Il rapporto World Watch List 2026 accende i riflettori su violenze e discriminazioni nel mondo. Metalli (Fdi): “Difendere la libertà religiosa significa proteggere la nostra identità”. Un’emergenza globale che interroga le istituzioni

Roma – Nel giorno simbolico della Domenica delle Palme, la riflessione sulla libertà religiosa si intreccia con numeri che raccontano una realtà drammatica. Secondo il rapporto World Watch List 2026, sono oltre 388 milioni i cristiani nel mondo che subiscono persecuzioni tra violenze, discriminazioni e limitazioni alla libertà di culto.

Un dato che chiama in causa non solo i singoli Stati, ma anche le istituzioni europee, sollecitate a un’assunzione di responsabilità sempre più urgente.

Numeri e scenari: una “scia di sangue” che continua

Il report evidenzia un quadro allarmante: 4.849 fedeli uccisi e oltre 3.600 chiese attaccate in un solo anno. Una escalation che attraversa diverse aree del pianeta, dalla Nigeria al Medio Oriente, e che pone il tema della tutela delle minoranze religiose al centro del dibattito internazionale.

In questo contesto, la libertà religiosa emerge come uno degli indicatori più sensibili dello stato dei diritti umani a livello globale.

Metalli: “Difendere i cristiani è difendere la nostra identità”

Interviene sul tema Massimiliano Metalli, Responsabile del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Fratelli d’Italia Roma, che sottolinea il valore politico e culturale della questione: "In occasione della Domenica delle Palme, i dati drammatici del rapporto World Watch List 2026 pongono le istituzioni europee e gli Stati membri davanti a una responsabilità inderogabile. Con oltre 388 milioni di cristiani nel mondo sottoposti a violenze e discriminazioni, la difesa della libertà religiosa emerge come una sfida centrale per la salvaguardia della civiltà occidentale. Sotto la guida determinata del Presidente Giorgia Meloni, il Governo italiano ha riportato al centro dell’agenda internazionale la protezione delle minoranze cristiane, troppo spesso dimenticate dal politicamente corretto. Difendere i cristiani, ovunque essi si trovino, significa difendere la nostra identità e riaffermare la sacralità della vita".

Il richiamo all’Europa e il confronto politico

Nel suo intervento, Metalli sollecita anche una presa di posizione più netta da parte dell’Europa, collegando il tema della sicurezza e delle politiche migratorie al rischio di radicalizzazione: "L’Europa deve svegliarsi: porre al centro la difesa delle comunità cristiane è l'unico modo per non spianare la strada al fondamentalismo islamico, che rischia di invadere l’Italia, anche a causa della complicità ideologica ed elettorale di Elly Schlein (Partito Democratico), Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), Angelo Bonelli (Europa Verde) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana). L’ultimo report evidenzia una scia di sangue che non accenna a fermarsi: 4.849 fedeli uccisi e oltre 3.600 chiese attaccate".

Tra fede e diritti: il significato della Domenica delle Palme

La ricorrenza religiosa diventa così anche occasione di riflessione civile e politica. Un momento per richiamare l’attenzione su chi, in molte parti del mondo, vive la propria fede come un rischio quotidiano.

"Di fronte a questo scenario, l'azione del Governo Meloni si distingue per una postura netta contro ogni forma di sottomissione culturale e per il sostegno concreto ai cristiani perseguitati, dalla Nigeria al Medio Oriente. In questa Domenica delle Palme, il mio pensiero e la mia profonda vicinanza vanno ai nostri fratelli che, in terre lontane, vivono la fede a rischio della propria incolumità. A loro e alle loro famiglie giungano i miei più sentiti auguri per una serena Pasqua di Resurrezione. Continueremo a batterci - conclude - affinché nessuno debba più scegliere tra la propria vita e la propria fede, garantendo sicurezza e libertà contro ogni deriva oscurantista".

Libertà religiosa, una sfida ancora aperta

La questione resta aperta e complessa: tra diritti, geopolitica e identità, la tutela della libertà religiosa continua a rappresentare uno dei nodi cruciali del presente.

E, come evidenziano i dati, una sfida che non può più essere rimandata.