Domenica 29 marzo prende il via a Dragoncello un progetto multidisciplinare e gratuito che unisce teatro, danza e arti performative. Ospite d’eccezione Giuseppe Cederna, per un percorso intergenerazionale sull’identità

Dragoncello (Rm) – Cosa resta di noi quando indossiamo una maschera? E chi siamo davvero quando la togliamo?

E' da queste domande che nasce “E chi sono io, poi, dietro la maschera?”, un progetto artistico e formativo che intreccia due universi solo apparentemente lontani: quello visionario di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e quello filosofico e inquieto di Enrico IV di Luigi Pirandello.

Un dialogo tra epoche e linguaggi che diventa esplorazione dell’identità, della frammentazione dell’io e della ricerca del sé, trasformandosi in un laboratorio creativo aperto e condiviso.

Il debutto con Giuseppe Cederna

Ad aprire il percorso sarà, domenica 29 marzo dalle ore 10, un incontro speciale con Giuseppe Cederna, attore tra i più riconosciuti del panorama italiano, premio Oscar per Mediterraneo.

Cederna guiderà una sessione intensiva di quattro ore con i partecipanti, offrendo uno spazio di confronto diretto tra esperienza artistica e nuove generazioni.

Un momento di ascolto e scambio, in cui il teatro diventa strumento per interrogarsi su identità, espressione e crescita personale.

Un progetto che unisce generazioni

Promosso dall’Accademia interculturale Santa Rita, diretta da Santa Spena e Beppe Farina, il percorso si distingue per la sua natura profondamente intergenerazionale.

Coinvolge bambini, adolescenti, under 35 e professionisti, creando un laboratorio vivo in cui linguaggi ed esperienze si contaminano.

L’obiettivo è chiaro: abbattere barriere culturali ed economiche, portando formazione artistica di qualità nel cuore del X Municipio, in un territorio spesso ai margini dei grandi circuiti culturali.

Laboratori e linguaggi: il teatro come spazio aperto

Il progetto si sviluppa attraverso una serie di laboratori multidisciplinari che spaziano dalla recitazione alla danza, dalla maschera alla musica.

Due i percorsi teatrali principali: da un lato una rilettura collettiva e immaginifica di Alice nel Paese delle Meraviglie, dall’altro una reinterpretazione contemporanea di Enrico IV, arricchita da elementi di sound design, movimento scenico e uso della maschera.

Accanto a questi, attività dedicate alla danza scenica, alla clownerie e giocoleria, all’esplorazione della maschera neutra e alla creazione di paesaggi sonori digitali.

Un intreccio di discipline che trasforma la formazione in esperienza immersiva.

Il teatro come presidio sociale

“Il nostro obiettivo è trasformare il teatro in un presidio di cittadinanza attiva”, spiegano Santa Spena e Beppe Farina.

“Portiamo la formazione d’eccellenza in periferia, coinvolgendo scuole e famiglie. Vogliamo che il ‘non pubblico’ diventi protagonista di un processo creativo che parla della loro crescita e della loro identità”.

Un approccio che va oltre lo spettacolo, puntando a costruire comunità attraverso l’arte.

Dal laboratorio al palcoscenico

Il percorso culminerà con due restituzioni finali al Teatro Nino Manfredi di Ostia, il 15 e 16 giugno, in doppia replica e a ingresso libero.

Un passaggio simbolico e concreto: dalla sala prove alla scena professionale, dove i partecipanti potranno confrontarsi con il pubblico e mettere in pratica il lavoro svolto.

Info e partecipazione

Le attività, tutte gratuite e a numero chiuso, si svolgeranno dal 29 marzo al 16 giugno presso l’Accademia Santa Rita, in viale Fra’ Andrea di Giovanni, a Dragoncello.

Prenotazione obbligatoria via mail (info@accademiasantarita.it) o telefono 3395086947.

Un’occasione aperta a tutti per esplorare, attraverso l’arte, una delle domande più profonde: chi siamo davvero, dietro la maschera?