I balneari del mare di Roma propongono la loro visione per il lungomare di levante: Ostia come Copacabana. E non è una provocazione.

Ostia - Ostia come Miami ma anche come Copacabana. La visione 'futuristica' del Coordinamento Balneari di Ostia presentata oggi alla stampa, porta lontano, in tutti i sensi.

Il Coordinamento Balneari, composto da Sib (Sindacato italiano balneari), Fiba (Federazione italiana imprese balneari) e Federbalneari Roma che negli ultimi anni è al centro dell'attenzione, e delle polemiche, ha voluto lanciare il proprio progetto per una nuova idea di waterfront per Ostia levante, per il mare di Roma, denunciando intanto la “mancanza di un piano di sviluppo turistico complessivo, fermo restando la necessità delle azioni per la legalità”, secondo il coordinamento dei balneari e le associazioni di categoria, fondamentali per far ripartire il territorio.

"Non ci si può nascondere dietro a problemi economici o burocratici se davvero si vuole pensare a Ostia come città turistica e al mare come asset strategico per la città di Roma – ha spiegato il presidente del Coordinamento, Massimo Muzzarelli - Il recente progetto del Parco del Mare va senz'altro in questa direzione, ma la mancanza di connessione con il Pua (Piano di Utilizzo degli Arenili) e della definizione di un Piano del Ricettivo mostrano proprio la mancanza della determinazione che oggi è strategicamente necessaria". Ha esordito così il presidente della Federbalneari di Roma, Massimo Muzzarelli, illustrando 'Ostia, Instead', la proposta del Coordinamento balneari per ridefinire, intanto, il litorale di Levante.

Il 'sogno': una spiaggia di 4 chilometri collegata da una passeggiata

“La proposta si articola sulla porzione di costa che va dal litorale di Levante, precisamente dal Canale dei Pescatori, fino al confine con la Riserva Presidenziale e Capocotta. Su questo tratto, che si estende per circa quattro km, la Regione Lazio sta elaborando il progetto per le opere di difesa della costa in un tratto in cui manca e che, almeno per la prima metà, oggi è quasi completamente eroso. Le opere di difesa constano di una barriera soffolta con una sommergenza di circa 1,5 mt, posizionata ad una distanza di circa 300 mt dalla spiaggia emersa che verrà ricostruita con un intervento di ripascimento già previsto. La barriera dovrà essere posizionata a distanza tale da trattenere al proprio interno il materiale sabbioso trasportato dai litorali a monte e, ferma restando la distanza dei 300 mt, ci consente di aumentare la profondità delle spiagge ricostruite di circa 100 metri; quindi oltre alla storica estensione delle concessioni demaniali si crea l'opportunità di realizzare una passeggiata davanti agli attuali stabilimenti balneari, che andrebbe dal Canale fino alla fine del lungomare Vespucci, avendo lato mare una spiaggia totalmente libera lunga 4 km per una profondità di almeno 100 mt”.

Proprio da questi numeri la suggestione di Copacabana: “Stiamo parlando della stessa estensione di una delle spiagge più famose del mondo: Copacabana! Non si vuole scimmiottare nulla, ma il parallelo in termini di discussione si può anche sostanziare”, continua il presidente. E poi continua: “Forse Roma potrebbe indire un concorso internazionale? La spiaggia prospicente dovrebbe finalmente inverare la aspettativa di una spiaggia completamente libera lasciata alla pubblica fruizione che andrebbe ad integrarsi ed interagire con il Parco del Mare. Su questa verrebbe applicato un modello di salvamento collettivo che, svincolando l’Assistente Bagnanti dallo stabilimento balneare, prevede una postazione ogni 150 mt (ca 30) collegate tra loro via radio ed posizionata su torretta eventualmente coadiuvate da un mezzo nautico. Il sistema di salvamento può prevedere un superiore coordinamento con la Guardia Costiera, anche in funzione SAR (Search and Rescue). Anche qui un altro parallelismo con un’altra immagine iconica questa volta con la spiaggia, quella di Miami dove si trovano multicolori Life Guard tower e dove, nel 2017 Greater Miami Convention & Visitors Bureau ha dato per l’ammodernamento del loro design l’ incarrico al l’Arch. William Lane Ancora, forse Roma potrebbe indire un concorso tra architetti/artisti per la loro realizzazione?".

“La spiaggia inclusiva più grande del mondo”

“Un tema invece originale riguarda l’inclusività. La passeggiata è completamente priva di barriere architettoniche attrezzabile anche per Ipovedenti ed Ipoacusici, con percorsi perpendicolari dalla passeggiata principale fino al mare, dove in corrispondenza delle torrette Lifeguard verrebbero posizionati impianti Sea per l’ingresso autonomo in acqua di disabili e ci saranno spazi nelle zone di maggior calma per persone affette da DSA (Disturbi dello Spettro Autistico) - spiega Muzzarelli - Ed ancora, forse Roma potrebbe avere la più grande spiaggia totalmente inclusiva a livello mondiale?

La barriera come passeggiata e onda artificiale per gli sport d'acqua

"Per concludere sulle opportunità, la implementazione su di un congruo tratto della barriera soffolta di un ASR Artificial Surf Reef dedicato alla pratica del surf. Disciplina che sul litorale romano ha già espresso eccellenze mondiali come il campione WSL Leonardo Fioravanti di Ladispoli e proprio da Ostia il campione europeo juniores Leonardo Apreda. Ostia che in particolare annovera e Società sportive che favoriscono la presenza di diverse Associazioni tra l’altro surf anche ad atleti con disabilità. Questo per quanto riguarda l’infrastruttura, che la pratica sportiva diventa tema di comunicazione ma anche di marketing turistico, e torniamo di nuovo a Rio dove ultimi anni sulla spiaggia di Copacabana si sono organizzati eventi musicali di portata mondiale".

Grandi eventi per il rilancio e inclusione nel Paco del Mare del lungomare Vespucci fino all'inizio della Riserva

"Ma il dato sorprendente è che l’indotto generato dai grandi eventi a Rio: nel 2025 Lady Gaga con uno spettacolo imponente e su un palco gigantesco si esibisce nell’evento di musica dal vivo con più pubblico di sempre per un’artista donna, ampiamente oltre i 2 mln di persone. Il concerto gratuito è valso alla città un indotto di 100 mln di dollari. E quindi ancora, mutatis mutandis, forse Roma potrebbe ambire a riscuotere una risonanza planetaria di questo livello? Ai posteri l’ardua sentenza ma noi siamo convinti di sì. Tra l’altro, debordando un po' dall’ambito, tutto quanto detto si va a collocare all’interno delle procedure ICZM Integrated Coast Management, in italiano un meno fascinoso, “Protocollo GIZC” al Zone, di cui dovremmo tener conto anche considerando la proposta come stimolo alla prosecuzione del Parco del Mare nella zona attualmente non contemplata dal progetto, fino alla fine del lungomare Amerigo (dal Piazzale Cristoforo Colombo), vero foglio bianco dove andare a disegnare il futuro del Mare della Capitale. Ma questa è un’altra storia”, ha concluso Muzzarelli. E sulla prossima stagione estiva? “Ho paura che sarà peggiore di quelle passate ma anche questa è un'altra storia”.