Cuba tra crisi e diritti negati: al Senato il confronto sul ruolo della società civile nella transizione democratica
Di Redazione il 22/06/2026
Nella Sala Isma del Senato un convegno promosso dalla senatrice Cinzia Pellegrino accende i riflettori sulla situazione politica, economica e umanitaria dell'isola. Al centro del dibattito il sostegno alle organizzazioni civiche cubane e la richiesta di un maggiore impegno internazionale a favore della democrazia e dei diritti umani

Roma - La crisi che attraversa Cuba, le prospettive di una possibile transizione democratica e il ruolo della società civile sono stati al centro del convegno “Cuba Democratica: il ruolo della società civile per una possibile transizione”, ospitato lo scorso 19 giugno nella Sala ISMA del Senato della Repubblica.
L'iniziativa, promossa dalla senatrice di Fratelli d'Italia Cinzia Pellegrino, coordinatrice nazionale del Dipartimento Tutela Vittime del partito, ha riunito parlamentari, rappresentanti istituzionali, studiosi, attivisti e membri della diaspora cubana in un confronto dedicato alle condizioni dell'isola e alle prospettive di cambiamento politico e sociale.
L'obiettivo dichiarato è stato quello di approfondire la situazione economica, umanitaria e politica di Cuba e di richiamare l'attenzione sul lavoro svolto dalle organizzazioni indipendenti che continuano a promuovere libertà, pluralismo e tutela dei diritti fondamentali.
La denuncia della senatrice Pellegrino
Nel suo intervento, la senatrice Pellegrino ha descritto un quadro estremamente critico della situazione cubana, denunciando quella che ha definito una lunga rimozione internazionale delle difficoltà vissute dalla popolazione.
"Con l'iniziativa di oggi vogliamo squarciare un velo di silenzio e di insopportabile ipocrisia che da decenni avvolge Cuba", ha dichiarato la parlamentare, parlando della più grave crisi economica, alimentare, energetica e umanitaria attraversata dall'isola dalla rivoluzione del 1959.
Pellegrino ha richiamato le difficoltà quotidiane della popolazione, dai blackout prolungati alla carenza di beni essenziali e farmaci, sostenendo che le responsabilità della situazione non possano essere attribuite esclusivamente all'embargo statunitense.
Secondo la senatrice, le radici della crisi andrebbero ricercate soprattutto nel modello economico e politico adottato dal regime cubano negli ultimi decenni, accusato di avere limitato le libertà individuali, soffocato l'iniziativa privata e alimentato profonde disuguaglianze tra la popolazione e le élite al potere.
Il sostegno del Parlamento europeo
Nel corso dell'incontro è intervenuto anche Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, che ha richiamato l'attenzione sulla recente risoluzione approvata dall'Eurocamera.
Secondo Fidanza, il documento rappresenta un importante segnale politico nei confronti del regime cubano e, allo stesso tempo, un riconoscimento del ruolo svolto dalle organizzazioni civiche indipendenti.
"La risoluzione approvata ieri dal Parlamento europeo, oltre a ribadire la ferma condanna del regime cubano e delle sue reiterate violazioni dei diritti umani e del pluralismo democratico, dà un forte segnale di sostegno alla società civile cubana", ha affermato l'eurodeputato.
Particolare attenzione è stata dedicata al Freedom Accord, iniziativa promossa da diverse realtà della società civile cubana e indicata come possibile piattaforma per accompagnare un percorso di riforme democratiche.
Il ruolo della società civile nella transizione
Uno dei temi centrali del convegno ha riguardato il ruolo delle organizzazioni civiche e dei movimenti indipendenti presenti dentro e fuori l'isola.
Dagli interventi è emersa la convinzione che qualsiasi processo di democratizzazione non possa prescindere dal coinvolgimento della società civile, considerata il principale motore di una possibile evoluzione politica pacifica e rispettosa dei diritti fondamentali.
Relatori e partecipanti hanno sottolineato come associazioni, attivisti, giornalisti indipendenti e organizzazioni per la tutela dei diritti umani continuino a operare in un contesto caratterizzato da forti limitazioni delle libertà civili e politiche.
Un appello alla comunità internazionale
Il confronto ospitato al Senato si è concluso con un appello rivolto alle istituzioni europee e alla comunità internazionale affinché venga rafforzato il sostegno alle realtà civiche cubane e alle iniziative orientate alla promozione della democrazia e dello Stato di diritto.
Secondo quanto emerso nel dibattito, la transizione democratica dell'isola non potrà realizzarsi senza un accompagnamento internazionale capace di sostenere chi continua a chiedere libertà, giustizia e pluralismo politico.
Il convegno ha così rappresentato un'occasione per riportare al centro dell'attenzione pubblica la situazione cubana e per rilanciare il confronto sulle prospettive future dell'isola, tra crisi economica, richieste di cambiamento e tutela dei diritti umani.
