La Polizia smantella una presunta centrale della droga all’interno di un appartamento dell’Eur. Cocaina, bilancini, materiale per il confezionamento, denaro contante e perfino uno scanner per intercettare le frequenze delle forze dell’ordine. Due uomini finiscono in carcere

Eur (Rm) - Dietro la porta di un normale appartamento dell’Eur si nascondeva, secondo gli investigatori, una vera e propria base operativa dello spaccio.

A scoprirlo sono stati gli agenti della Polizia di Stato del IX Distretto Esposizione, che da tempo tenevano sotto osservazione l’abitazione dopo aver notato un insolito e costante via vai di persone. Un flusso continuo di visitatori, entrati e usciti nel giro di pochi minuti, che ha insospettito gli investigatori e dato il via a un’attività di monitoraggio mirata.

Le osservazioni raccolte nei giorni precedenti hanno consentito di delineare un quadro ritenuto compatibile con una presunta attività di vendita di sostanze stupefacenti, inducendo la polizia a pianificare un blitz.

Il tentativo di disfarsi della droga

L’operazione è entrata nel vivo quando uno degli occupanti dell’appartamento è stato intercettato dagli agenti lungo le scale del palazzo.

Accortosi della presenza della polizia, l’uomo avrebbe tentato di liberarsi di un involucro gettandolo all’interno di un vaso ornamentale collocato nello stabile. Contemporaneamente avrebbe gridato al coinquilino per avvisarlo dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Un comportamento che, agli occhi degli investigatori, ha rappresentato un primo importante riscontro ai sospetti maturati durante le settimane di osservazione.

La fuga verso il bagno e il sospetto tentativo di eliminare le prove

Entrati nell’abitazione, gli agenti si sono trovati di fronte a una scena che avrebbe ulteriormente rafforzato il quadro investigativo.

Il secondo occupante avrebbe infatti cercato rifugio nel bagno dell’appartamento. Poco dopo, i poliziotti hanno sentito lo scarico del water e notato una finestra aperta con affaccio sul giardino condominiale, elementi che fanno ritenere agli investigatori che l’uomo stesse tentando di disfarsi di ulteriore materiale compromettente prima dell’irruzione.

Sul tavolo non la cena, ma un laboratorio per il confezionamento

La scoperta più significativa è arrivata però nel soggiorno.

Sul tavolo di casa, secondo quanto ricostruito dalla polizia, non era apparecchiata una tavola per il pranzo o la cena, ma un vero e proprio banco di lavoro dedicato alla preparazione della droga.

Bilancini di precisione, bustine in plastica trasparente e materiale per il confezionamento erano già pronti per suddividere e preparare le dosi destinate alla vendita al dettaglio.

Una scena che ha spinto gli investigatori a ipotizzare l’esistenza di un’attività di spaccio strutturata e organizzata direttamente all’interno dell’abitazione.

Il cliente che arriva durante il blitz

A rendere ancora più solido il quadro investigativo è stato un episodio avvenuto proprio mentre gli agenti erano impegnati nella perquisizione.

Un uomo si è infatti presentato alla porta dell’appartamento durante le operazioni di polizia. Successivamente avrebbe riferito agli investigatori di essere un abituale acquirente della sostanza venduta dai due occupanti dell’abitazione.

Una circostanza ritenuta particolarmente rilevante dagli inquirenti per ricostruire il presunto sistema di vendita.

Cocaina nascosta in un vaso e 15mila euro in contanti

Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito di recuperare diverse dosi di cocaina già pronte per essere cedute ai clienti.

Nel vaso ornamentale utilizzato come nascondiglio improvvisato è stato inoltre rinvenuto l’involucro lanciato poco prima dell’intervento, contenente circa 100 grammi della stessa sostanza stupefacente.

All’interno dell’appartamento gli agenti hanno poi sequestrato circa 15.000 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, dai 5 ai 100 euro.

Secondo gli investigatori, il denaro potrebbe rappresentare il provento dell’attività di spaccio. Una circostanza che sarebbe stata ulteriormente rafforzata dal fatto che entrambi gli indagati risultavano privi di occupazione lavorativa.

Lo scanner per ascoltare le forze dell’ordine

Tra gli oggetti sequestrati figura anche uno scanner professionale capace di intercettare le frequenze radio utilizzate dalle forze dell’ordine.

Un dettaglio che ha colpito gli investigatori e che viene considerato indicativo di un’attività organizzata, finalizzata a monitorare eventuali controlli e movimenti delle pattuglie sul territorio.

Un elemento che, insieme al resto del materiale rinvenuto, contribuisce a delineare un sistema ritenuto particolarmente strutturato.

Scattano gli arresti

Al termine delle operazioni i due uomini sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’Autorità Giudiziaria, esaminati gli elementi raccolti dagli investigatori, ha convalidato l’operato della Polizia di Stato disponendo nei loro confronti la misura cautelare della custodia in carcere.

La presunzione d’innocenza

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Pertanto, per gli indagati vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.