Laurentino 38, sgomberato il centro sociale L38Squat: maxi operazione coordinata tra forze dell’ordine e servizi pubblici
Di Maria Grazia Stella il 28/04/2026
All’alba del 28 aprile intervento della Questura di Roma nel quadrante del Laurentino 38. L’immobile, occupato e utilizzato come centro sociale, è stato restituito all’Ater. In campo una task force con polizia, Comune e servizi essenziali. Nessun occupante all’interno, tensione contenuta all’esterno
Roma - E' iniziato alle prime luci del mattino, con un’operazione pianificata nei minimi dettagli, lo sgombero del centro sociale L38Squat nel quartiere Laurentino 38, a Roma sud.
A coordinare l’intervento la Questura di Roma, nell’ambito di una strategia più ampia definita in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sotto la supervisione del prefetto.
Un’azione che si inserisce in un contesto urbanistico e sociale storicamente delicato, segnato da fenomeni di occupazione abusiva e criticità stratificate nel tempo.
Il ritorno dell’immobile all’Ater
Obiettivo dell’operazione: restituire l’immobile alla sua funzione originaria.
Il complesso, di proprietà dell’Ater, è stato liberato e immediatamente preso in carico dai tecnici dell’ente, che hanno avviato le operazioni di bonifica e messa in sicurezza.
Un passaggio considerato preliminare rispetto a futuri interventi di riqualificazione.
La macchina operativa: forze dell’ordine e servizi
L’operazione ha visto il coinvolgimento di una task force articolata.
Oltre alle forze di polizia, erano presenti i sanitari della Asl Roma 2, il personale di Ama, i tecnici Ater e l'unità della Sala operativa sociale di Roma Capitale.
Un dispiegamento pensato per gestire contemporaneamente aspetti di sicurezza, igiene e assistenza sociale.
L’area blindata e i varchi di accesso
Dalle ore 7.00 l’area è stata “cinturata”.
Sotto il coordinamento del IX Distretto Esposizione, sono stati istituiti varchi di accesso controllati per delimitare il perimetro e regolare i flussi.
Il supporto della Polizia Locale di Roma Capitale ha consentito di mantenere la normale vivibilità del quartiere, limitando i disagi per residenti e attività commerciali.
Bonifica e demolizioni per evitare nuove occupazioni
Subito dopo l’ingresso delle forze dell’ordine, i tecnici Ater hanno avviato un intervento radicale.
Abbattimenti mirati delle strutture interne, rimozione di elementi murari e installazione di sistemi antintrusione: l’obiettivo è rendere l’immobile inagibile e prevenire nuove occupazioni.
Un’azione decisa, che segna una discontinuità rispetto al passato.
Sicurezza anche su impianti e area verde
Parallelamente, Acea e Areti sono intervenute per la messa in sicurezza degli impianti idrici ed elettrici.
A presidio dell’area verde circostante sono state impiegate anche unità a cavallo della Questura, mantenendo comunque l’accesso pubblico senza chiusure totali.
Attivisti sul tetto e presidio esterno
Al momento dell’ingresso nello stabile, all’interno non è stato trovato alcun occupante.
Tuttavia, un gruppo di circa dieci attivisti del centro sociale sono saliti sul tetto, nel corso della mattinata, circa 80 persone si sono radunate nei pressi dei ballatoi adiacenti, dando vita a un presidio di protesta.
La situazione è rimasta sotto controllo e non si sono registrate criticità.
L’intervento sociale: assistenza a una persona fragile
Nel corso dell’operazione è emersa anche una situazione di fragilità sociale.
Grazie all’intervento della Sala operativa sociale di Roma Capitale, è stata individuata una soluzione alloggiativa per Susanna, una donna presente nell’area ma non collegata al centro sociale.
Un intervento che evidenzia l’approccio integrato tra sicurezza e assistenza.
Un segnale sul fronte delle occupazioni abusive
Lo sgombero del L38Squat rappresenta un passaggio significativo nella gestione delle occupazioni abusive nella Capitale.
Un’azione che punta a ristabilire legalità e controllo su immobili pubblici, ma che riapre anche il dibattito sul ruolo dei centri sociali e sulle politiche abitative.
Tra legalità e tensioni sociali
Se da un lato l’intervento segna il ritorno alla disponibilità pubblica dell’immobile, dall’altro evidenzia la complessità del tessuto sociale del Laurentino 38.
Un quartiere dove il tema delle occupazioni si intreccia con quello del disagio abitativo e della marginalità.
Un’operazione senza incidenti
Nonostante la delicatezza del contesto, tutte le fasi dell’intervento si sono svolte senza scontri né criticità.
Un risultato che le autorità attribuiscono alla pianificazione preventiva e al coordinamento tra le diverse componenti coinvolte.
Il futuro dell’area
Ora la partita si sposta sul futuro del complesso.
Dopo la messa in sicurezza, spetterà all’Ater definire tempi e modalità di riqualificazione.
Un passaggio cruciale per evitare che lo spazio torni a essere terreno di occupazioni o degrado.
Nel frattempo, il Laurentino 38 torna sotto i riflettori della città. E con esso, le sfide ancora aperte tra sicurezza, inclusione e gestione del patrimonio pubblico.

