Dragona, il Comitato difende il Parco delle Donne Vittime di Femminicidio: “Basta degrado, i bambini meritano sicurezza”
Di Maria Grazia Stella il 20/05/2026
Lettera ai vertici del Municipio X per denunciare l’abbandono dell’area verde dedicata a Michela Fioretti e Alessandra Iacullo. Nel mirino anche il ritardo sul Patto di Collaborazione per la gestione del parco

Dragona (Rm) - A Dragona torna alta l’attenzione sullo stato delle aree verdi del quartiere. Al centro delle proteste c’è il Parco Donne Vittime di Femminicidio, uno spazio dal forte valore simbolico e sociale che oggi, secondo il Comitato Cittadino di Dragona, verserebbe in condizioni di degrado e abbandono incompatibili con la sua storia e con la funzione che dovrebbe svolgere per la comunità.
Il direttivo del Comitato ha deciso di alzare nuovamente la voce inviando una lettera ufficiale ai vertici del Municipio Roma X per chiedere interventi immediati e risposte concrete sul futuro dell’area verde e dell’area giochi frequentata dai bambini del quartiere.
Un parco nato dalla memoria e dal dolore
Quel giardino non è uno spazio qualunque. Il 25 novembre 2013, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’allora assessora municipale Emanuela Droghei inaugurò il parco dedicandolo a Michela Fioretti e Alessandra Iacullo, due giovani donne di Dragona uccise dagli ex compagni pochi mesi prima.
Un luogo nato quindi come simbolo di memoria, rispetto e impegno civile contro la violenza di genere, oggi però trasformato — denunciano i residenti — in un’area lasciata all’incuria.
Il parco si trova tra viale dei Romagnoli, via Francesco Donati, via Carlo Casini e via Antonio Criminali, in una zona molto frequentata da famiglie e bambini.
La richiesta al Municipio: “Il Patto di Collaborazione è fermo”
Nel documento inviato al presidente municipale Mario Falconi, agli assessori Valentina Scarfagna, Valentina Prodon, Giuseppe Sesa e al direttore Gabriele Sani, il Comitato pone due questioni considerate urgenti.
La prima riguarda il cosiddetto Patto di Collaborazione, ossia l’accordo attraverso cui il Comitato potrebbe prendersi cura ufficialmente del parco seguendo le indicazioni dell’amministrazione municipale.
“A che punto siamo?” chiedono i rappresentanti del direttivo. “Dopo la nostra prima richiesta presentata a settembre 2024 e dopo la consegna della documentazione integrativa nel settembre 2025, l’iter amministrativo sembra essersi fermato. Vogliamo sapere quando sarà finalmente possibile firmare”.
L’obiettivo del Comitato è quello di poter garantire manutenzione ordinaria, pulizia e cura costante dell’area verde, cercando di restituire dignità a uno spazio considerato fondamentale per il quartiere.
L’area giochi tra sterpaglie e rifiuti
L’altro nodo riguarda lo stato dell’area giochi interna al parco, descritta dal Comitato come ormai impraticabile.
“Un tempo era piena di bambini — denunciano i residenti — oggi è diventata un ricettacolo di immondizia e sterpaglie non sfalciate”.
Una situazione che, secondo il direttivo, rappresenterebbe non soltanto un problema di decoro urbano ma anche un concreto rischio per la sicurezza dei più piccoli.
Le immagini e le segnalazioni raccolte nelle ultime settimane parlerebbero infatti di giochi circondati da vegetazione incolta, rifiuti e condizioni di generale trascuratezza che renderebbero l’area sempre meno frequentabile dalle famiglie.
“Dragona non si ferma”
Nonostante le difficoltà, il Comitato assicura di voler proseguire la propria battaglia civica.
“Noi non molliamo e continueremo a fare pressione affinché il parco torni a essere un luogo sicuro, pulito e vivo per tutta la comunità”, spiegano i rappresentanti del quartiere.
L’impegno è quello di mantenere informati i residenti sugli eventuali sviluppi e sulle risposte che arriveranno dal Municipio.
“Il Comitato c’è, Dragona non si ferma”, concludono, rilanciando una mobilitazione che punta a difendere non solo un’area verde, ma anche il diritto dei cittadini a vivere spazi pubblici decorosi, sicuri e realmente condivisi.
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