Il presidente dei Templari Oggi APS esprime piena solidarietà ai cavalieri americani denunciando il degrado estetico e valoriale dell'iconografia sacra.

Roma - In merito alle recenti controversie internazionali riguardanti l’utilizzo di immagini sacre e cavalieri templari in contesti di propaganda politica, evidenziate in Italia da Dagospia, interviene con una 
nota ufficiale il Magister Mauro Giorgio Ferretti, presidente dell’Associazione Templari Oggi APS. La presa di posizione giunge a sostegno delle critiche sollevate dagli ordini templari d'oltreoceano, colpiti dall'uso improprio di simbologie millenarie per fini elettorali.

Il Magister Giorgio Ferretti ha sottolineato come l’episodio sia solo l’ultimo di una lunga serie di abusi che vedono i simboli della cristianità svuotati del loro significato originario. "Si assiste oggi a un paradosso inaccettabile: da un lato la fede e i suoi martiri vengono derisi o ignorati nelle istituzioni, dall'altro la stessa iconografia viene "arruolata" forzatamente per supportare agende politiche che nulla hanno a che fare con il Vangelo.

Non possiamo accettare che la Croce e la figura di Cristo vengano ridotte a semplici loghi pubblicitari o strumenti di propaganda - dichiara Ferretti - perché da troppo tempo ormai i simboli e le icone cristiane non solo vengono derise tra l'indifferenza generale, ma vengono strumentalizzate nel mondo a fini politici e propagandistici."

L'Associazione Templari Oggi APS, impegnata quotidianamente nel presidio delle chiese abbandonate e nel supporto ai pellegrini in vista del Giubileo 2025, ribadisce che la strumentalizzazione operata in contesti mediatici e politici offusca il lavoro silenzioso di migliaia di volontari che, in Italia e nel mondo, operano per la difesa della dignità umana e della fede cattolica senza secondi fini.

Il richiamo di Ferretti è rivolto alla responsabilità di chi detiene il potere comunicativo: il rispetto per la sensibilità religiosa non deve essere un'opzione, ma un presupposto della convivenza civile. La figura del templare, per l'associazione italiana, rimane indissolubilmente legata alla custodia del Sacro e non può essere associata a messaggi di divisione o di mera appartenenza partitica.