Dal dolore alla responsabilità collettiva: il Comune accoglie con favore la proposta dei colleghi di Poste Italiane

Fiumicino (Rm) - Una panchina rossa come segno visibile della memoria, una borsa di studio come gesto concreto di futuro. E’ la proposta avanzata dai colleghi di Federica Torzullo e dalle sigle sindacali Uil Poste Lazio e Slc Cgil a Poste Italiane, dopo la tragica uccisione della donna, barbaramente assassinata dal marito ad Anguillara Sabazia, dove viveva con la famiglia.

Federica lascia un figlio di appena dieci anni, privato nel modo più crudele dell’amore e della protezione della madre. Una tragedia che ha scosso non solo il mondo del lavoro, ma anche l’intero territorio di Fiumicino, dove la donna prestava servizio.

La proposta: memoria e futuro nello stesso gesto

La richiesta dei colleghi è chiara e carica di significato: collocare una panchina rossa all’ingresso del centro di smistamento di Fiumicino, luogo simbolico della quotidianità lavorativa di Federica, e istituire una borsa di studio dedicata al figlio.

Un doppio messaggio che tiene insieme il ricordo e l’impegno: non dimenticare la violenza subita e, allo stesso tempo, offrire un sostegno concreto a chi ne porta le conseguenze più dolorose.

Il sì del Comune di Fiumicino

La proposta ha trovato immediata e convinta apertura da parte dell’Amministrazione comunale di Comune di Fiumicino.

“Come presidente del Consiglio comunale non posso che accogliere favorevolmente questa iniziativa” ha dichiarato Roberto Severini.Un gesto simbolico, ma dal grande valore sociale. Quello che è accaduto è terribile e ha scosso profondamente anche la nostra cittadinanza. Sarà mia cura condividere questa richiesta con l’assessorato competente. Noi ci siamo”.

Parole che sottolineano la volontà dell’istituzione di non restare indifferente e di accompagnare il dolore con azioni tangibili.

L’idea dell’assessora Picca: una città che prende posizione

Ancora più ampia la visione proposta dall’assessora alle Pari Opportunità, Monica Picca.

“La panchina rossa e la borsa di studio rappresentano un’iniziativa di fortissimo valore simbolico e sociale. Come Amministrazione abbiamo il dovere di trasformare il dolore in responsabilità collettiva” ha spiegato.

Da qui la decisione di ampliare il gesto: installare, a cura del Comune, panchine rosse anche davanti ad altri uffici postali presenti sul territorio comunale, affinché il ricordo di Federica diventi un messaggio diffuso, quotidiano, impossibile da ignorare.

Non solo memoria, ma impegno civile

Le panchine rosse, simbolo nazionale della lotta contro la violenza di genere, diventano così uno strumento di sensibilizzazione permanente. “Segni come questi – conclude Picca non restituiscono ciò che è stato tolto, ma aiutano a mantenere alta l’attenzione sui temi del rispetto, della dignità e della tutela delle persone, in particolare delle donne”.

L’assessora ha inoltre annunciato la convocazione, a breve, di una Commissione dedicata alla violenza di genere, in accordo con la presidente della Commissione Pari Opportunità, ribadendo la vicinanza dell’Amministrazione alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Federica.

Un simbolo che chiede responsabilità

La panchina rossa per Federica Torzullo non sarà solo un luogo della memoria, ma un richiamo silenzioso e costante alle coscienze. Accanto, la borsa di studio per suo figlio rappresenta un investimento umano, un modo per dire che una comunità può – e deve – farsi carico delle proprie ferite.

Perché ricordare Federica significa anche impegnarsi affinché storie come la sua non si ripetano mai più.