura soprattutto nella capacità di garantire, già oggi, sicurezza, pulizia e servizi essenziali sulle spiagge esistenti». Il PUA, approvato dall’Assemblea capitolina, prevede infatti un incremento delle spiagge libere, nuovi varchi pubblici e regole più stringenti per il litorale.

Conforzi ha quindi inviato un nuovo sollecito agli uffici capitolini competenti, chiedendo un sopralluogo urgente e congiunto, l’individuazione del soggetto responsabile della gestione della spiaggia e il ripristino immediato del servizio di assistenza e salvataggio.

Nella richiesta viene inoltre sollecitata l’installazione di una cartellonistica multilingue, presso tutti gli accessi e nei punti maggiormente visibili dell’arenile, che informi chiaramente i cittadini dell’eventuale assenza del bagnino e dei rischi connessi alla balneazione.

«Chiediamo inoltre di sapere se Punta Ovest sia ancora classificata come spiaggia libera con servizi, se esista un affidamento in corso, se il gestore sia stato formalmente contestato e quali misure sostitutive siano state predisposte dal Comune. La presenza di strutture sequestrate o chiuse non può trasformarsi nell’alibi per abbandonare l’intera spiaggia e lasciare i bagnanti senza assistenza».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha chiesto anche il ripristino dei servizi igienici, della pulizia regolare dell’arenile, della raccolta dei rifiuti, delle passerelle e dei percorsi accessibili alle persone con disabilità.

«Da Zevi non pretendiamo nuove promesse né altre presentazioni sul lungomare del futuro. Chiediamo una risposta semplice: quando tornerà il bagnino a Punta Ovest e chi si assumerà la responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini fino a quel momento?».

«Non basta annunciare il superamento del “lungomuro”, parlare di spiagge innovative, accessibilità e rigenerazione del litorale. Se davanti a una spiaggia pubblica priva dei servizi essenziali l’Assessorato non interviene e non fornisce risposte, il rischio è che la trasformazione di Ostia resti soprattutto un racconto».

«L’assessore Zevi venga pure a Ostia per confrontarsi con i giovani del suo partito e illustrare i progetti dell’Amministrazione. Ma trovi anche il tempo per recarsi a Punta Ovest, verificare direttamente le condizioni della spiaggia e spiegare ai cittadini cosa intenda fare. Prima dell’Ostia del 2027 e del 2028, bisogna occuparsi dell’Ostia dell’estate 2026».