Prosegue il piano sul verde pubblico nel Municipio X. Il presidente Falconi rivendica la necessità degli abbattimenti per garantire la sicurezza, mentre tra i residenti dell’Infernetto cresce il dibattito sul futuro del patrimonio arboreo

Infernetto (Rm) – Sicurezza contro preoccupazioni ambientali. E' su questo equilibrio delicato che si gioca il futuro degli interventi previsti lungo viale di Castel Porziano, una delle arterie più importanti del quadrante sud di Roma.

Da un lato, l’amministrazione municipale rivendica la necessità degli abbattimenti per prevenire rischi legati alla stabilità degli alberi; dall’altro, una parte dei residenti esprime timori per la perdita del patrimonio verde storico del quartiere.

A chiarire la posizione istituzionale è il presidente del Municipio X, Mario Falconi.

Falconi: “Intervento necessario per garantire sicurezza”

"Il X Municipio prosegue con determinazione le attività di pianificazione e cura del verde pubblico, concentrando l’attenzione sulle principali arterie del territorio. Tra queste, via di Castel Porziano riveste un ruolo prioritario sia per il suo valore ambientale sia per la funzione essenziale che svolge per i residenti dell’Infernetto e dell’intero Municipio”.

Una linea che mette al centro la sicurezza come elemento imprescindibile, soprattutto in contesti dove alberature compromesse possono rappresentare un rischio concreto per cittadini e viabilità.

Il progetto: abbattimenti e ripiantumazione

L’intervento si inserisce in un piano più ampio già avviato su via di Castel Fusano e ora esteso a via di Castel Porziano.

“Da sempre considerata un asse strategico per l’amministrazione, - prosegue il minisindaco - via di Castel Porziano è ora al centro di un nuovo intervento programmato. Dopo le operazioni già avviate su via di Castel Fusano – la prima strada interessata da un vasto piano di abbattimenti – anche questo viale è in fase di progettazione per il deceppamento e la successiva ripiantumazione delle alberature nella prossima stagione invernale. L’obiettivo è ricostruire progressivamente il corridoio verde originario, garantendo sicurezza, sostenibilità e coerenza con le caratteristiche storiche del luogo, tenendo conto dell’evoluzione urbanistica delle aree circostanti”.

Un passaggio che sottolinea come gli abbattimenti non rappresentino un intervento isolato, ma parte di un processo di rigenerazione complessiva del verde.

Le preoccupazioni dei residenti e il confronto

Negli ultimi giorni, il tema è tornato al centro del dibattito locale, anche a seguito di iniziative promosse da comitati cittadini preoccupati per il futuro delle alberature.

Falconi ha però precisato la posizione dell’amministrazione rispetto ad alcune iniziative pubbliche:

Negli ultimi giorni è circolata una locandina relativa a un’iniziativa promossa dal Comitato Più Pini all’Infernetto nella quale compaiono – senza alcun previo accordo – il mio nome e quelli di altri rappresentanti dell’amministrazione municipale e comunale. E’ doveroso precisare che né io né gli altri esponenti citati siamo stati informati o coinvolti nell’organizzazione dell’evento, al quale non potremo partecipare per impegni precedentemente assunti”.

Il percorso partecipato e gli impegni

L’amministrazione ricorda come il tema sia già stato affrontato in un incontro con associazioni e realtà del territorio, durante il quale sono stati condivisi i principi guida: rigenerazione del patrimonio arboreo, centralità dell’asse viario e metodo partecipato.

“Continueremo il percorso intrapreso, confermando la nostra disponibilità a ulteriori momenti di confronto concordati. Il lavoro in corso rappresenta un tassello essenziale per la tutela e la riqualificazione del verde pubblico: un patrimonio collettivo che richiede interventi accurati, programmati e rispettosi del territorio".

Una questione aperta

Il caso di via di Castel Porziano evidenzia una criticità sempre più diffusa nelle aree urbane: come conciliare la sicurezza con la tutela del verde storico.

Un equilibrio complesso, che richiede interventi tecnici, ma anche trasparenza e dialogo con i cittadini, chiamati a confrontarsi con trasformazioni che incidono direttamente sul paesaggio e sulla qualità della vita.