Cresce la preoccupazione nel quartiere del X Municipio dopo diversi episodi segnalati dal Comitato Cittadino di Dragona. Nel mirino soprattutto anziani e persone sole. I malviventi si spacciano per militari della Guardia di Finanza e mettono in scena una trappola studiata nei dettagli

Dragona (Rm) - Si presentano alla porta con modi sicuri, mostrano falsi documenti, parlano di controlli urgenti e convincono le vittime a lasciare casa. Poi, quando l’appartamento resta vuoto o con dentro soltanto persone fragili e disorientate, tornano in azione per rubare soldi, gioielli e oggetti di valore.

A Dragona cresce l’allarme per una nuova truffa che, secondo quanto denunciato dal Comitato Cittadino di Dragona, avrebbe già colpito diversi residenti del quartiere.

Nel mirino, ancora una volta, anziani e persone che vivono sole.

La denuncia del Comitato: “Massima attenzione”

A lanciare l’allarme è stato direttamente il Comitato di quartiere attraverso un messaggio diffuso sui social e nelle chat di zona.

“Cari concittadini, vi chiediamo la massima attenzione e di diffondere questo messaggio il più possibile, specialmente tra i vicini anziani o le persone che vivono sole”, si legge nell’avviso pubblicato online.

Secondo il Comitato, si tratterebbe di una truffa “particolarmente subdola e studiata a tavolino”, costruita in più fasi per ingannare le vittime sfruttando paura, confusione e senso di urgenza.

La trappola dei falsi finanzieri

Il meccanismo raccontato dai residenti segue uno schema preciso.

In una prima fase, i truffatori si presentano alle abitazioni fingendosi militari della Guardia di Finanza.

A quel punto mostrano falsi atti o comunicazioni urgenti e spiegano alla vittima che deve recarsi immediatamente presso una presunta caserma della Guardia di Finanza, distante dal quartiere, per chiarire pratiche o questioni amministrative.

La pressione psicologica è fondamentale: i malviventi puntano a far agire la persona in fretta, senza darle il tempo di riflettere o verificare.

Il furto mentre la casa resta incustodita

Una volta ottenuto l’allontanamento della vittima, entra in gioco la seconda fase del piano.

Secondo quanto denunciato dal Comitato, i truffatori ritornano all’abitazione presentandosi a chi eventualmente è rimasto dentro — spesso familiari anziani o persone sole — sostenendo di dover effettuare un “sopralluogo ispettivo” o una presunta perquisizione urgente.

E’ proprio in quei momenti di tensione e disorientamento che spariscono soldi, gioielli e oggetti preziosi.

Un metodo che punta a sfruttare la fiducia nelle istituzioni e la vulnerabilità delle persone più fragili.

Le prime denunce e le indagini

Il Comitato fa sapere che, dopo gli episodi segnalati, sono già state presentate le prime denunce alle autorità competenti.

Le forze dell’ordine sono state allertate e stanno svolgendo accertamenti per ricostruire gli episodi e risalire ai responsabili.

Nel quartiere la preoccupazione cresce soprattutto tra gli anziani, categoria sempre più spesso bersaglio di truffe costruite con tecniche psicologiche sofisticate e grande capacità manipolativa.

Come difendersi: “Mai aprire senza verificare”

Nel messaggio diffuso ai residenti, il Comitato Cittadino di Dragona ha pubblicato anche una serie di raccomandazioni per evitare di cadere nella trappola.

Il primo consiglio è quello di non aprire impulsivamente la porta e non allontanarsi mai da casa senza aver effettuato verifiche dirette.

In caso di persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine, il Comitato invita a mantenere la porta chiusa e chiamare immediatamente il 112 o il 117 per verificare l’identità degli operatori e la reale esistenza dell’intervento.

“Le vere Forze dell’Ordine vi chiederanno di aspettare volentieri il tempo della verifica”, ricordano dal Comitato.

“Le perquisizioni richiedono autorizzazioni”

Altro punto sottolineato riguarda i diritti dei cittadini.

Le forze dell’ordine, ricordano i residenti, operano seguendo precise procedure e necessitano di autorizzazioni e mandati per effettuare perquisizioni domiciliari.

Proprio per questo viene raccomandato di non lasciarsi intimidire da toni autoritari o richieste improvvise.

La rete tra vicini contro le truffe

Tra gli strumenti ritenuti più efficaci dal quartiere c’è anche il controllo reciproco tra residenti.

Il Comitato invita infatti a segnalare immediatamente movimenti sospetti, persone sconosciute o comportamenti insoliti nei palazzi e nelle strade della zona.

“Non abbassiamo la guardia e proteggiamo la nostra comunità”, scrivono i rappresentanti del quartiere, invitando tutti a condividere il messaggio nelle chat WhatsApp e tra vicini di casa.

Perché spesso, in queste situazioni, la prevenzione passa proprio dall’informazione e dalla solidarietà tra cittadini.